Grazie alla crisi

Grazie alla crisi

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mi chiamo Giulia, ho 22 anni e da sette mesi sposata con Mauro, era allinizio di giugno quando mio marito mi disse che la crisi cominciava afarsi sentire, infatti con il suo stipendi non riusciavamo ad andare avanti, tutto era diventato caro, mi prop[ose di cercarmi un lavoro.
Io sono una donna di campagna, non ho alte istruzioni scolastiche percui non potevo sollecitare per un posto come segretaria oppure come commessa. una sea leggendo il giornale, vidi una inserzione che attiró la mia attenzione, cercari donne bella presenza per promovere oggetti cosmetici. Feci scrivere una lettera da mio marito ed tre giorni dopo venni invitata per una cessione orale. Nervosa mi presentai all’indirizzo e venni accolta da una signora un pó anziana che dopo avermi guardata mi invitó a sedermi. Io le raccontai il perché cercavo lavoro e dopo aver schritto i miei connotati mi disse che il posto era mio. Il giorno dopo mi presentai per far conoscenza dei prodotti che dovevo presentare e le regole. Mi presentó a Maria, una signora di 35 anni che sarebbe stata la mia accompagnatrice, Maria mi guardó attentamente e con un sorriso mi disse benvenuta nella nostra squadra. Lunedi mattina mi presentai al suo indirizzo dove altre sei donne stavano aspettando per partire. Prendemmo posto in un furgone di lusso e partimmo, nel pomeriggio arrivammo a destinazione, un hotel appena fuori della citta, scaricammo i nostri bagagi e ci avviammo verso le nostre camere. Maria venne a portarmi il vestito della fabbrica, una giacchetta, una camicetta ed un gonnellino. Io mi cambiai, davanti allo specchio mi arrossii nel vedermi , il gonnellino era cosi corto che mi arrivava a mezza gamba, era affilato non lasciava niente alla fantasia. Andai da Maria per vedere se aveva un gonnellino un pó piú lungo, ma lei mi assicuró che mi stava benissimo per la mia etá. Sei bellissima mi disse guardandomi dai piedi alla testa. Nel frattempo erano arrivate le altre donne, Maria ci consegnó le borse con i cosmetici ed il libretto delle ordinazioni. Erano le due del pomeriggio, con il furgone ci portó in cittá, si fermó davanti ad un palazzo e mi fece scendere, oggi cominci qui mi disse aggiungendo che verso le sette mi sarebbe venuta a prendere. Infatti entrai nel palazzo e suonai alla prima porta al piano terra. Ero contentissima avevo schritto tanti ordini, stavo diventanto sempre piú sicura di me, non ero piú nervosa. Da una porta alláltra, da un ordine all’altro erano le cinque quando suonai alla porta del sesto piano, un bell’uomo apri, io lo guardai come se non avessi mai visto un’uomo. Mi presentai e lui mi fece entrare chiamando la moglie, anche lei una bella donna mi dette la mano e mi fece accomodare nel salone, io cominciai a presentarle la mia merce, non mi ero accorta che il mio sguardo era attirato dal marito che era seduto davanti a noi, ad un certo punto la signora mi prese la mano e guardandomi mi chiese se mi piaceva suo marito, io mi sentii arrossire ed anche a disagio, ma lei mi accarezzo la gamba dicendomi che anch’io le piacevo, la guardai mentre il cuore mi scoppiava nel petto, lei accarezzo la mia guancia portando le sue labbra sulle mie, la sua lingua cercava di entrarmi in bocca, a quel momento chiusi gli occhi e risposi al suo bacio mentre sentivo la sua mano tra le mie gambe accarezzare le mie mutandine, ti voglio mi disse prendendomi per mano mi portó nella camera da letto, la mi spoglió baciandomi e succhiandomi i capezzoli, anche lei si spoglió mettendo in mostra i suoi bellissimi seni, un pó di pelo copriva la sua figa, mi distese sul letto e cominció a leccarmi il corpo finche arrivo tra le mie cosce, io aprii le gambe per agevolarle, la sua lingua tra le labbra della mia vagina mi faceva inpazzire dal piacere, lei si giró e venne a cavalcioni su di me con le gambe aperte, le guardavo l’apertura della sua vagina era umida ed aperta pronta a ricevere la mia lingua. Era la prima volta che leccavo la figa di una donna, che buon sapore, andammo avanti finche venimmo entrambe. Si giró e mi bacio appasionatamente sulla bocca. Dopo di che mi chiese, vuoi anche l’uccello di mio marito, io allargai le gambe e le risposi di si, lo chiamó e lui entró nella camera, nudo con il cazzo duro era bellissimo, si distese su di me e me lo fece entrare dentro, dopo avermelo fatto sentire cominció a battermelo dentro mentre sua moglie ci guardava. Non duró molto che lo sentii venire in me, sentivo i suoi spruzzi nella mia vagina facendomi venire per l’ennesima volta.
Quando lui lo tiró fuori era mollo, sua moglie portó la testa tra le mie cosce e succhió il suo sperma ingoiando tutto.
Erano quasi le sette quando in fretta mi vestii per non arrivare in ritardo da Maria. Nel furgone non sapevo dove guardare per evitare commenti. A cena ricevetti tanti complimenti da Maria, avevo quasi il doppio di ordini di tutte le altre messi insieme.
Il giorno dopo era stato un giorno normale, molti ordini, ma niente di speciale. alla sera prima di cena eravamo sedute nel bar quando Gisella una delle mie compagne mi disse di stare attenta Maria aveva messo gli occhi su di me e non le sarebbe sbalordita se non mi avrebbe portata nel suo letto. Io la guardai come per dire, ma vai, ma lei mi assicuró che a Maria piacciono le donne. Cenammo tutte insieme e come la sera prima ci sedemmo nel bar, erano le undici quando si alzarono per andare a dormire, io rimasi a sedere visto che il mio bicchiere era pieno. Mi guardai intorno e mi accorsi di essere l’unica al tavolo, Maria era al bar con il bicchiere in mano, Mi sorrise, io presi il mio bicchiere ed andai da lei, finalmente sono andate a dormire, mi disse ridendo, chiaccherammo un pó e quando i bicchieri erano vuoti mi guardó dicendo andiamo anche noi su, ci avviammo verso l’ascensore, appena fuori dal bar mi mise il braccio intorno alla vita stringendomi a lei, non la respinsim , ma mi avvicinai a lei, nell’ascensore mi abbraccio e mi bació sulla bocca, io risposi il suo bacio abbracciandola, era come se il fuoco bruciava in me. Al piano ci incamminammo verso le camere lei mi baciava il collo succhiandomi l’orecchio, davanti alla sua camera mi chiese, vieni con me, si le risposi ed entrammo dentro. Mi abbraccio di nuovo baciandomi mentre mi spogliava, io spogliai lei, le succhiai i capezzoli la baciai stendendomi sul letto, come sei bella mi disse stringedoci i nostri corpi nudi. Ci trovammo in posizione 69 le nostre lingue provavano il sapore delle nostre fighe, venimmo tante volte finche ci addormentammo. La mattina dopo ci facemmo la doccia e ci vestemmo, fu lei che mi disse di non indossare l’intimo, lei normalmente non porta mai slip e reggiseno. La guardai e feci come mi disse. Ci avviammo verso l’ascensore per andare a far collazione, nell’ascensore portó la sua mano sotto il mio gonnellino accarezzandomi la figa, visto perché non voglio che porti lo slip.
Erano le undici quando arrivammo al mio indirizzo, un palazzone, scendetti e mi avviai verso il portone. cominciai con il piano terra. Facendomi i miei ordini, andava benissimo. Al terzo piano da una coppia non tanto giovani, ricevetti tanti complimenti dalla signora, mi trovava molto bella, e le domande si accumulano, una mi fece arrossire, vuoi guadagnarti qualcosa di extra, mi chiese la signora, io risposi subito di si, vorrest soddisfare mio marito, mi chiese guardando suo marito che era seduto davanti a noi.
Perché le chiesi guardandola, lei abbassó la testa e mi rispose che poche donne riescono a soddisfarlo. Io accettai, mi portó nella camera da letto insieme al marito,la vidi uscire dalla camera, la chiamai chiedendole di rimanere, posso guardare mi chiese, si rimani con noi, le risposi mentre mi spogliavo quando il marito fece scendere i pantaloni spalancai la bocca dalla meraviglia, aveva un cazzo enorme, grosso e lungo, mi sdraiai sul letto con le gambe spalancate aspettando che lui mi venisse a penetrare, lo sentii entrarmi dentro, la mia vagina di dilató al massimo, tutto mi entro dentro dopo di che cominció con colpi forti a battermelo dentro, lo sentivo nel fondo contro la mia pancia, un orgasmo dopo l’altro si prendeva possesso del mio corpo. non avevo contate le volte che ero venuta. Con un paio di colpi ben forti lo sentii sborrarmi in me. Lo pregai di rimanere dentro di me, mi chiavó due volte mentre la moglie si leccava le labbra guardandoci. Quando sfinito usci dalla mia vagina venne sua moglie a succhiarsi la sborra. Mi vestii e nel salone dopo aver schritto l’ordine la signora mi dette 100 euro per il servizio.
Grazie alla crisi ho trovato una nuova maniera per guadagnare extra e ho trovato una bella amica. si siamo una coppia Maria ed io.