Glory hole elettorale

Glory hole elettorale

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Il vecchio magazzino era stato in tutta fretta pulito e verniciato a nuovo. Non avevano molto tempo, da lì a pochi giorni il segretario del partito avrebbe dovuto scegliere la candidata per le elezioni. Erano momenti decisivi per le sorti del paese e non ci si poteva permettere errori in campagna elettorale.
Il segretario non era affatto un uomo austero e ligio alla morale comune, come avrebbe dovuto essere un uomo del suo peso e della sua ideologia politica. Odiava indistintamente chi fosse diverso da quelli come lui e questo lo poneva come uomo arrogante e antipatico. Amava invece le donne, le belle donne. Quelle non rientravano in alcuna categoria da odiare. Non si potevano odiare le donne, di qualunque fede o colore fossero. Le donne son la cosa più bella che esista.
L’enorme magazzino era stipato di volantini, bandiere e manifesti elettorali. In mezzo a quel gran baccano il segretario e il suo entourage stavano vagliando i curricula delle candidate.
Erano tutte donne di un certo fascino e spessore politico, tutte donne che nel corso degli anni avevano dato lustro al partito e portato voti e poltrone pesanti ad ogni tornata elettorale.
Come fare a scegliere la candidata perfetta per quella cruciale elezione?
Il genio è sregolatezza. Il segretario nel pallone più completo non sapeva chi scegliere, erano tutte valide ma solo una doveva comparire sul poster elettorale.
Decise quindi di inventare un metodo infallibile. Avrebbe scelto alla cieca perché ognuna di esse aveva le caratteristiche adatte per rappresentare il partito. Sarebbe stato il caso a determinare la candidata.
I membri più influenti del partito seguirono gli ordini impartiti dal segretario. Montarono un pannello vicino alla scrivania, un pannello nel quale fecero un grosso foro nero a circa un metro da terra.
Le aspiranti candidate avrebbero dovuto inginocchiarsi e praticare una fellatio al segretario. Quella più capace sarebbe stata scelta. Il metodo sembrava semplice e imparziale. Ad ogni donna venne assegnato un numero, il segretario avrebbe decretato la vincitrice al termine dell’ultima pompinara.
La numero uno era una ragazza sui trent’anni, laureata, già coordinatrice provinciale del partito. Era sicura di poter essere scelta come candidata, aveva grandi conoscenze delle tematiche politiche e di bocca ci sapeva fare. Una trentenne che non sa succhiare il cazzo era altrimenti fuori da ogni giro.
Prese in bocca il cazzo del segretario e slinguò per bene il membro fino a farlo eccitare. Non dovevano però farlo venire, l’obiettivo era solo eccitare al massimo il cazzo del segretario con le proprie abilità. Sicura di aver fatto un ottimo lavoro si asciugò le labbra e si rialzò.
La seconda candidata era una donna suo 50 anni, più modesta di fisico e meno esperta della collega nell’arte del bocchino. Essendo una madre di famiglia ed avendo una profonda religiosità non faceva un pompino dai tempi del liceo. Prese coraggio e si inginocchiò a fatica, cercando nei ricordi le movenze esatte per ricordarsi come si succhia un cazzo. Riuscì comunque a succhiare il cazzo del segretario, non senza fatica, non era più abituata ad avere un pene in bocca e pensava di non dover prendere cazzi in bocca alla sua età.
La terza candidata veniva dal mondo della televisione, era stata una discreta valletta ma verso i trent’anni aveva capito che era meglio riciclarsi in politica. Lei di cazzi ne aveva presi a bizzeffe e non si fece troppi problemi, anzi questa gara a chi sapeva succhiare meglio le ricordava i bei tempi quando per ottenere la parte in qualche programma o pubblicità doveva legarsi i capelli e andar giù di bocca. Tra tutte era quella che aveva più dimestichezza e succhiò il cazzo del segretario con una passione incredibile. In quasi 40anni aveva succhiato tanti di quei cazzi da doversi meritare una chance per quell’ambita elezione.
La quarta candidata era un po’ riluttante, era una ragazza di appena venti anni, scelta per il suo gran zelo nella vita politica del partito ma ancora acerba in fatto di uomini. Era timidina e impacciata, non aveva mai fatto un pompino in vita sua. Il segretario attendeva mentre lei si studiò velocemente un video su internet per aver idea di cosa dovesse fare. Il passaggio dalla teoria alla pratica fu piuttosto imbarazzante ma dopo un paio di tentativi andati a vuoto riuscì dapprima a leccare la cappella poi a infilarsi tutto il cazzo in bocca. I movimenti erano da coordinare meglio ma già si notavano i primi passi avanti, il cazzo del segretario si era virimente impettito dopo le prime tenere e incerte succhiate. La giovane anche se non fosse stata scelta come candidata ne avrebbe fatta di strada e si sarebbe adoperata di più nell’esercitarsi a far pompini oltre che a preparare comizi.
La quinta e ultima candidata era una fiera quarantenne, una puledra in calore, da sempre sostenitrice dell’anima più dura e pura del partito. Non si fece pregare un attimo, si fece una bella coda con l’elastico e si mise in ginocchio. Prese in bocca il cazzo del segretario e lo fece gonfiare a dismisura. Lo infilò per bene fino alla gola, era l’unica che sapeva fare una gola profonda del genere. Sputó sul pisello gonfio che le premeva a pochi millimetri dalla faccia. Ispirò un paio di volte e poi nuovamente in apnea fece impazzire il pisello del segretario con abili movimenti di lingua fino a che colmo di piacere il segretario le sborró in bocca la propria soddisfazione sotto forma di un bel filotto caldo e bianco di sperma.
Le 5 candidate aspettavano che fosse dichiarata la candidata espressa da quelle particolari primarie di partito.
Dopo qualche minuto il segretario trionfante annunciò il numero della vincitrice.
“Per il partito questo ed altro” disse la prescelta, prima di posare per i cartelloni elettorali.

 

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