Dare ripetizioni

Dare ripetizioni

Sono Marika, ho 25, sono castana con gli occhi verdi, alta 1.65, ho una terza di seno ed un culetto niente male. Ho finito l’università (lingue) da poco con il massimo dei voti. Adesso il mio bel pezzo di carta è nel cassetto, lavori non ne trovo. Abito con i miei ma per rendermi il più possibile indipendente ho deciso di dare ripetizioni. Ho messo l’annuncio nella bacheca di un liceo qui vicino. Mi squilla il cellulare, numero sconosciuto, non pensando subito all’annuncio penso sia la solita pubblicità, rispondo, sto quasi per mandarli a quel paese, quando si presenta un ragazzo dicendo che ha bisogno di ripetizioni di inglese. Ci accordiamo per l’orario per il primo incontro per conoscerci e capire di cosa avesse bisogno più di preciso, oggi stesso alle 15.00. Vado bene perché i miei lavorano entrambi e non rientrano mai prima delle 19, così posso dare ripetizioni nella massima tranquillità.
Alle 15 arriva puntualissimo, si presenta, si chiama Paolo, ha 19 anni. Mi racconta di essere stato bocciato in prima liceo ma di aver messo la testa a posto e di avere buoni voti ma è un po’ in difficoltà con l’inglese che potrebbe abbassargli la media. Ci accordiamo per 3 appuntamenti a settimana, il primo sarebbe stato il giorno successivo.
Lo saluto e lo guardo andar via… Però, niente male questo Paolo! Castano, circa 1.75, fisico slanciato e robusto e, a vederlo da dietro, anche un bel culo!
Il giorno seguente si presenta sempre puntualissimo. Io sono vestita con una tuta da ginnastica, la zip leggermente aperta sul davanti. C’è il caminetto acceso e fa caldo.
La lezione va avanti bene, lui si impegna e fa piacere insegnare ad un ragazzo che si impegna. Durante la lezione ho notato un paio di volte che mi guardava la scollatura. Ho fatto finta di nulla.
Quando è andato via sono rimasta a pensare al fatto che cercava di guardarmi le tette e la cosa mi lusingava, in particolar modo perché era un bel ragazzo, anche se più giovane di me. Così mi venne la pazza idea: “la prossima volta lo voglio stuzzicare!”
La volta seguente mi sono fatta trovare con una minigonna abbastanza corta, gambe nude senza calze e maglietta scollata. Il caminetto andava che era un piacere, perciò non era freddo.
Paolo è arrivato e quando l’ho fatto entrare ho visto una espressione particolare quando mi ha vista vestita così.
Ci siamo seduti uno di fianco all’altro sul tavolo, come l’altra volta, io però non ero messa con le gambe bene sotto al tavolo, ero un po’ indietro, perciò lui aveva la visuale libera sulle mie gambe.
Inizio la lezione facendogli svolgere degli esercizi sul libro ed io qualche volta mi chinavo per spiegargli meglio e mi accorgevo che guardava dalla scollatura e stavolta vedeva un po’ di più, tra l’altro ero senza reggiseno.
Finiti gli esercizi inizio ad interrogarlo. Noto che tiene le mani appoggiate sulle cosce. Facendo ogni tanto dei movimenti con le gambe appoggio una mia gamba sulla sua mano, facendolo sembrare un gesto involontario ma non la tolgo subito. Lui non toglie la mano, rimane immobile, quasi a sperare che non mi accorga di avergliela posata. Dopo un po’ la tolgo. Gli chiedo se gli va di fare una pausa e prendere un caffè, mi dice di si e, spiazzandolo, gli dico “vieni in cucina con me così non corriamo il rischio di sporcare!”
Si alza e come sospettavo il bozzo è gonfio, colpito!
Bevuto il caffè torniamo a studiare, io stavolta mi siedo girata un po’ verso di lui ed accavallo le gambe facendo finta di guardare altrove. Da un vetro di un mobile lo vedo bene, mi sta fissando le gambe.
Inizio ad interrogarlo, lui sta parlando ed io accavallo le gambe dall’altra parte, non in maniera plateale come nei film ma comunque quel tanto che basta per farlo imbambolare un attimo. Così gli chiedo “Che c’è? non ti ricordi bene questo argomento?”
E lui un po’ rosso in viso mi risponde “no no, solo un momento di esitazione”.
Dopo poco è finita la lezione, l’ho salutato. Mi ero divertita ma mi rendevo conto che mi ero anche un po’ eccitata. Ho dovuto far uso del mio inseparabile vibratore per dare sfogo alle mie voglie. Sarò venuta almeno quattro volte.!
Lezione seguente, lo accolgo di nuovo con una mini bella corta e con una maglietta, questa volta un po’ aderente e sempre senza reggiseno.
Guardando dal vetro sul mobile vedo che spesso mi fissa le tette. Io fin che lo interrogo sto giocherellando con una gomma da cancellare rotonda, ad un tratto faccio finta che mi scappi dalle mani e la faccio correre dall’altra parte del tavolo. Mi alzo rimanendo di fianco a lui, mi sporgo sul tavolo allungandomi per prenderla, sono praticamente a 90 gradi ed in quella posizione sono sicura che la gonnellina mi stia scoprendo un po’ il culo. Sotto avevo un perizoma molto striminzito che copriva a stento le mie grandi labbra.
Induguio un po’ facendo finta che prendendola mi sia risfuggita di mano.
Ritorno a sedermi, lo guardo, è viola in viso. Gli chiedo “Paolo ti senti male? Sei tutto rosso!”
Paolo “no no va tutto bene”
Io “vieni di la che ti do un bicchiere d’acqua”
Si alza ed il bozzo dei pantaloni è pauroso. Tra me e me penso “vuoi vedere che è anche superdotato!” Io lo guardo proprio li e gli dico “ma… cosa ti succede?”, esito un momento e poi gli dico “e così fin che prendevo la gomma mi guardavi il culetto! Porcellino!”
Paolo “perdonami Marika ma sei una ragazza molto bella e sensuale e vederti in quella posizione mi ha fatto ribollire tutto! Ho fatto fatica a trattenermi!”
Io “hai fatto fatica a trattenerti?” e così dicendo gli metto una mano sul pacco (bello grosso!), lo afferro da sopra i pantaloni e gli dico “e cosa mi avresti fatto? Sbattuta la sul tavolo senza chiedermi il permesso? Guarda che te lo taglio!” e mollando la presa mi sono messa a ridere.
Paolo “tu ridi ma ho davvero gli ormoni in subbuglio! Meglio che per oggi finiamo qua altrimenti non so come va a finire!”
Io l’ho preso per la cintura e gli ho detto “non sai come va a finire? Te lo dico io come va a finire! Anzi, te lo mostro!” ed ho iniziato a slacciargli i pantaloni. In un colpo solo gli ho calato pantaloni e mutande ed è venuto fuori un cazzo bello grande. Sarà stato 21 cm ed era anche bello grosso. Ho iniziato a menarglielo con la mano ed a baciarlo. Lui ha iniziato da sopra i vestiti a palparmi le tette ed il culo.
Mi sono chinata ed ho iniziato a leccarglielo ed a succhiarglielo. Poi mi sono staccata e prendendogli il cazzo con la mano l’ho portato in camera mia. L’ho fatto stendere sul letto e gli ho detto di togliersi la maglia rimanendo nudo. Io in 2 secondi mi sono tolta tutto e gli sono montata a cavallo ma non volevo scoparmelo subito. Gli stavo sopra la pancia, il suo cazzo era dietro di me. Gli massaggiavo il petto e lui mi palpava le tette. Poi stando a cavalcioni ho iniziato ad avvicinarmi alla sua faccia fin che gli sono salita con la mia fighetta sopra il viso. Lui me la leccava ed io mi muovevo per trarre il massimo del piacere. Poi mi sono girata e mi sono messa a 69 e fin che me la continuava a leccare io gli succhiavo l’uccello. Lui ha iniziato anche ad inserirmi un dito nel culetto fin che me la leccava, ero in estasi!
Però adesso volevo scoparmi quel bel randello! Mi sono girata e mi sono impalata sul suo cazzo! Ero molto ben lubrificata ed è entrato senza alcuna fatica. Ho iniziato a cavalcarlo e fin che lo cavalcavo lui mi palpava le tette e mi strizzava i capezzoli. Continuando a cavalcarlo mi sono chinata un po’ mettendogli un capezzolo in bocca. Lui ha iniziato subito a succhiarlo e leccarlo e con una mano ha raggiunto il mio buco del culetto ed ha iniziato a giocarci con il dito.
L’eccitazione era tanta per entrambi e lui mi ha detto che stava per venire. Gli ho detto che stavo per venire anch’io e che poteva venirmi dentro.
L’ho sentito irrigidirsi ancor di più dentro di me e dei fiotti caldi che mi colpivano l’utero ed in quel momento sono venuta anch’io.
Non ha più preso ripetizioni da me perché non riuscivamo a studiare, ci buttavamo subito a fare sesso. Però viene comunque a trovarmi spesso e ci dedichiamo sempre a del meraviglioso sesso.

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