Consolazione sessuale con una spogliarellista

Consolazione sessuale con una spogliarellista

Mi chiamo Marco ed ho 35 anni, sono sposato da due anni con Laura, che è di quattro anni più giovane di me, non abbiamo avuto figli, scelta condivisa, ci siamo dedicati totalmente alle nostre vite e al nostro matrimonio. Ammetto che prima di sposarla non ero così convinto della nostra relazione e avrei fatto bene ad ascoltare i dubbi che mi assalivano ogni volta che pensavo a noi e a quello che saremmo potuti essere. Le mie paure sono diventate realtà, dopo due anni di matrimonio sembriamo due estranei che si vedono poco, ognuno troppo preso dal lavoro e dai vari impegni per fermarsi a guardare l’altro. Sono mesi che non facciamo più sesso, lei ogni sera si gira dall’altra parte ed io ho smesso di provare ad avvicinarmi, sono stanco di ricevere rifiuti. Forse proprio questa stanchezza mi ha portato in quel locale per spogliarelliste qualche sera fa, quei posti isolati e nascosti, dove i mariti si rifugiano per evadere dalla routine e dalla moglie troppo pesante. Non avrei voluto finire li, ma dopo l’ennesima litigata ho sbattuto la porta e me ne sono andato in cerca di conforto, mentre giravo con l’auto, sono stato attirato da un’insegna luminosa che indicava un vicolo, l’ho seguita e mi sono ritrovato in quel locale. C’era ragazze bellissime che si esibivano sul palo, ballavano e mettevano in mostra il proprio corpo, la mia attenzione fu subito attirata da una sexy rossa fuoco, si muoveva sinuosamente e il suo corpo mi ispirava sesso. Mi avvicinai, la pagai per l’esibizione che stava facendo e restai a guardarla diversi minuti, ripensai a mia moglie e la rabbia mi assalì, così a spettacolo finito decisi di chiedere alla rossa se voleva appartarsi con me, accettò per cento euro. Andammo in una saletta sul retro del locale, il mio cazzo diventò duro lungo il tragitto che ci portò in quella stanza, mi sedette su un divanetto e restai a guardarla mentre si spogliava, era fottutamente eccitante. Si avvicinò, completamente nuda, si chinò sulle mie gambe e mi tirò fuori il cazzo dai pantaloni, non mi diede il tempo di parlare che se lo mise subito in bocca e iniziò a farmi un bel pompino. Qualsiasi parola mi morì in gola, riuscivo soltanto a gemere e ansimare, il calore delle sue labbra e della sua lingua intorno al mio cazzo erano un qualcosa di stupendo che non sentivo da troppo tempo ormai. Si sedette su di me e se lo infilò nella figa, mi cavalcò per bene, mi fece impazzire di piacere, la scopai in diverse posizioni, mi soffermai di più su quella a pecorina e quando mi sentii sazio di sesso e di godimento, avvicinai il cazzo alla sua bocca e schizzai. Non so dire per quanto tempo rimasi in quel locale, non avevo il coraggio di tornare a casa e incrociare lo sguardo di mia mogie dopo quello che avevo fatto, rincasato la trovai come sempre, addormentata e girata dall’altra parte, i sensi di colpa svanirono all’istante. A

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