Chiusi a casa con mia sorella

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Chiusi a casa con mia sorella

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Per quanto riguarda il matrimonio io e mia sorella non siamo stati proprio fortunati. Io, Marcello, ho 37 anni e sono divorziato da 4 anni. Ho un figlio di 9 anni che vive con la mamma ed è legatissimo a me. Vivo da solo in un appartamentino. Loredana, mia sorella, ha 41 anni ed è divorziata da 7 anni. Non ha figli e anche lei vive da sola in un appartamentino. Non ci vediamo molto spesso in quanto abitiamo molto distanti e attraversare Palermo non è facile. Però ci sentiamo quasi giornalmente. Ci siamo sentiti qualche giorno prima che entrasse in vigore il divieto di uscire di casa a causa del coronavirus e mi prospettò l’eventualità che potessi andare da lei per evitare di stare da soli. Francamente, anche se non avevo problemi in quanto siamo stati sempre legatissimi, avrei preferito avere la mia libertà. Lei insiste e così, dopo aver preparato un paio di tute, intimo, qualche ricambio e l’inseparabile pc, mi trasferisco. Naturalmente non si sa per quanto tempo. Speriamo per poco. La sua camera ha un letto ad una piazza e mezzo, io sono in un’altra cameretta con un lettino. Si può uscire solo per necessità e le nostre esigenze sono: approvvigionamento alimentare e i nostri genitori. Stare a casa obbligati è una tortura ma fortunatamente in un modo o nell’altro, tra tv e pc, il tempo si passa. Poi, per la verità, di argomenti per parlare non ne mancano. Sono passate più di due settimane. Ieri mattina guardando distrattamente la tv e parlando del più e del meno, seduti ai punti estremi del divano, entrambi appoggiati a pancia in su sui braccioli imbottiti, ci ritroviamo a parlare di intimità, lamentandomi io che l’astinenza forzata è dura e lei che bisogna non pensarci e resistere. In quel fragente riceve un messaggio. Legge e sorride. Chiedo e arrossisce. “Niente” “Quello che ti sfonda per ora?” “Che sfonda? Non usare questi termini” “Cioè? Ti scopa” “Perchè tu non ce l’hai qualcuna?” “In questo momento una collega” “Io un collega. Che c’è di male dunque?” Conveniamo che in ambito lavorativo si creano con più facilità certe occasioni in quanti si sta più a contatto. Il suo è sposato, la mia pure. Le dico che se non hanno problemi loro perchè ce li dobbiamo avere noi. Ride. Lei ride ma io sono eccitato e il mio cazzo si agita più del dovuto. Le dico se mi fa leggere il messaggio. Dice di no assolutamente. Insisto e continua a dire di no chiedendomi il motivo. “Mi sono eccitato” “Addirittura! Menomale che sono tua sorella altrimenti…” “Che ci posso fare? Questi discorsi. E poi immaginando te. Guarda” le dico impugnando il cazzo da sopra la tuta e mostrandoglielo. “Ma che fai? Che mi fai vedere?” “Come ti sembra?” “Che mi deve sembrare? Non mi interessa” “Non sei eccitata? Non ti viene voglia? Io non resisto più. Me la fai toccare la fica?” Mi dice più volte di no e che non lo devo nemmeno pensare. Però tutto col sorrisino, è come se si sentisse lusingata. Loredana è sempre stata una bella ragazza. Oggi una gran bella donna da stuzzicare le fantasie erotiche di chiunque. Castana chiara e occhi blu e viso da innocente; non è alta, 160 cm al massimo, ma il suo corpo e ben proporzionato e con le curve al posto giusto. “Mi fai un pompino?” “Marcè? La vuoi finire? Un pompino da tua sorella? Chiama a quella la, alla tua collega e te lo fai fare” “Guarda come ce l’ho” le dico tirandolo fuori. Resta sorpresa ma ammira il mio obelisco. Si riprende e dice che se non la smetto va a chiudersi in camera. Me lo sego lentamente e le dico di guardarmi mentre me lo meno io. Dice che sono uno sporcaccione e guarda che me lo meno. La sua faccia non è per niente serena. Le dico ancora di farmi un pompino. Ci pensa e col ditino in bocca dice piano: “Semmai te lo sego. Invece di farlo tu te la faccio io. Se vuoi così se no niente.” Potevo dire di no? Fra l’altro una sega fatta dalla sorella non è di tutti i giorni. Si avvicina e lo impugna. “Tanto per non farti parlare più eh! Non ti credere che….” “Dai che ti piace il mio cazzo” “Si, mi piace, proprio” “Che vuoi dire che non è un bel cazzo?” Si, insomma, si.” Le dissi di cambiare posto e mettersi alla mia destra in modo tale che lei girandosi verso di potesse usare meglio la mano destra. Mi ascolta e si china di fianco. Inizia proprio una bella sega ed io faccio scivolare la tuta fino ai piedi mostrandole tutto il cazzo compreso le palle. Ha lo sguardo libidinoso. Chiaramente non avevo mai visto mia sorella in una situazione del genere. Le sussurro di prenderlo in bocca. Dice di no ma non è convinta. Insisto dicendole che dopo le lecco la fica. Mi dice di smetterla altrimenti lascia perdere. Invece le spingo la testa verso giù e dopo un attimo di resistenza lo prende in bocca. “Miiii! Questo piacere mi volevi levare? Che sorella sei?” Ci prende confidenza e più volte se lo sfila, lo lecca e poi lo rimette in bocca. Il piacere del pompino e il pensiero che è mia sorella a farmelo mi fanno impazzire. Anche lei è in tuta e china com’è mi viene facile e istintivo intrufolare la mano dentro e palparle il culo. Mi dice di smetterla ma vado oltre infilando la mano dentro le mutandine e dopo una bella maniata di culo raggiungo il suo clitoride. Non protesta più e ansima di piacere. le dico che siamo scomodi e le suggerisco di togliersi la tuta. Mentre se la sfila dice che sono capriccioso e certe cose non le vuole fare. Altro che! La porto su di me nella posizione del 69 e non appena sente la mia lingua che le esplora la fica impazzisce di piacere e il suo pompino diventa micidiale. Non ragiona più e dimentica che sono suo fratello. Sembra impazzita e gemendo e dimenandosi sento pure la sua bocca sulle palle. Ho il tempo di dirle che è pazza del mio cazzo e che la mia lingua la sta facendo impazzire. “Sii, siiiiiii, mi piaceeeeee”, dopo di che è presa da un orgasmo che stupisce me e pure lei stessa. “Ahiiiiii! Siiiiii; Marcèèè siiiiiiiiii, leccamiiii siii, leccami ancoraaaaa, ahaaaa, ahaa, ah, ah. Bastaaa, basta Marcè.” Continuo. Ride. “Marcè hai capito? Basta, bastaaaa.” Scende giù e mi dice che quando è basta è basta. Le chiedo il motivo e dice che non resisteva più. Riprende a segarmi e le dico di farmi vedere come me lo stava trattando mentre lei godeva del piacere della mia lingua. Con fare accattivante e lusingata, mentre io mi sistemo seduto, lei si mette in ginocchio a terra e riprende a spompinarmi. Ci gioca con la lingua, me lo rilecca più volte, mi lecca le palle, un gran super pompino fino a quando le dico che sto per venire. Sta per alzare la testa e mentre vengono fuori i primi schizzi le trattengo giù e le grido: “In bocca , in bocaaaaa. Troia pompinaraaaa”. Sento che lo manda giù. Fa la parte dell’incazzata. Le dico che sono certo che non è la primas volta e sorridendo avvicinando il suo viso al mio, con le ultime gocce di sborra ancora sul mento, dice: “Allora?” Le dico di andare a letto. “Sii, ancora! Non sei soddisfatto? Devo cucinare. Che fa non dobbiamo pranzare oggi?” Va in bagno a lavarsi e poi in cucina rimproverandomi per quello che avevamo fatto. “Si, da solo l’ho fatto tu non c’entri” le dico mentre vado a lavarmi. Mi rimprovera ancora mendre pranziamo. Io invece le dico che il meglio ancora lo dobbiamo fare e che lei è più vogliosa di me. Mi dice abbiamo scherzato troppo. Rimette in ordine prepara il caffè e mi chiama. Lo prendiamo guardandoci e le propongo di andare a letto. Dice di no. “Ma se hai ancora voglia!” “Io? Tu semmai.” La prendo per le braccia, gliele porto dietro la schiena e le tappo la bocca con la mia. Dice di nooo. Le ficco la lingua dentro e subito dopo sospirando intreccia la suaalla mia. Che succhiate! E mentre ce le succhiamo le sussurro: “Hai visto che voglia che hai?” “Si Marcè, che ci sta succedendo? Che fa, per tutto il tempo del blocco del coronavirus stiamo qua a fare i porci tra fratello e sorella?” “Perchè no? rispondo portandole la mano sul cazzo. “Lo vedi che ho voglia ancora di te?” Lo tasta e dice: “Che bel cazzo! sempre duro ce l’hai?” Andiamo in camera e questa volta è normale che ci spogliamo completamente. Gioco con i capezzoli e subito sono due chiodi. E’ supina sul letto, la cavalco e glielo metto fra le tette. “Ti piace una bella spagnola? Dice sorridendo. Me lo stringe fra le tette e faccio avanti e indietro chiedendole chissà quanti cazzi ha fatto divertire così. Mi dice che non mi interessa. Allora vado su e glielo strofino sulle labbra. Tira fuori la lingua e pure sulla lingua. Apre la bocca e glielo ficco dentro e mi muovo come a scoparla. Poi scendo giù lentamente con la lingua. Ritorno sulle tette, quindo sul ventre, mi dice che la faccio impazzire, quindi ancora giù fra i suoi peli e poi apre le cosce desiderosa di sentire la lingua sulla fica. Gode di un orgasmo vulcanico e poi, mettendomi in ginocchio fra le sue cosce, glielo strofino facendoglielo desiderare e poi dentro facendola sobbalzare di piacere. La pompo per qualche minuto, si gira di fianco e vado giù nella stessa posizione dietro di lei. Alza al massimo la coscia destra e la penetro proprio fino in fondo. Gode e dice che le piace e di non aver gaduto tante volte così. Ritorniamo con lei supina, glielo metto in fica, glielo sfilo e le bagno il culo con i suoi stessi umori. Mi dice di non mettermi cazzate in testa. “Non mi dire che non lo hai preso mai nel culo perchè non ci credo” Mi dice ancora che non mi interessa e che non pensava di avere un fratello così porco. Rifaccio l’operazione più volte e poi la penetro lentamente con lei che dice: “Si, ma piano.” Man mano se lo gusta e io le dico: “Hai visto troiaccia che ti piace?”Si, le piace e la sfondo a mio piacimento. Stavo per farlo io ma ci pensa lei stessa a cincillarsi il clitoride mentre continua a dire: sii,sii siii. Sborro. Non mi trattengo più e quando si sente invadere l’intestino dalla mia sborra bollente scoppia ancora in un orgasmo che fa traballare il letto. Pomeriggio tranquillo con me che la stuzzico e lei a confessare che, nonostante tutto, le piaceva scopare con me. La sera l’aspettai nel suo letto. Stuzzicherie leggere e piacevoli. Dormiamo insieme pure la sera seguente e penso che sarà così per tutto il tempo del coronavirus.

 


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