Amiche vere

Amiche vere

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L’improvviso squillo dl campanello mi svegliò dal torpore della mia quotidiana lettura pre cena.

Andrea non poteva essere, troppo presto e usava le chiavi. Dal videocitofono distinsi la figura di Angela, anche se seminascosta e di profilo, immersa nei suoi lunghi, bellissimi capelli biondi.

Angela, sei tu, cosa fai qui a quest’ora? chiesi quasi meccanicamente.

– Claudia, aprimi, ti prego ho bisogno di te.

– Sali.

Scesi velocemente, un po’ in ansia, per andare ad aprire la porta al pianterreno. Troppo strana quella visita, troppo ansimante il tono della voce: ero veramente preoccupata.

Prima che la mia ansia si tramutasse in terrore vedendo il volto tumefatto di Angela, lei, piangendo a singhiozzo, si era aggrappata a me, stringendomi al collo, facendomi quasi cadere.

Dai calmati, le dissi. Andiamo di sopra, sono sola, Andrea torna tardi e puoi raccontarmi tutto con calma.

Avvinghiandosi a me, Angela fece i gradini trascinandosi e solo per caso mi accorsi che sotto l’insensato impermeabile, dato il clima caldo, aveva solo mutandine e reggiseno. Un meraviglioso completo nero de La Perla.

La feci sedere sul divano accanto a me. Capivo che stava cercando di non farmi vedere la tumefazione al volto. Per toglierla dall’imbarazzo le chiesi brutalmente:
– Cominciamo dalla tua faccia e piantala di nasconderla, cosa è successo?

La risposta fu scioccante. Di scatto si alzo, si tolse l’impermeabile, standomi di fronte e senza capirne il motivo, piegandosi molto lentamente fesce scendere le mutandine fino alle caviglie, per poi toglierle.

Non capivo, anche se inconsiamente intuivo qualcosa.
Angela, sempre lentamente e piangendo si girò e solo allora mi accorsi che era stata percossa, molto duramente, fino a rendere quasi viola e livida tutta la parte dalla vita fino alla parte posteriore delle coscie. Le natiche erano impressionanti, chiramente sculacciate, cinghiate e non so cos’altro.

Quasi in lacrime e alzando la voce, le dissi:
– Vuoi dirmi che cazzo è successooo? ……anzi no, aspetta;
Tenendola per mano, la portai in camera da letto e la feci sdraiare a pancia sotto. Accesi un po’ di musica e andai nell’antibagno a prendere le creme da corpo. Cominciai a spalmare quella rifrescante e Angela riuscì a calmarsi. A ogni lieve e dolce massaggio sentivo il suo splendido corpo distendersi. Per un attimo si girò e, stringendo il mio volto tra le mani, mi baciò, quasi a ringraziarmi. Distrutta, tornò a distendersi completamente.
La mia preziosa crema da corpo emoliente ebbe l’effetto finale di attenuare quel violaceo orrendo. Un lungo massaggio fece tornare la mia amica, la mia più cara amica, quasi in uno stato accettabile. Mentre la massaggiavo, le avevo dato un panno intriso di crema rinfrescante, su cui appoggiare la parte tumefatta del volto.
Ormai era passata più di un’ora quando squillò il telefono. Era Andrea che mi diceva di dover andare a cena con dei clienti e che avrebbe fatto tardi.
– Potevi anche dirmelo prima! Un’esclamazione istintiva quanto inutile, visto che l’unico mio interesse era occuparmi di Angela.
– Comunque d’accordo, nessun problema, non svegliarmi quando rientri.
Avendo camere da letto separate, era inutile chiederlo, ma non si sa mai, volevo tenere Angela con me.

Continuavo a farmi frullare in testa ogni ipotesi, ma non capivo.
Roberto, il marito di Angela a quanto ne sapevo  era via per lavoro e…….. Marco, lo studende diciannovenne che le faceva da personal trainer, non sembrava il tipo da ridurla così, e allora….. cosa accidenti era successo?

– Hai fame? le chiesi.
– Assolutamente no, ho solo bisogno di un whisky e di tanta calma.
– Ok, te lo porto. McCallan liscio, coma al solito, va bene?
– Si, certo, ma sbrigati a tornare.

Quando rientrai in camera, Angela stava rientrando dal bagno, si era tolta anche il reggiseno e si stava infilando nel letto. A sedere, prendendo il bicchiere di whisky, mi fece cenno di sdraiarmi accanto a lei.

Finalmente un sorriso. Quando, spogliandomi, si accorse che anch’io, come lei, ero completamente depilata, mi guardò con fare quasi meravigliato.

– Si cara, ti ho voluto dare ascolto, e ti dirò una cosa: Andrea è entusiasta e si prodiga in apprezzamente ogni volta che mi vede.

– Vedi che avevo ragione, disse Angea, fissandomi come se mi vedesse per la prima volta. Gli uomini impazziscono per la passerina depilata.

– Va bene, adesso però mi sdraio accanto a te e voglio sapere tutto e senza nascondermi niente.

– Non so da dove cominciare, disse Angela quasi sussurrando.

– Dall’inizio, Angela, dall’inizio. Voglio non solo sapere, ma anche capire.

– Va bene. Per poterti raccontarti e spiegare, comincerò con una domanda.
Ti sei mai chiesta nulla sul mio tenore di vita, sulle auto, le vacanze, la casa, Marco, la filippina e via discorrendo?

– Si, per la verità l’ho fatto, ma ho sempre trovato una spiegazione plausibile. Il lavoro da dirigente di Roberto, l’eredità di tua madre e poi….la triste e famosa assicurazione dell’incidente mortale di tuo fratello.
Malgrado tutto ciò capivo che le spese che facevi non erano poche, ma ero e sono contenta per te, pur nella tristezza per la morte di Filippo.

– Cara Claudia, cominciamo con le verità:
Roberto non è un dirigente, come pretende di far credere, ma un rappresentante. Guadagna 60/70.000 €. lordi all’anno, altro che stipendio da megadirigente.
L’eredità di mia madre, tanto strombazzata, era di 250 milioni, capisci milioni di lire e non di quasi 2 miliardi, poi investiti in borsa in titoli che non esistono. Si sono tramutati nell’appartamentino al mare accanto alla tua villa, preso per poterti essere vicina d’estate.

L’assicurazione di mio fratello è si stata di 480.000 €, ma se pensi che la porsche di Roberto  è costata 133.000 €. e mia mia mercedes cabrio 78, fai in fretta a fare due conti.

– Angela scusa, ma continuo a non capire.

– Lo so Claudia, lo so. Ti spiego. Io ho un amante.

– Scusa Angela, ma stai tergiversando. Di Marco lo so da sempre e non vedo cosa c’entri.

– Macchè Marco, è solo un ragazzino dolcissimo che mi segue, mi fa qualche massaggio troppo dolce e ogni tanto, alla fine, non mi giro aspettando che, come un ragazzino alle prime armi, mi scopi, in fretta, troppo in fretta, senza preoccuparsi di…..ciò che vorrei io.
Ti ricordi quando siamo andati in barca in Grecia?

– Certo che lo ricordo, se non altro per Andrea che, approfittando del fatto che eravamo nudi tutti e quattro, non prdeva occasione di immergersi nella vista del tuo culetto o, se eri girata della tua passerina meravigliosamente depilata.
-ah ah ah, perchè non hai detto nulla?

– Per non rovinare la vacanza a tutti; comunque la mia l’ha ritrovata dopo due mesi di astinenza.

– Quindi ricordi anche il nostro skipper, Serghey?

– Certo, e bene, molto bene.

– Cosa vuol dire Claudia, molto bene?

– Vuol dire che se Andrea era in astinenza, io non ero tenuta alla stessa punizione. In un paio di notti, dopo uno splendido bagno sotto la luna, Serghey ha dimostrato doti amatorie non comuni, assolutamente non comuni.

– aaaahhhhh benissimo, puoi precisare?

– Finiamo col parlare di me anziche di quello che ti è successo?…….ma se ci tieni. Tu sai, perchè ne abbiamo parlato, che Andrea è un ottimo amante, ma io sono, a volte, anzi spesso preda, di fantasie erotiche e Serghey è stato l’unico capace di realizzarle. La prima volta stavo nuotando al chiaro di luna e non sentii il canotto arrivare. Serghey mi afferrò per la vita e pensavo fosse Andrea, poi capii. Senza una parola, mi issò e mi fece appoggiare con le braccia avanti, mentre lui, stando in piedi cinse le mie caviglie intorno al collo, sostenendomi. Quando cominciò a leccarmi non sapevo se reagire, urlare o cos’altro fare. Tutto in un attimo e mi accorsi che mi piaceva, eccome se mi piaceva. Si staccò da me solo quando avevo goduto come raramente mi era capitato.
Continuo?

– Si certo, voglio il resoconto, completo e senza nascondere nulla!

– Come vuoi.
Mi conosci e sai quanto sono reattiva. Mi aveva preso per la vita e mi aveva fatto roteare come una bambola. Mi ritrovai con le gambe che si sosteneva alla sua vita, le braccia al collo e gli occhi piantati nei suoi illuminati da una luna meravigliosa.
Lo sfidai con un “Tutto qui???” che lasciò il segno. “No” mi rispose secco e fu l’unica parola che uscì dalle sue labbra quella notte.
Si sedette e sempre tenendomi in braccio, con poche pagaiate arrivammo in fretta, troppo in fretta alla riva. Nel tragitto avevo la passerina a contatto del suo ventre e mi era facile percepire un eccitato sesso di notevoli dimensioni. Mi prese in braccio e mi adagiò sul tavolo su cui mangiavamo tutti a pranzo. Mentre con una mano mi stringeva sempre più i capezzoli, mi mise due tita in bocca, simulando del sesso orale. Gliele leccai fino a quando le tolse, mi sollevo e mi fece inginocchiare sulla panca, appoggiata con i gomiti e una guancia sul tavolo. Le dita cominciarono ad umettare il mio buchino del culo e al minimo segno di ribellione, lasciò partire due o tre sculaccioni di tale forza da non ammettere repliche. Poi con le stesse dita mi penetrò e solo quando ero allargata alla bisogna, uso il suo cazzo, veramente notevole, per sodomizzarmi con una forza e una lentezza meravigliose. Mi sosteneva solo con il braccio sinistro mentre, perfettamente sincronizzato con le penetrazioni, con la mano destra rendeva il mio clitoride rovente e di nuovo eccitatissimo, malgrado avessi goduto da poco.
Mi fece godere di nuovo, senza che lui facesse altrettanto, poi mi sollevò e mi   riportò in acqua a fare un bagno purificatore. Pensavo stessimo per tornare sul gommone, quando invece capii che le intenzioni erano ben altre. Tornati a riva si sdraiò e mi fece andare su di lui faccia avanti. Adesso quel possente cazzo potevo guardarlo senza doverne rendere conto ed era talmente bello ed eccitante che quando mi fece scendere a prenderlo in bocca, un po’ mi dispiacque. Mentre cercavo di essere all’altezza, con un movomento forte ma dolce, aiutandomi con la mano destra che mi aiutava a scappellarglielo, arrivando fino in fondo, per poi risalire e ricominciare, lui riprese a leccarmi il buca del culo, ancora rovente malgrado il bagno e la figra quando risalivo. Era una sinfonia, perfetta con archi e ottoni che risuonavano nel cervello. Un po’ come Mendellssohn che stai sentendo. Adesso era lui a sfidarmi, resistendo il più possibile, obbligandomi a una concentrazione totale, per capire cosa stava provando. Velocizzai le mie salite e discese, stringendo un po’ di più quel bendidio tra le labbra e cappi che stava per venire quando, smettendo di leccarmi, cominciò a sculacciarmi senza smettere fino a quando l’ultima stilla dei suoi umori erano fuoriusciti e io li avevo ingoiati tutti, senza nemmeno capire tutto quello che era successo. Ti basta Angela?

– Si, mi basta e in un certo qual nodo mi facilita.
Se a te è successo un paio di volte, a me è successo una decina, di notte, circa nello stesso modo, e di giorno durante le mie passeggiate solitari, quando dopo pranzo volevate riposare.
Però con alcune differenze. Innanzi tutto, al contrario di quanto è successo a te, mi scopava tutte le volte, con un impeto e una foga che pensavo mi uscisse dalla gola. Poi perchè, per colpa del mo bisogno di confidarmi, cominciammo a parlare, della mia vita, del mio matrimonio del cazzo, dei miei sempre più gravi problemi economici e di tante altre cose. Un giorno mi raccontò che era stato in carcere per motivi politici e che quando ne era uscito aveva dovuto ricominciare tutto da capo.
Fare lo skipper era solo uno dei lavori. Il principale era aver messo in piedi, in 10 città diverse, tutte fuori dalla Russia, altrettanti bordelli di lusso, gestiti solo da donne e riservati a gente facoltosissima che reperiva tramite conoscenze e con un piccola agenzia turistica al centro di Mosca.
Te la faccio breve. L’undicesima è stata Roma. La gestisco io e se del caso, sono a disposizione di qualche cliente particolare. Ne fanno parte solo quattro stupende ragazze ucraine, le cui famiglie subirebbero conseguenze gravissime se anche una sola di loro sgrarrasse.
Oggi, all’improvviso e senza avvertirmi Serghey è arrivato e quando si è accorto che avevo prelevato dalla cassa 20.000 €. senza dirglielo è impazzito dalla rabbia. Ha convocato le quattro ragazze e mi ha appeso nuda all’appoggiaabiti del salotto dove riceviamo. Tentavo di ribellarmi piangendo e, afferrandomi per i capelli, mi ha fatto sbattere violentemente la faccia al sostegno e da qui quell’orrendo livido che vedi in volto.
Poi, sempre urlando ha cominciato a sculacciarmi con una violenza mai provata. Quando si è stancato si è sfilato la cinghia dei pantaloni e mi ha fatto frustare da Ina, una delle ragazze, punendo anche lei perchè non mi frustava abbastanza forte. Alle altre ha riservato il manico di in ombrello, la paletta per servire i dolci e il frustino da cavallo, preso dalla dotazione per Villa Glori. Mentre puniva Ina, a calci inginocchiata per terra, Mascia mi aveva allentato i polsi, avendo solo il tempo di dire: aspetta di essere sola. Approfittando del suo appuntamento a Villa Glori e prima che realizzasse il suo proposito di darmi il resto al rientro, sono fuggita con ciò che ho trovato ed eccomi qui. Adesso sai tutto, veramente tutto.

– Angela, non se se essere più arrabbiata o preoccupata. …..ma che amica sono? Ci conosciamo da sempre. Pensavo di aver condiviso con te i ‘pensieri più cari e i segreti più profondi e invece? Ti trovo piena di guai, a fare la troia, picchiata da un malvivente e tutto questo mentre io, capisci Angela?, io non sapevo nè potevo intuire nulla.
– Cazzo Claudia piantala, la verità è che io non ti sono amica e non posso esserlo, non siamo alla pari come le amiche. Tu sei e sei sempre stata il mio mito. La più bella, la più ricca, la più intelligente, la più emancipata e indipendente: tutto ciò che io non sono mai stata. Forse ti ho amato e ti amo, ma non posso esserti amica. del resto anche tu mi hai nascosto quello che era avvenuto con Serghey

– Scemaaaaaa! te l’ho nascosto perchè era successo anche un po’ per colpa tua. Il tuo esibizionismo con Andrea era evidente e, se non ti dispiace, un po’ mi aveva dato fastidio.

– Hai ragione Claudia, scusa, del resto ti ho sempre invidiato anche il marito dolce, fedele e appassionato e se avessi potuto e ci avessi provato gliel’avrei data, per essere finalmente al tuo posto.

Se proprio una bambina Angela. Andrea è obbligato a tenere questo comportamento. Dipende totalmente da me. Se domani faccio una telefonata e gli tolgo le garanzie bancarie, in 90 giorni fallisce e la sua bella impresa di ristrutturazioni, che lavora quasi solo con le MIE case che compro e rivendo; non esisterebbe più, lo capisci? Poi, siccome non sono un’arpia e non voglio uno schiavo, ma un marito gli concedo, da sempre, una segretaria, molto particolare e devota, scelta da me e che deve levarsi dai piedi e per sempre, se solo alzo un dito.
Adesso pensiamo a te.
– …e come Claudia, hai un’idea?
– Certo, lasciami fare, dammi solo un paio di informazioni, il nome della ragazza che ti ha aiutato e cosa sai dell’appuntamento di Serghey a Villa Glori.

– Te l’ho detto, si chiama Mascia e non so il cognome. Serghey e andato con la 19 e la 926 perchè fa prima, quello che so è che chiude al tramonto. Ora starà tornando.

_ L’indirizzo?

-Via degli Scipioni, 18 al primo piano

– Va bene, vediamo se riesco a risolvere. Dammi il telefono.
Pronto, ciao Paola, sono Claudia, c’è Riccardo per favore, è urgente, grazie.
Riccardo, ciao, scusa se ti disturbo, ma è una cosa urgente e importante.
Sarò sintetica, ma io posso solo girarti l’informazione e devo starne fuori, pensi sia possibile?
Ok, mi fido di te.
In questo momento, di ritorno da Villa Glori, se non è già arrivato, un russo che si chiama Serghey, sta tornando in Via Scipioni 18, zona Ottaviano con un taxi o più probabilmente con la 19 dopo aver preso la 910. A quell’indirizzo, al primo piano ha un bordello, con quattro ragazze ucraine con le quali non solo fa soldi, molti sodi, ma usa i clienti, tutta gente molto in vista, per fare spionaggio internazionale a doppio gioco.
Le informazioni vengono trasmesse, codificate tramite una piccola agenzia che ha a Mosca, Stessa struttura in altre 10 capitali europee. Tutte le ragazze e in particolare una di nome Mascia sono in pericolo di vita. A Villa Glori l’avranno informato che Mascia ha scoperto lo spionaggio e non può rischiare che lei parli.
…………………………
Si, è alto 190 circa, 45 anni. Volto squadrato e baffi spioventi. A voi dovrebbe essere noto per la sua attività di copertura, lo skipper in grecia.
…………………………
No io non voglio nulla, se non restarne fuori. Se c’è un premio ti dirò poi su quale conto inviarlo. Aspetto notizie a qualsiasi ora; ti prego usa il cellulare. ah ah ah, si, va bene anche tu avrai il tuo premio, un week end in montagna va bene?……….. Ciao, mi raccomando dammi notizie appena puoi.

– Questa poi non l’ho capita Claudia, che c’entra lo spionaggio?
– Lo vedrai cara, s va come penso lo vedrai. Adesso dobbiamo solo aspettare e sperare che tutto vada bene. Intanto dammi le chiavi della mercedes, la metto in garage, se no Andrea sa che sei qui.