Alexandra la brasiliana pompinara

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Alexandra la brasiliana pompinara

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Era una solita serata tra amici, al solito posto di sempre: il bar di un nostro vecchio compagno di scuola che dopo l’università ha deciso di aprire un locale non troppo grande ma molto accogliente e dall’ambiente familiare. Tutti i venerdì quel bar era diventato un appuntamento fisso. Ore 23,00, tante chiacchiere, risate, una o più birrette e via. Eravamo sempre le stesse persone in quel locale tanto che la nostra cerchia di amici anno dopo anno è diventata sempre più grande. Di cosa parlavamo? Beh è semplice: calcio, donne e sesso! A volte i racconti di passione degli altri sembravano quasi surreali, avventure con donne da copertina, sesso sfrenato e passione scoppiata in ogni dove. A volte mi sentivo fuori luogo, costretto a inventare storie mai avute con donne mai esistite solo per farmi un po’ invidiare dagli altri. Tra discorsi poco seri e poche donne, perché sì, quel bar era frequentato soltanto da 3 o 4 donne dall’aria un po’ mascolina, ecco che un solito venerdì sera la solita routine e le solite chiacchiere vengono interrotte da una novità: una barista, donna, dalla pelle ambrata e molto ma molto sexy. Sembrava un miraggio, una trovata pubblicitaria per aumentare un po’ la clientela ma no, lei era stata assunta ed era lì bella come non mai sotto lo sguardo malato di tutti noi tanto che le nostre attenzioni iniziavano a concentrarsi solo su di lei. La mia cerchia di amici era formata soltanto da scapoli 30enni con una voglia matta di farsi la più figa del locale, del paese, dell’Italia. E’ quindi inutile dire che tutti, me compreso, avevano una voglia matta di poterla sbattere in ogni modo e a tutte le ore su quel bancone del bar. I venerdì improvvisamente avevano un sapore diverso e la fine della settimana lavorativa diventava l’inizio di una grande speranza: trombarsi la barista. Lei bella, mora con due gambe lunghe e affusolate, un bel culetto e un seno da baciare e stringere tra le mani. Nessuno di boi sapeva se lei fosse del luogo oppure no, io vivo in un paesino piccolo dove tutti si conoscono eppure lei aveva un volto mai visto prima d’ora. Tutto è cambiato un venerdì quando una festa in paese per una volta ha spostato tutti in un altro luogo tranne me e i miei amici sempre più curiosi di conoscere e sapere di più su quella morona. E’ stata proprio quella notte che finalmente abbiamo potuto conoscerla meglio. Era quasi ora di chiusura e Mauro, il tipo più socievole e spigliato tra di noi, era stato mandato in “missione” per invitare al nostro tavolo la barista. Non c’era nessuno e lei forse per la troppa noia della serata accettò ben volentieri. “Ciao ragazzi, dopo tanto tempo posso conoscere meglio i miei clienti preferiti! Io mi chiamo Alexandra, piacere”. Clienti preferiti? Preferiti per cosa? Tante erano le domande che mi frullavano per la testa che venivano interrotti dalla troppa bellezza di Alexandra che oltre ad essere super sexy e con un accento non italiano era anche molto simpatica. Quella serata passò tra risate e desideri di fuoco. Arrivai a casa sbronzo ma con un obiettivo ben preciso: conquistare Alexandra e farmela. Non sono mai stato un tipo da cena a lume di candela, regali e amore. No, io amo il sesso e chi lo fa senza alcun taboo! Passati diversi venerdì da quella speciale conoscenza, in una serata dove la monotonia fece capolino tutto cambiò. Ero andato in bagno quando Alexandra mi fermò e mi sussurrò: “Perché non mi aspetti? Vorrei mi facessi compagnia a casa, qui ho ancora pochi amici”. Ero letteralmente impietrito e sorpreso da quella proposta. Se una donna ti chiede di andare a casa sua vuol dire che è fatta. Ma come? Avevamo parlato solo due volte. Ripresi a pensare a troppe cose ma in fondo non mi importava il perché di quella richiesta così allettante ma solo il suo fine. Dopo secondi di pensieri fulminanti arrivò la mia risposta: “Si, certo!”. Non vedevo l’ora di chiudere il bar con lei e si sfrecciare in auto per arrivare a casa sua. “Io accompagno Alexandra a casa”, avevo detto ai miei amici che rimasero a bocca aperta. Durante il tragitto non parlammo. Arrivati davanti al palazzo scendemmo dall’auto silenziosamente per poi camminare fino all’ascensore. Una volta arrivati nell’appartamento lei prese una bottiglia di prosecco e me ne versò in un bicchiere. Stava per succedere, stavo per trombarmi quella bella figona che tutti desideravano sculacciare e inculare. Ci baciammo poco dopo, un bacio pieno di passione, le nostre lingue si intrecciavano, le nostre mani si cercavano e quando il suo seno per la foga si appoggiava a me sentivo brividi passarmi per ogni centimetro del mio corpo. Le tolsi la maglietta, il suo reggiseno era nero, con pizzi e trasparenze sui lati dei capezzoli che erano già turgidi e pronti per essere leccati. Ero seduto sulla sedia e lei si mise a cavalcioni su di me. Aveva un buon profumo, intenso e che sapeva di buono, una pelle liscia e tipica delle donne brasiliane. Lei cercava di sfuggirmi, mi baciava, si allontanava ma poi faceva di tutto per cercare di sfiorare il mio cazzo per farlo impennare e diventare di marmo. Il suo seno poco dopo lo ritrovai a pochi centimetri dalle mie labbra, le tolsi il reggiseno e immediatamente la mia lingua iniziò a giocare con i suoi capezzoli e le bocce sode. Alexandra mi sbottonò poi la camicia, iniziò a leccarmi e baciarmi lentamente e delicatamente il petto fino ad arrivare ai jeans. Li sbottonò e me li tolse trascinando via anche gli slip. Il mio cazzo rimbalzò fuori già scappellato e rosso di passione. Lo leccò, lo prese tutto in bocca, a volte succhiava le palle e poi tornava a spompinare la capocchia. Le venni in faccia poco dopo con alcuni schizzi prepotenti. Lei non ne poteva più, voleva averlo tutto nella figa ed ora che le mie palle erano vuote potevo durare a lungo e soddisfare ogni suo desiderio. Mi portò in camera da letto, si tolse i jeans e iniziò ad appoggiarsi sul letto con un fare molto sexy. Le tolsi anche il perizoma che incorniciava quel culo sudo e la sua passera venne fuori in tutta la sua bellezza. Liscia e con due labbra enormi, bella rosa e tanto bagnata. Dopo quel pompino incredibile dovevo farla godere. Le allargai le gambe più che potevo e le infilai il mio cazzone dentro. Alexandra gemeva come una troia, sapeva come farmi eccitare e io sapevo farla godere. Spingevo mentre lei con la sua lingua cercava il suo capezzolo. Finalmente anche la bella brasiliana arrivò all’orgasmo con un urlo che non potrò mai dimenticare. A

 


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