Aiuto Monica con il trasloco

Aiuto Monica con il trasloco

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E chi l’ha detto che l’amicizia vera non possa esserci tra uomo e donna?
Intanto mi presento, mi chiamo Alberto, 35 anni, single. Tra le mie varie amicizie c’è Monica, 2 anni più giovane di me, bella ragazza davvero, alta 1.65, capelli castani ed occhi scuri, labbra carnose. Una terza di seno, ventre piatto ed il suo pezzo forte che è un meraviglioso culetto, sostenuto da due belle gambe.
Ci conosciamo da tanti anni e c’è sempre stato affiatamento. E’ una bella ragazza però non ci ho mai provato perché non volevo rovinare l’amicizia e perché comunque con le donne me la cavo bene, perciò potevo “risparmiarla”.
L’estate dell’anno scorso si è dovuta trasferire, rimanendo comunque in zona. Passava da un appartamento in affitto ammobiliato ed un appartamento tutto suo dove l’ex proprietario le aveva venduto anchei mobili. Perciò il trasloco consisteva nel trasportare pochi mobiletti e tutte le cose personali. Da buon amico mi proposi di aiutarla, avremmo potuto noleggiare un furgoncino ed arrangiarci noi due, avrebbe risparmiato un sacco di soldi.
Mi presi un venerdì di ferie così avremmo avuto tre giorni per fare tutto, compreso riporre le cose degli scatoloni.
Il mattino del venerdì mi presento all’appartamento vecchio con il furgoncino ed iniziamo caricando i mobiletti.
Faceva davvero caldo, entrambi eravamo in canottiera e pantaloncini. Lei aveva una canottiera di quelle che lasciano scoperto un pezzo di fianco sotto l’ascella ma purtroppo indossava il reggiseno perciò non c’era nulla da sbirciare.
Il primo giro lo dedicammo ai mobiletti. Poi facemmo un altro giro per gli scatoloni. Mancava un giro ma era ora di pranzo così ordinammo la pizza a domicilio, con quel casino era impensabile preparare il pranzo. Dopo aver mangiato la pizza ci siamo incamminati per il terzo ed ultimo giro con gli scatoloni mancanti.
A quell’ora faceva davvero un caldo torrido.
Una volta ortati su tutti gli scatoloni ho parcheggiato il furgoncino, l’avrei riconsegnato la sera, e sono tornato su da Monica per aiutarla a sistemare gli scatoloni.
Anche lei come me grondava di sudore.
Io “cavolo se fa caldo! Ti spiace se mi levo la canottiera?”
Monica “fai fai pure. Beato te che puoi!”
Io “perché non la levi anche tu? Tanto sotto hai il reggiseno e non dobbiamo più uscire”
Monica “in reggiseno? Con te qua?”
Io “ma che problemi ti fai? E’ come stare in costume e poi ti fai problemi proprio con me?”
Monica si è convinta e si è tolta la canottiera. Eh, non era proprio come un costume, copriva meno ed era leggermente trasparente. Non proprio trasparente, ma le aoreole trasparivano benissimo. Diciamo che in reggisemo leggermente trasparente e pantaloncini era proprio invitante.
Iniziammo a spostare gli scatoloni, a portarli nelle rispettive stanze.
Poi Monica mi chiama e mi chiede di controllare se ha qualcosa sulla schiena, dice che sente fastidio dove passa la stoffa del reggieseno. Io mi posiziono dietro di le e con le dita scosto un po’ la stoffa senza sganciarlo e vedo qual’è il problema: l’eccessiva sudorazione a contatto con la stoffa attillata le ha procurato un po’ di irritazione cutanea. Glielo dico e le sgancio il reggiseno sempre rimanendo dietro.
Lei non se l’aspettava e mettendosi un braccio davanti perché il reggiseno rimanga al suo posto mi chiede “ma che cavolo fai?”
Io “non puoi mica rimanere con il reggiseno, altrimenti stasera ti ritrovi in carne viva.”
Lei “ma almeno avvertimi che me lo molli…” e tenendoselo con il braccio prende la canottiera e va a chiudersi nel bagno. Esce pochi minuti dopo, aveva addosso la canottiera ed era evidente che era senza reggiseno.
Io “scusa per prima ma mi è venuto istintivo perché si vedeva che ti stava irritando la pelle”
Monica “ok, scuse accettate…”
Si è chinata a prendere uno scatolone e senza farmi vedere ho sbirciato la scollatura, che belle tette!
Dopo un po’ io sto mettendo via tovaglie ed accessori per la cucina come da sue istruzioni e sento che mi chiama dalla camera. Vado a vedere e la trovo con lo specchio in mano che lo tiene attaccato ad una parete e mi dice “secondo te va bene questa altezza?”
Lei è in piedi davandi allo specchio con le braccia allungate in avanti per sorreggerlo e messa così di lato le vedo quasi una tetta intera. Mi fermo ad ammirarle la tetta, tanto non mi sta guardando, senza però tenere conto che mi stava osservando dallo specchio ed ha visto che ero intento ad osservarle la tetta. Mi chiama e mi dice “allora? Va bene?”
Io le rispondo di si, lei appoggia lo specchio a terra e poi con un’espressione contrariata mi dice “con questa cavolo di canottiera si vede tutto. Non era previsto di dover rimanere senza reggiseno ed io l’ho messa per patire meno caldo possibile”
Io “ma che problemi ti fai? E poi, fosse una cosa brutta da vedere… Anzi, al contrario la visuale era molto bella!”
Monica “parli come se fossi la Arcuri… Sono normali, niente di speciale. Dici così solo per farmi contenta”
Io “Monica, noi siamo buoni amici e perciò mi trattengo ma, credimi, se non fossimo amici sarei già saltato addosso a quelle splendide tette che hai!”
Monica “ti piacciono davvero così tanto?” e dicendolo si è sfilata la canottiera.
Io ero pietrificato, non me l’aspettavo, il cazzo mi si stava impennando di brutto. Dopo qualche istante mi sono ripreso e le ho detto “smettila ti prego, non voglio buttare via la nostra amicizia per una botta e via”
Monica “nessuno ha detto che dobbiamo diventare fidanzati, mai sentito parlare dei trombamici? Perché non concedersi una scopata quando ne abbiamo voglia? L’importante è ricordarsi sempre che siamo amici e niente di più ed evitare perciò inutili gelosie. Che ne dici? Ti va?”
Mi sono avvicinato e mettendole le mani sulle tette le ho risposto “si, si può fare…” e poi mi sono chinato a leccargliele. Fin che gliele leccavo con le mani le ho tolto pantaloncini e perizoma per poi chinarmi ancor di più ed arrivare alla sua fighetta che ho scoperto teneva completamente depilata. Ha alzato una gamba appoggiando il piede ad uno scatolone per agevolarmi ed io ho ho iniziato a leccargliela intervallando leccate al clitoride con penetrazioni con la punta della lingua.
Poi prendendola per i fianchi le ho detto “girati. Ho sempre sognato il tuo culetto”.
Si è girata e mi sono trovato di fronte un’opera d’arte. L’avevo vista in costume da bagno ma nuda era decisamente meglio. L’ho fatta chinare appoggiandosi con le mani allo scatolone di prima, adesso il suo culo e la sua fighetta erano completamente esposti. Ho iniziato a mordicchiargli le natiche, poi a leccarle avvicinandomi sempre più al suo buchetto. Quando sono arrivato a leccarglielo ha avuto un sussulto. Si capiva che le piaceva e piaceva molto anche a me. Fin che glielo leccavo con una mano le tintillavo il clitoride mentre con l’altra le strizzavo un capezzolo. Lei stava impazzendo dalla goduria.
Dopo un po’ si è alzata e mi ha detto “e tu non li togli i pantaloni?”
Io “pensaci tu”
Si è inginocchiata davanti a me e li ha abbassati assieme alle mutande. Il mio cazzo si è impennato davanti a lei come una molla.
Ha iniziato a leccarlo, a leccarmi le palle, poi lo prendeva in bocca muovendoci attorno la lingua… mi stava facendo il pompino più bello della mia vita. Fin che me lo succhiava con la mano destra mi accarezzava delicatamente i testicoli mentre con la sinistra si è insinuata tra le natiche ed ha iniziato ad accarezzarmi il buco. Era davvero eccitante.
Però non volevo venire subito così l’ho fatta staccare e l’ho rifatta mettere a 90 com’era prima, le ho puntato la cappella all’ingresso della fighetta e sono entrato senza il minimo sforzo. Era bella calda, bagnatissima.
La tenevo per i fianchi e le davo degli affondi poderosi. Lei mi incitava dicendomi “più forte dai, sfondami!”
Io non capivo più niente, ad ogni affondo andavo a sbattere su quel meraviglioso culetto. Fin che la trombavo ho iniziato a massaggiarle il buchetto del culo con il pollice e lei ha detto “no, li sono vergine, un’altra volta, non oggi”.
Dopo pochi altri colpi l’ho avvertita che stavo per venire e mi ha risposto che prendeva la pillola. Così in tutta tranquillità le ho riversato un fiume di sborra nella fighetta.
E’ stata una scopata favolosa.
Poi ci siamo rimessi a sistemare scatoloni, entrambi solo con i pantaloncini addosso. Quando si muoveva vedevo le sue tette che si muovevano, era fantastica.
Poi lei mi dice “potresti fermarti qua stanotte così domani mattina sei già qua e sei più comodo. Inoltre stasera potresti dare una ripassata alla tua trombamica” e si mette a ridere.
Io “ok, però la trombamica spero che si ricorderà di avermi fatto una promessa”
Monica “quale?”
Io “il tuo culetto!”
Monica “ah ah, vedo che mi hai preso sul serio… Dai, la prossima settimana te lo concedo come pagamento del servizio di trasloco!” e mi strizza l’occhiolino.