A casa di Giovanna

A casa di Giovanna

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A casa di Giovanna
Avevo 22 anni, ci vedevamo tutti i giorni a Milano in Piazza Ferravilla. Passavamo i pomeriggi a scherzare, prenderci in giro e d’estate eravamo degli assidui frequentatori della gelateria Rossi. Nella nostra compagnia c’era una ragazza di nome Giovanna, piccola con i capelli corti, un corpo minuto e due bellissimi e grandi occhi verdi, un viso sveglio e furbo. Era sempre gentile con tutti. Dal mio amico Fabietto avevo saputo che la sera prima tornando dalla birreria si erano fermati a casa sua e lei gli aveva fatto un pompino memorabile nonostante lei fosse assieme a Stefano e sapesse che Fabietto era impegnato con Nora. E gli aveva anche detto che sarebbe stata disponibile anche in future occasioni. Fabietto non avrebbe dovuto dirmelo per essere un “riservato gentiluomo”, ma mi aveva fatto un favore. Io ero libero e avevo proprio voglia di un incontro divertente. Il giorno dopo con la scusa di decidere il regalo da fare a Laura, una comune amica, per il suo compleanno, sono andato a casa di Giovanna che sapevo abitava in una casa vicina alla nostra piazza di ritrovo. Dopo pochi minuti avevamo esaurito l’argomento regalo di compleanno e lei mi guardava con aria di attesa. Le ho fatto i complimenti per i suoi bellissimi occhi e le ho fatto una carezza a mano aperta sul suo viso tondo e paffuto. Lei è arrossita e con un sorrisone mi chiede la ragione di queste nuove attenzioni per lei, io non rispondo e mi avvicino alle sue labbra. Non aveva delle labbra grandi ma erano ben disegnate e quando l’ho baciata le ho trovate molto calde, lei ha subito schiuso la bocca e le nostre lingue hanno iniziato a strofinarsi. Lei mi ha abbracciato stringendomi, dopo poco l’ho sollevata e senza smettere di baciarla l’ho portata fino al suo letto dietro di lei. Mi stupisco di quanto sia leggera. Appena appoggiati sul letto lei si gira e mi fa coricare di schiena sul letto, con un sorriso malizioso mi apre la camicia e mi sbottona i pantaloni, poi mi tira i calzoni dalla gambe e me li toglie, mi tira giù le mutande e si ferma a guardare il mio cazzo gia dritto. Lo palpeggia per un po’, poi si solleva e si toglie il vestito, non ha il reggiseno, le sue tette sono piccole con dei bei capezzoli scuri e dritti. Guardandomi negli occhi si abbassa ed inizia leccarmi il cazzo dal basso verso l’alto, quando arriva in cima lo bacia con le labbra un po’ aperte e poi riparte da capo, poi prende in bocca la cappella da due piccoli colpetti con la lingua e poi me lo lecca tutto di nuovo, mi sta diventando duro come il ferro. Di colpo fa un affondo e lo prende tutto in bocca, lo pompa un paio di volte e poi se lo spinge fino in gola. Torna su e lo pompa più delicatamente e poi di nuovo lo lecca tutto, adesso è durissimo. Sorridendomi si toglie gli slip e monta sopra di me, senza usare le mani, ma solo il movimento del bacino, fa entrare la punta nella sua fighetta ed inizia a fare piccoli movimenti su di me strofinandosi il clitoride sul mio cazzo. Si sta masturbando usando il mio cazzo per bagnarsi la fighetta prima di prenderlo ed i suoi movimenti da gatta mi stanno arrapando come non mai. Geme, guarda in alto e poi si morde un labbro, sento la fighetta che si apre un po’ e tutta la punta entra. Inizia a roteare il bacino per farlo entrare, piano piano senza fretta riesce a farlo entrare tutto. Poi inizia lentamente ad muovere su e giù il sedere, io sto fermo e la lascio fare. Intanto con le mani le accarezzo la schiena ed i fianchi. Avvicino la bocca ai suoi piccoli seni e li bacio, succhio i suoi capezzoli e le do dei piccoli colpetti con la lingua, poi risalgo e con la lingua passo dietro le sue orecchie e poi arrivo alle sue labbra e la bacio, le schiude le labbra e ci baciamo. L’eccitazione sale ed io inizio a muovermi con ritmo, sollevo il bacino e affondo completamente dentro di lei poi inizio a sbatterla velocemente, la afferro per i fianchi e da sotto aumento il ritmo, lei si inarca per prendermi completamente, mugola e mi incita a fotterla di più. So che non resisterò a lungo, lei se ne accorge e mi sussurra nell’orecchio che posso venirle dentro,allora mi lascio andare all’onda del godimento che sale che culmina in una sborrata lunga e liberatoria, lei si inarca con la schiena e mi stringe con le mani sulle spalle. Poi si lascia andare su di me e rimaniamo abbracciati per qualche minuto. Lei mi accarezza sulla guancia e mi dice che le sono piaciuto molto. Per me lei è stata favolosa !! Fra poco arriva Stefano e devo andare, mi rivesto in fretta e la saluto con un bacio. Quando scendo le scale scopro di essere di ottimo umore, Giovanna è proprio speciale. A presto.