Guardando Rosa Maria

Guardando Rosa Maria

Ricordo bene il pomeriggio in cui tutto ebbe inizio, così, casualmente, un po’ per gioco, un po’ a causa dell’eccitamento cui entrambi eravamo giunti. Eravamo a letto in una stanza di albergo di un paese a circa quaranta chilometri dalla città, dove solitamente andavamo da quando eravamo amanti; io dietro Rosa Maria che era messa alla pecorina; la stavo chiavando come un indemoniato in una posizione che a lei piaceva molto, essendo clitoridea e potendo godere solo se gli veniva stimolato a dovere il clitoride. Ero eccitato, ma stentavo a venire; la montavo ormai ininterrottamente da oltre un’ora, cambiando varie posizioni e lei era ormai era esausta, essendo peraltro già venuta tre volte. Sapevo che il piacere che provava da lì a poco si sarebbe trasformato in sofferenza. Era necessario, come spesso accadeva, un pizzico di fantasia, quell’enzima mentale magico per fare esplodere finalmente il mio piacere. Ero stato e continuavo ad essere un onanista sfegatato. Da ragazzo mi masturbavo e per venire immaginavo di guardare mia madre che scopava con altri maschi: costruivo nella mia mente scenari intriganti; per esempio spesso immaginavo lei che per fare carriera si concedeva a chi poteva darle una buona raccomandazione; alla fine l’immagine che costruivo durante le seghe era sempre quella di una madre che faceva la troia.
Da sposato passavo le notti sulle chat parlando con sconosciuti di mia moglie per masturbarmi, descrivendola come una puttana ed inventando storia in cui lei nelle quali si comportava da zoccola; poi quando quelle poche volte che succedeva la chiavavo, per venire dovevo ripensare a quelle scene. Anche quella volta non era diverso dalle altre e per venire dovevo lavorare di fantasia immaginando scene in cui la mia donna aveva rapporti sessuali con altri uomini. In genere la immaginavo con l’ex che la trattava da puttana oppure immaginavo scene in cui veniva montata da uomini conosciuti in chat. Solo che quella volta, a differenza di tutte le altre, non so per quale precisa ragione, il pensiero si manifesto con parole che uscirono quasi come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Io: amore, immagina questa situazione: io seduto in poltrona e tu che vieni chiavata da un altro uomo, un perfetto sconosciuto, che ti fa godere come una cagna in calore.

Rosa Maria: che fa ti eccita l’idea di vedermi a letto con un altro uomo? Ti piace immaginare che faccio la zoccola per te? E allora immagina, un bell’uomo sopra di me che mi sbatte tutta e poi mi viene dentro riempendomi con il suo sperma.
Immaginai così, dentro la mia mente, la possibile scena: aveva conosciuto un tizio su fb e dopo un incontro per un caffè erano finiti a letto; immaginai con ricchezza di particolari la storia, finchè tutto questo fece schizzare al massimo l’eccitazione. Avevamo nel frattempo cambiato posizione, scegliendo la posizione a “spegni moccolo”, una delle mie preferita; mentre continuavo a pensare l’ipotetica scena con il tipo, ormai al culmine dell’eccitazione, la colpii con due schiaffi sul volto ed accelerai le spinte palpandole il seno finchè, nel giro di pochi secondi, raggiunsi l’orgasmo e venni copiosamente dentro di lei, riempendole la vagina.
Ci eravamo conosciuto quattro anni prima su fb dopo che avevo chiuso una relazione con una donna più grande di me, che faceva la cuoca, una grande zoccola ormai anziana che aveva preso cazzi da molti maschi; ricordo il suo profilo con tante foto in cui lei era sempre poco vestita e molto truccata; ricordo i tanti commenti, anche piccanti e i tanti mi piace da parte di molti uomini. Io ero (e sono ancora) sposato da anni, ma ormai praticamente separato in casa, sempre alla ricerca di avventure che colmassero il mio vuoto. Rosa Maria ed io eravamo diventati amanti: lei nutriva sempre la speranza che io lasciassi mia moglie ed andassi a vivere con lei ed io l’assecondavo nell’idea, facendole promesse per prendere tempo: una storia come tante. Rosa Maria una donna di 48 anni, molto bella anche se era stata un po’ sfortunata nella vita. Era rimasta incinta a 17 anni e già questo fatto, per una donna che abitava in un piccolo paese della Sicilia era una disgrazia. Sposata per riparare al danno, aveva poi divorziato all’età di trentotto anni, trovandosi in mezzo ad una strada. Quando ci eravamo conosciuti lavorava in un piccolo e malandato hotel come cameriera, un lavoro massacrante con uno stipendio da fame, che la costringeva, per arrotondare, a fare altri lavoretti occasionali, come quello di lavare le scale in alcuni condomini del paese, oppure occasionalmente fare le pulizie presso qualche famiglia; aveva appena chiuso con il tipo con il quale aveva una storia da cinque anni, un piccolo imprenditore un po’ truffaldino. Era una bella donna, bionda, di altezza media, pelle chiara come il latte, di buon carattere, che riusciva ad essere sempre allegra nonostante tutto. Avevamo raggiunto subito un’intesa perfetta, sotto tutti i punti di vista.
Dopo che ebbi eiaculato ci distendemmo esausti nel letto, abbracciati come due adolescenti. Lei si accese una sigaretta e rimase immobile a pensare.

Io: amore che c’è, ti sei turbata per quello che ho detto? Sono cose che a volte si dicono mentre si fa l’amore, non ci pensare più.

Rosa Maria: no, tranquillo; solo mi chiedevo se davvero tu fossi disposto a guardarmi mentre sto con un altro uomo! Io al posto tuo potrei impazzire. Non ti darebbe fastidio vedere le sue mani che toccano la tua donna?
Io: dipende, se fosse solo per un gioco erotico, magari per aumentare la nostra intesa sessuale, potrei accettarlo, perché no!

Rosa Maria: spiegami, il pensiero che sono stata anni con il mio compagno e con mio marito prima e che con loro andavo a letto regolarmente, non ti brucia? Fammi capire a te quindi piacerebbe se qualcuno mi toccasse intimamente?

Io: intendiamoci, solo alle condizioni che ti ho detto, per una specie di esperienza erotica, organizzata, pianificata e con il solo fine di fare crescere sempre di più la nostra intesa sessuale.
Finita la prima accese una seconda sigaretta e tornò pensierosa per qualche istante.

Rosa Maria: e se decidessi di accettare come si dovrebbe procedere.

Io: beh, dovremmo trovare il tipo che fa per noi, parlargli, conoscerlo prima e poi………. Organizzare l’incontro.

Rosa Maria: ma tu hai già qualcuno?

Io: io no di certo, chi devo avere.

Rosa Maria: beh, la cosa non mi attira per nulla anzi, ma penso che a te intrighi molto e siccome ti amo, voglio fare questa cosa per te amore, per dimostrarti quanto ti amo e quanto tengo a te.

Io: veramente lo faresti per me?

Rosa Maria: lo faccio, amore, a patto che tu inizi le pratiche per lasciare tua moglie. Devi andare dall’avvocato, cazzo. La devi lasciare questa, capito? E’ una stronza che sta con te per i soldi e non ti ama.

Io: amore lo sai che ci sto pensando! Comunque ti prometto che accelererò i tempi. Guarda, proprio domani pomeriggio devo vedere Marco, il mio amico avvocato; gliene parlo così avviamo la pratica di separazione.

Rosa Maria: ok amore così staremo insieme nel vero senso della parola, tu ed io soli per sempre.
Naturalmente sul mio incontro con l’avvocato del giorno dopo mentii spudoratamente. In realtà una parte di me avrebbe voluto veramente avere una vita con lei, io ero innamorato di lei, ma un’altra parte non voleva staccarsi dalla famiglia e, purtroppo o per fortuna, questa seconda parte era più forte della prima. Ma adesso più che mai dovevo assecondarla per realizzare il mio desiderio. Stentavo a crederci che avesse accettato.

Rosa Maria: però la persona la devo scegliere io, almeno mi deve piacere, non credi?

Io: certo amore, a patto che poi non ti innamorerai di lui.

Rosa Maria: ma figurati…… io una mezza idea già l’avrei; tra i tanti che ci provano su fb c’è un tipo, un ingegnere un po’ stravagante, ma simpatico, conosciuto anni fa in discoteca.

Io: ah quindi andavi in discoteca a farti abbordare?

Rosa Maria: ma che abbordare, era amico di una che usciva con me e ci siamo conosciuti in questo modo per caso, poi ci siamo visti qualche altra volra, ma sempre in gruppo, mai soli.

Io: mai soli?

Rosa Maria: mai soli, qualche volta mi telefona, ma più che altro per lagnarsi della sua vita da fallito!

Io: perché fallito?

Rosa Maria: così, è un bambinone mai cresciuto, molto simpatico, bello a vedersi, ma completamente vuoto.

Io: e come pensi di convincerlo.

Rosa Maria: che c’entra, lui non dovrà capire nulla, dovrà convincersi di essere riuscito a sedurmi tutto qui. Tu da buon ingegnere elettronico riempirai la mia casa di telecamere e microfoni per seguire in diretta e registrare.

Io: e come pensi di procedere.

Rosa Maria: semplice, siccome è da mesi che mi rompe per prendere un caffè, appena mi chiama di nuovo faccio la parte di accettare ma, siccome per adesso con questo Covid non si può uscire, lo invito a casa mia e poi là……….

Io: si ma poi non ti molla più questo…….

Rosa Maria: beh, ogni tanto gliela do, che vuoi che ti dica, non è questo che vuoi? Non vuoi che mi comporti da troia per te?

Io: certo amore, è quello che ti ho chiesto, ma ricorda è solo un gioco erotico per aumentare la libidine tra noi due.

Rosa Maria: certo amore mio, farò la troia solo quando me lo chiederai tu! Aspetta, controlliamo se mi ha mandato un messaggio, oggi non ho nemmeno controllato, in genere mi manda il buon giorno quasi ogni mattina. Ah eccolo leggi qui: “Buongiorno bella signora”. Aspetta ora lo chiamo, che dici, metto il viva voce.

Io: ok chiamalo, vediamo che succede.

Rosa Maria digitò il numero di Marco e restò in attesa.

Rosa Maria: buonasera

Marco: buonasera, ma che sorpresa, a che devo questo onore?

Rosa Maria: niente ho visto il buon giorno e ti ho chiamato, lo sai che sono una istintiva!

Marco: hai fatto bene, come stai, da tanto che non ci sentiamo, sempre fidanzatissima sei?

Rosa Maria: si tutto bene, si sempre fidanzata sono.

Marco: tanto quello non la molla la moglie, ne puoi stare certa, sta con te solo per comodità, per farsi i fatti suoi.

Rosa Maria: ma che dici, non sai le cose e parli sempre a vanvera.

Marco: ma dove sei adesso?

Rosa Maria: ma niente, sono a casa di mia figlia, in città; il mio fidanzato è partito per lavoro e mancherà una settimana.

Marco: ho capito, sei sola soletta allora…..

Io: eh, si.

Parlarono per una ventina di minuti di cose amene, io ascoltavo con attenzione e con un cero eccitamento. Mentre parlavano il cazzo mi diventò duro.

Marco: ma questo caffè quando ce lo dobbiamo prendere?

Rosa Maria: ma per adesso con questo Covid come te lo vuoi prendere?

Marco: certo, adesso hai la scusa del Covid.

Rosa Maria: io non ho nessuna scusa vedi! Guarda per dimostrartelo facciamo una cosa, ci vediamo a casa mia e ce lo prendiamo e poi subito a casuccia però! Ci stai?

Marco: va bene, andata! E quando ci vediamo?

Rosa Maria: aspetta fammi pensare quando non sono di turno: ecco possiamo fare giovedì alle sedici.

Marco: ok giovedì alle sedici da te. In che via abiti?

Rosa Maria: via Canal Grande n. 71.

Marco: ok a giovedì, ciao bellezza.

Rosa Maria: a giovedì, ciao testa in aria.

Chiuse il telefono.

Rosa Maria: visto, non è stato difficile, sei stato accontentato. Adesso devi preparare l’attrezzatura a casa mia.

Io: certo, domani pomeriggio sistemo tutto. Grazie amore per tutto questo, sei una donna speciale.

Rosa Maria: lo faccio solo perché ti amo.

Il giorno dopo sistemai numerose microcamere con microfono nelle stanze principali, salone e camera da letto ed anche bagno. Arrivò il giorno prestabilito. Io ero collegato dal mio ufficio in diretta.
Rosa Maria si era preparata al meglio per l’appuntamento curando i particolari per apparire ancora più bella e seducente: un vestito tipo da sera corto, senza spalline e con manica lunga, tutto nero, calze velate con reggicalze, scarpe con tacco 12. Curò molto anche il trucco che culminava in un bel rossetto rosso fiamma.
Tutto sembrava filare liscio, Rosa Maria appariva un po’ nervosa, ma sembrava decisa.
Verso le sedici suonarono il campanello, Rosa Maria andò ad aprire la porta. Dietro c’era Marco con un enorme mazzo di rose rosse, almeno tre dozzine.

Marco: buonaseraaaaa

Rosa Maria: ma che sorpresa, tutte queste rose, sei un pazzo, ma sono meravigliose, vieni entra, accomodati.

Lo fece entrare in salotto e lo fece accomodare sul divano.

Rosa Maria: allora che ti offro, vuoi questo famoso caffè o ci beviamo un buon aperitivo, che ne dici, un bel Negroni, io sono specializzata nel farlo!

Marco: ok vada per il Negroni.

Era vero, Rosa Maria era brava nel prepararlo: un terzo di Martini rosso, un terzo di bitter Campari ed un terzo di Gin Gordon, con tre cubetti di ghiaccio ed una buccia di arancia. Per l’occasione in realtà abbondò con il Gordon Gin con l’intento inebriare meglio le loro menti.
Iniziarono a parlare del più e del meno per un bel po’, cordialmente, fino a quando Marco si alzo per versare nei loro bicchieri un secondo Negroni, probabilmente con l’intento di farla ubriacare. Diede il bicchiere a Rosa Maria e l’altro lo tenne per se.

Marco: allora un bel brindisi al prossimo divorzio del tuo compagno ed un augurio alla nuova coppia che formerete?

Marco: allora Rosa mi dicevi che con il tuo fidanzato o meglio attuale amante vi siete conosciuti su fb, ma come mai hai accettato la sua amicizia, un tipo così palloso.

Scoppiarono a ridere entrambi e la cosa non mi piacque affatto.

Rosa Maria: ma mi è sembrato subito un tipo interessante e poi conoscendolo bene devo confermarlo che vero interessante anche se un po’ strano.

Marco: in che senso strano?

Rosa Maria: no, così ha le sue stranezze; ma che strano, mi sento caldissima e mi gira un po’ la testa.. Sarà stato il Negroni, forse ho esagerato! Mi sento veramente strana, allegra ma strana….

Scoppiò in una risata isterica. Marco si alzò e si portò dietro di lei che era seduta sulla poltrona al lato del divano.

Marco: se il tuo compagno permette ti faccio un massaggio nel collo e ti passa tutto, sai, io ho studiato tecniche di rilassamento birmane.

Rosa Maria: ok volentieri, lui permette tranquillo ed anche se non permettesse, adesso è lontano!

Marco prima le accarezzò da dietro i capelli e poi mise a massaggiarle il collo.

Marco: Rosa hai i muscoli contratti, chiudi gli occhi e rilassati…….. così brava, hai una pelle molto liscia…..

Rosa Maria chiuse gli occhi e si rilasso profondamente nel giro di pochi istanti.

Marco: ma lo sa che emani un profumo buonissimo, cosi tu gli uomini rischi di farli impazzire però…..

Rosa Maria: ma che dici, non mi calcola nessuno ormai….

Detto questo le si avvicinò al collo sfiorando per qualche istante la sua pelle con la sua. Vidi tutti i peli delle braccia di Rosa Maria rizzarsi in aria all’istante ed anche Marco lo vide.

Marco: ti piace, come sto andando?

Rosa Maria: vai benissimo, sai massaggiare divinamente, sto molto meglio…

Sempre tra lo scherzoso ed il serio Marco continuava a stuzzicarla.

Marco: ma se adesso provassi a baciarti cosa faresti?

Rosa Maria: buh non lo so, no si può sapere prima di farlo!

Marco: sicuramente se ci fosse qui il tuo amico mi spaccherebbe la faccia…..

Rosa Maria: guarda proprio questa è l’ultima cosa che succederebbe, ma che vai a pensare, non è per nulla geloso!

Marco: ma che dici, così è? Allora non ti ama proprio credimi……

Intanto Marco sempre vicinissimo a Rosa Maria le faceva sentire il suo odore e l’odore dell’alito; le passò le dita nelle orecchie, tra i capelli , nel collo…..

Marco: e allora se ci provassi tu che diresti?

Rosa Maria: che direi? Vabbè dai un bacio amichevole ce lo possiamo anche dare, tra amici ci può stare una volta ogni tanto…..

Marco con il polpastrello del dito indice iniziò a sfiorarle le labbra ricoperte da rossetto rosso fiamma, poi avvicinò la sua bocca alla sua guardandola fissa negli occhi; i loro sguardi si incrociarono e restarono fissi l’uno nell’altro.
Marco sentì intenso il suo alito e lei quello di lui. Rosa Maria chiuse gli occhi ed Marco accostò la sua bocca alle rosse labbra di Rosa Maria che subito si aprirono lasciando passare la lingua dell’uomo che le scivolò tutta in bocca! Iniziarono a pomiciare prima delicatamente, poi via via più intensamente. Vedevo Rosa Maria, la mia amante, che mentre veniva baciata teneva gli occhi completamente chiusi ed aveva le guance bollenti e sudate. Le loro bocche erano al massimo dell’apertura e le labbra erano perfettamente adese le une alle altre e dentro le loro bocche, là dove potevo solo immaginare, le loro lingue lottavano tra di loro senza sosta; dopo un po’ il baciarsi diventò più sensuale e potevo osservare le loro lingue completamente fuori dalle bocche e grondanti di saliva che si agitavano contorcendosi tra di loro in modo irrefrenabile, attorcigliandosi vicendevolmente e scambiandosi la saliva. Marco la teneva per la nuca e Rosa Maria allargate le labbra ed aperta completamente la bocca, riceveva la lingua di Marco, lasciando che le leccasse in modo avido dentro la bocca. Marco poi aiutandosi con le dita le fece aprire al massimo la bocca e le fece uscire tutta la lingua di fuori per prenderla tutta in bocca e succhiarla. Per me vedere la lingua di Rosa Maria tutta succhiata da Marco fu una sensazione troppo eccitante. Si staccarono.

Rosa Maria: madonna che bacio, me lo ero dimenticato di cosa volesse dire essere baciata da un uomo!

Marco riprese a massaggiarla, poi prese a baciarle il collo: piccoli baci, morsetti, leccate si alternavano in modo perfetto….. Era bravo e pian piano la stava conquistando.

Rosa Maria: no ti supplico il collo no, non farmi questo, ti prego, no dai il collo no…….. non è giusto…….. non sei corretto, così impazzisco, potrei perdere il controllo…..

Intanto Marco aveva iniziato ad accarezzarla sui fianchi, sulle braccia e sui seni, sempre dietro;

Marco: Rosa, è dal primo momento che ti ho vista in discoteca che ti desidero, sei incantevole ed emani odore di donna! Dai fammi vedere come perdi il controllo, dai approfitta che non c’è il tuo compagno, dai……

Rosa Maria: Marco dai, che fai ? fai il bravo! Mi metti in imbarazzo così…..sono una donna seria

Marco: non parlare e lasciati andare, ti desidero come un matto e il tuo compagno se lo merita di essere tradito, lui non ti ama…..

Rosa Maria: dai aspetta un attimo, stai fermo, mi fai sentire sporca così….

Poco dopo vedo Marco che si porta dietro Rosa Maria e le cinge la vita delicatamente, avvicinando la bocca al suo orecchio destro.

Marco: Rosy, ti desidero, sei incantevole!

Detto questo avvicina le labbra al suo collo e la bacia delicatamente.

Rosa Maria: Marco dai, che fai ? Non abbiamo fretta! stai buonino, dammi un attimo per abituarmi, ti prego.

Marco: non parlare, chiusi gli occhi e lasciati andare, ti desidero come un matto.

Rosa Maria: dai aspetta un attimo solo, dammi tempo di rendermi conto….

Marco: Rosa Maria ti voglio, ti desidero, lasciati andare.

A vedere quella scena sentii il cazzo che mi diventava di acciaio…….. continuai a guardare……..lei era meravigliosa… Rosa Maria adesso pareva pronta a subire ogni desiderio dell’uomo e cercò di rilassarsi,

Rosa Maria: ti prego il collo no, ti prego, no dai il collo no…….. non è giusto…….. non è giusto……

L’uomo continuava ed a lei partì un piccolo sospiro…. Con le mani Marco l’accarezzava tutta sui fianchi, sulle braccia e sui seni, sempre standole dietro; le girò la testa verso di lui ed accostò le sue labbra su quelle di Rosa Maria; uno, due, tre piccoli teneri baci sulle labbra, Rosa Maria non girò la testa, resto immobile, a pochi millimetri dalla sua bocca, guardandolo negli occhi; sentì nuovamente il suo alito e lui quello di lei. Rosa Maria chiuse gli occhi ed Marco accostò ancora una volta la sua bocca alle labbra di Rosa Maria che subito si aprirono! Ricominciarono a limonare come pazzi; Dopo una decina di minuti che pomiciavamo avidamente Marco riprese ad accarezzarle i seni causando l’inevitabile erezione dei capezzoli, ora ben evidenti attraverso il vestito.

Marco: Rosa Maria hai delle belle tette, mi fai impazzire dalla voglia…..

Rosa Maria: si lo so, me lo dicono tutti.

Lei lo lasciò lavorare e questo aumentò ancora la mia eccitazione; e lui non trovando praticamente alcuna resistenza, si avventurò ad abbassarle il vestito lasciandola in mutandine e reggiseno. Sempre da tergo iniziò ad accarezzarle con entrambe le mani il reggiseno nero, quindi le girò la testa verso di lui e riprese a baciarla avidamente e lungamente con la lingua!

Marco: vedo che ti piace essere toccata………….

Marco allora dopo averle fatto mettere le mani dietro la nuca, con un colpo secco le sfibbio il reggiseno che cadde giù. Si mise davanti a lei ed ammirò le sue mammelle, solo lievemente cadute, con qualche piccola smagliatura, ma ancora in buona parte sode, con le areole rugose, più scure della pelle circostante e centrate da capezzoli ormai induriti.

Rosa Maria; non guardarle, abbracciami ed accarezzamele.

Lui iniziò a palparle a fondo le mammelle, strizzando a tratti i capezzoli fino a farla sobbalzare dal dolore.

Marco: madonna che vacca che sei Ro; dimmi che sei la mia troia e che sei una grande puttana, una che va col primo venuto………

Rosa Maria: si, è vero sono una gran troia, la tua troia, sono una troia d’alto bordo e vado con il primo venuto, già alla prima sera; toccami ancora, non smettere ti prego…………

Marco: si lo sei e come se lo sei, sei una troia alcolizzata; adesso fammi succhiare le tette e mentre lo faccio pensa al tuo uomo che ti guarda; chissà quanti maschi le hanno succhiate! vieni qua che stasera sei la mia troia….

Rosa Maria: voglio la tua lingua sui capezzoli, dai……, succhiami il seno, poppalo come se stessi allattando.

Marco si avvicinò al suo petto e uscita la lingua iniziò a leccarle ed a succhiarle le tette con avidità indescrivibile: una per volta leccava tutta la cute della mammella, soffermandosi sull’areola dove passava la lingua descrivendo cerchi concentrici, quindi si dedicava al capezzolo che prima leccava con passaggi ritmici e rapidi e poi, introdottolo in bocca, succhiava; infine tentava di introdursi tutta la mammella in bocca, per poi poppare.
Continuò a baciarla ed ad abbracciarla con le sue braccia da vero maschio, toccandola tutta e soffermandosi sul culo che iniziò a palpeggiare!

Marco: Ro hai un culo da favola, bello tonico.

Rosa Maria: si lo so, me lo diceva sempre il mio ex che ho un bel culo……….ma non ti fermare, accarezzami tutta e toccami ancora il culo, dai fallo, toccami il culo che mi piace, toccami tutta, trattami da prostituta………

Detto questo continuò a palparle il culo, quindi le mise la mano sulle mutandine; iniziò a sfregare le dita sulla vulva attraverso le mutandine che rapidamente si bagnarono; infilò quindi la mano dentro ed, a quel punto, Rosa Maria iniziò ad ansimare come una cagna in calore.

Marco: ti piace Rosy? vedo che sei già bagnata! vuoi che smetta? mi piace la tua fica rasata, sei proprio una prostituta….

Rosa Maria: mi piace moltissimo, continua a toccarmi la fica, si ancora, ancora………., dai sgrillettami che mi piace….

Marco a questo punto la denudò ed iniziò quindi ad accarezzare la sua vulva, mentre continuavano a pomiciare, quindi divaricate le grandi labbra iniziò a gingillarle il clitoride per un po’, per poi infilarle due dita dentro la vagina; dopo qualche minuto che la masturbava freneticamente con le dita in vagina, estrasse le dita e ricominciò a sgrillettarla! queste manovre regalarono a Rosa Maria intense fitte di piacere miste ad una voglia crescente di cazzo! dopo un po’ smise di sgrillettarla e la porto sul divano che era nella stessa stanza e la fece distendere; le divaricò le cosce mettendo completamente in vista la sua vulva! Vedevo le cosce divaricate ed al centro la fessura. Ricominciò a baciarla in bocca con la lingua per poi dedicarsi con esperienza e tenacia al seno, quel seno che più volte avevo palpato e succhiato anche io!

Marco: adesso voglio leccarti la vulva.

Rosa Maria: dai non farmi più aspettare, non resisto, accomodati! adesso sono la tua donna…… voglio sentire la tua calda lingua tra i miei genitali……..dai leccamela, leccami la fica, fammi sentire troia………. trattami da zoccola!

Avvicinò allora la sua bocca e tenendo ben divaricate le grandi labbra, iniziò a leccarle la vulva; vedevo la sua calda lingua nella vulva di Rosa Maria e la sua testa tra le sue cosce divaricate; Rosa Maria iniziò chiaramente a provare un piacere indescrivibile, accompagnato da un inevitabile ansimare; si ansimava come una cagna in calore! lui le leccava e succhiava le piccole labbra in modo avido, per poi passare a leccarle abilmente e velocemente il clitoride che diventò turgido e grosso; la vulva si riempì di colata che lui si premurò di assaporare ed ingoiare.

Rosa Maria: madonna, come lecchi la fica tu non me l’ha mai leccata nessuno……. si ancora, continua, ho voglia di cazzo…….., continua… leccamela ancora in questo modo meraviglioso….

A questo punto Rosa Maria, che sembrava partita, inizio ad accarezzargli il torace, quindi gli sbottonò e gli tolse la camicia mettendogli a nudo il torace; riprese ad accarezzarlo………

Rosa Maria: sei bello e sei bravo continua…….. ti desidero, ti voglio……….

Rosa Maria iniziò a baciargli il torace ed a leccarglielo con la lingua tutta di fuori; poi gli succhiò i capezzoli, mentre con la mano iniziò a palpargli i genitali attraverso il pantalone che subito sbottonò e fece scivolare giù. Attraverso le mutande si intravedeva un arnese di notevoli dimensioni…..
Rosa Maria gli abbassò le mutande ed estrasse un enorme pene in erezione: una verga lunga circa venticinque centimetri dura e venosa, sormontata da un grosso glande lucido e violaceo; sotto uno scroto enorme e pelosissimo

Rosa Maria: mamma che uomo che sei, è enorme, questa è una proboscide…….

Marco allora la prese per la nuca e l’avvicinò a se e Rosa Maria si trovò così a tu per tu con quell’enorme fallo incredibilmente turgido e paonazzo!

Marco: allora vuoi il mio cazzo! prendilo, è a tua disposizione pezzo di cagna e troia che non sei altro…….. fammi vedere che sai fare, dai fai la zoccola….

Rosa Maria sorrise da vera sgualdrina, quindi lo afferrò e cominciò ad accarezzarlo: teneva quel bastone tra le mani ammirando quel grosso glande lucido e violaceo, caldo e pulsante, rigonfio di sangue; ne sentì il calore e l’odore intenso ed aromatico; se lo passo sul viso, tra i capelli e sulle orecchie;

Rosa Maria: è caldissimo ed ha un buon odore…….

Lo odorò ancora quindi lo avvicinò alla bocca vogliosa e lo coprì con piccoli e teneri baci; subito dopo uscita la sua calda lingua, cominciò a fare il suo dovere: iniziò a leccargli il glande ripulendolo dal sottile strato di smegma che lo ricopriva e dal secreto prodotto a causa dell’eccitamento che gli fuoriusciva copioso dal meato uretrale, quindi passò la lingua ripetutamente e velocemente sul frenulo, poi lungo il solco balano-prepuziale e sul meato uretrale; poi leccò con la lingua tutta in fuori l’asta, per tutta la lunghezza, dal basso all’alto e poi di nuovo in basso lungo tutta la superficie e poi ancora più in giù fino a succhiargli i testicoli; sembrava una vera professionista del sesso orale! Ad un tratto Marco il cui respiro era ormai un ansimare inquietante, le afferrò la testa e le poggiò il suo arnese sulla bocca! Rosa Maria lo guardò fisso negli occhi…

Rosa Maria: ha anche un buon sapore. Adesso vuoi che lo prendo in bocca?

Marco: dai, adesso succhialo…….. devi prenderlo tutto in bocca……

Quindi prese nuovamente Rosa Maria per la nuca e le poggio praticamente il membro sulla bocca e lei, senza più alcun ritegno, allargate le labbra, lo accolse in bocca preparandosi a praticargli un pompino; l’uomo allora iniziò a muoverle la testa avanti e dietro in modo ritmico, prima lentamente e poi sempre più velocemente, stantuffandola a dovere; vedevo quell’enorme mazza di carne scomparire nella bocca di Rosa Maria e ricomparire immediatamente dopo, secondo un ritmo frenetico; sentivo il rumore della suzione che diventava un frastuono da conato di vomito quando il glande le passava tra le tonsille, schiacciandole l’ugola contro il velopendulo; Rosa Maria mentre praticava il bocchino teneva gli occhi chiusi, mentre le sue mani tenevano le cosce dell’uomo

Marco: dai Rosetta così, continua a succhiarmelo che mi piace…….. sei brava a tirare pompini, si vede che ne hai ciucciato di cazzi! Dai succhiamelo che sto impazzendo.

Rosa Maria:: ok ma appena manca poco a venire avvisami così mi preparo.

Ad un tratto Rosa Maria gli tolse la mano dalla testa e riprese a succhiarglielo lentamente con gusto; ogni tanto faceva scorrere il suo glande delicatamente tra i denti per eccitarlo ancora di più. Poi lo tolse dalla bocca e continuò a segarlo.

Rosa Maria: voglio che te ne vieni, vieni mi in bocca, ho sete, voglio bere il tuo sperma.

Marco: dai riprendilo in bocca, così bene, succhiarmelo che mi piace…….. sei brava a fare pompini, si vede che ne hai succhiato cazzi!

Ricominciò a succhiarglielo con gusto, era bello caldo e gustoso e non vedeva l’ora di assaporare il suo sperma.

Marco: dai, preparati, sto per esplodere, fra poco……..

Quindi la prese nuovamente per la nuca e iniziò a muoverle la testa avanti e dietro in modo frenetico; mentre la spompinava Rosa Maria teneva sempre gli occhi chiusi per gustarselo meglio e le mani sulle cosce dell’uomo. Pochi istanti dopo Marco emanò un latrato di intenso di piacere e venne eiaculandole in bocca. Mentre continuava a grugnire come un maiale una enorme quantità di sperma denso e caldo si riversò copiosamente dentro la sua bocca sotto forma di fiotti abbondanti ad elevata pressione, che si susseguirono in rapida successione, uno dopo l’altro, per un tempo che sembrò interminabile; il suo sperma era caldo e denso, aveva un buon sapore, un misto di acqua di mare e muschio.

Marco: ingoia, ingoia, tutto devi bere.

La sua venuta sembrava interminabile! Ad ogni fase esplosiva, la sua bocca veniva allagata da una quantità enorme di sperma che usciva dal suo cazzo e con eguale rapidità lei era costretta ad ingoiare per evitare che cadesse a terra e mentre lui le eiaculava in bocca ed lei ingoiava lo assaporavo per bene, percependone a pieno oltre al sapore anche la densità, il calore e l’odore intenso; con quel mostruoso membro in bocca e nonostante il notevole impegno, non riuscì però ad inghiottire tutto; appena ingoiava lo sperma appena eiaculato, la bocca si riempiva di altro sperma dell’ondata successiva, con il risultato che parte le finì in gola e cominciò a tossire in modo che un po’ del liquido seminale cominciò a fuoriuscirle dalle sue labbra e dal naso. A quel punto Marco estrasse il suo membro dalla bocca e continuò ad eiacularle addosso in modo copioso: Rosa Maria mi sentii investita da un liquido abbondante e caldissimo e in pochi secondi si ritrovò tutta sporco di sperma, sul collo, sulla faccia, tre i capelli. Nonostante tutto, lo riprese in bocca ancora non sazia e lo succhiò ancora per un po’ ripulendolo completamente. Si staccò da lui e si sedette sul divano accanto a lui, asciugandosi la bocca con la mano.

Marco: mamma mia che pompino! hai ingoiato tutto?

Io: non lo hai visto, ho bevuto quasi tutto, nonostante fosse abbondantissimo; avresti riempito mezzo bicchiere!

Marco: si lo so, ne produco moltissimo….. ti è piaciuto il sapore del mio sperma?

Io: si, era caldissimo ed aveva un buon sapore, l’ho bevuto volentieri e ho ripulito bene. Per me è raro praticare l’ingoio, ma questa volta l’ho voluto ardentemente! Ripeto, non pensare che tutto questo per me sia normale, anzi; mi sento strana e fuori luogo, non sono abituata a questo genere di cose; non giudicarmi male, l’ho fatto perché mi andava, perché mi sei piaciuto subito ed ho sentito voglia di fare sesso! Ma non è la mia normalità!

Marco: vuoi sciacquarti un po’ la bocca? Per levarti il sapore di sperma!

Io: si vado un attimo in bagno.

Passò qualche minuto poi a Marco Tornò la voglia!

Marco: dai tesoro, inginocchiati.

Lei obbedì prontamente e lui glielo misi ancora in bocca iniziando a muioverle la testa avanti e dietro. La verga le diventò enorme e Rosa Maria faceva fatica a prendrla tutta in bocca quando lui avvicinava la sua testa a lui!

Dopo un po’, pieno di voglia, Marco fermò la testa di Rosa Maria e la fece distendere sul divano.

Marco: prendi qualche precauzione?

Rosa Maria: tranquillo ho la spirale.

Subito Marco le prese le gambe e se le mise sopra le spalle, quindi le poggiò l’anaconda sull’ostio vaginale e fece pressione penetrandola.
Rosa Maria emanò subito un si dai toni particolari e Marco, una volta che il pene era entrato tutto dentro la vagina di Rosa Maria, iniziò a muovere il bacino, dando inizio alla monta.
Non credevo ai miei occhi, una altro stava chiavando il mio amore.
Marco muoveva il bacino tra le cosce di Rosa Maria ritmicamente ed a ogni colpo di reni, il fallo dell’uomo le penetrava a fondo dentro la vagina ormai dilatata, fino a sbattere contro l’utero e la forza trasmessa da ogni colpo di reni si trasmetteva al corpo di lei che sobbalzava in dietro secondo un ritmo sicuramente non lento, neanche veloce, ma certamente armonico e costante; ogni colpo di reni Rosa Maria sobbalzava in dietro, le sue mammelle sobbalzavano anch’esse in un gioco ritmico e simmetrico! Con le mani l’uomo le accarezzava tutto il corpo soffermandosi a palparle le tette; un paio di volte le diede un paio di schiaffi, non violenti, anche se fastidiosi a vedersi…….

Rosa Maria: ah che bello, dai fottimi, fottimi, sono la tua troia, la tua cagna in calore, la tua vacca….. baciami mentre mi scopi, dai, ne ho voglia……… ah così ancora, si dai chiavami, sfondami l’utero dai.

L’uomo si fermò, estrasse il pene e ricominciò a baciarla con la lingua, poi la mise alla pecorina, la sculacciò energicamente per un po’.

Rosa Maria: no, nel culo no, sono ancora vergine dal culo!

Marco: tranquilla……per adesso lo risparmiamo, poi si vede….

Si limitò a leccarle l’ano per pochi secondi…

Marco: che buon sapore che ha il buco del tuo culo, mi piace leccarlo.

Osservavo il viso di Rosa Maria mentre Marco le leccava il buco del culo e, devo ammettere, che dall’espressione che aveva doveva piacerle molto. Dopo un po’ Marco diede una ripassata con la lingua alla vulva; appena finì di lavorare di lingua, subito la penetrò da tergo riprendendo a montarla.

Rosa Maria completamente sconvolta e fuori di se, iniziò a godere come una vacca, anche perché la posizione a pecora causava un intenso fregamento sul suo clitoride.

Rosa Maria: ah si mi piace alla pecorina, dai fottimi, fammi sentire troia…….perchè non ti ho incontrato prima ?

Aveva la faccia congesta e sudata e gli occhi simili a quelli di una tossica; a tratti si mordeva le labbra come per trattenere i lamenti, a tratti posseduta dal desiderio usciva la lingua succosa e grondante di saliva e si leccava le labbra simulando alla perfezione un’attrice hard all’azione; a tratti inarcava il collo all’indietro ed aperta completamente la bocca emanava caldi e ovattati
sospiri di piacere!
Ad ogni colpo di bacino di Marco, vedevo una vibrazione superficiale delle mammelle, i capelli corti e biondi anch’essi si muovevano. Con le mani Marco le accarezzava tutto il corpo soffermandosi a palparle energicamente le tette; un paio di volte insalivate le mani con la propria saliva, le passava sulle tette spalmandole a dovere!

Marco: vedo che stai godendo puttana che sei! sei una troia da quattro soldi! voglio sentire che grugnisci come una scrofa mentre godi. Cerca di venire puttana………..

Di tanto in tanto Rosa Maria ormai completamente fuori di se girava la testa verso l’uomo ed uscita la lingua dalla bocca, si leccava le labbra trasmettendogli il desiderio di avere la sua lingua e lui gliela concedeva ben volentieri, limonandola a dovere.
Dopo qualche minuto Rosa Maria inarcò al massimo delle possibilità la schiena all’indietro, contrasse tutti i muscoli del suo corpo ed aperta la bocca vogliosa assunse l’espressione da orgasmo e venne, emettendo un urlo di godimento lunghissimo e totalmente disinibito!
Marco ancora non veniva e continuava a montarla.

Rosa Maria: adesso voglio che te ne vieni, dai, vienimi dentro, tranquillo, come ti ho detto non c’è pericolo che resti incinta, ho messo la spirale appena mi sono messa con il mio ex compagno.

Subito dopo anche l’uomo raggiunse l’orgasmo, emanò un grugnito da verro sgozzato e le venne
dentro, allagandole la vagina di sperma.
Si staccarono a si distesero supini sul grande divano uno accanto all’altro; Rosa Maria sudata prese una sigaretta dalla borsa e l’accese; vidi che dalla sua fessura rasata usciva un rivolo di sperma….. nella stanza calò un po’ di imbarazzo……..

Marco: scusa per le parolacce, ma sai, era la foga del momento…… senti, hai goduto, vero?

Rosa Maria: si certo, non hai sentito che sono venuta…….. è stato bello, sei stato meraviglioso ed instancabile; mi sento come se mi fosse passato un TIR addosso……

Rosa Maria: vado in bagno a rifarmi il trucco.

Rosa Maria andò in bagno ritornando dopo una decina di minuti con una tovaglia da doccia addosso, nuovamente ben truccata e pettinata; si sedette accanto a Marco

Rosa Maria: eccomi qui…

Si guardarono negli occhi e subito partì un bacio alla francese, breve ma intenso…….

Marco: senti parlami ancora un po’ di te, ti va?

Rosa Maria: volentieri, cosa vuoi sapere, chiedi pure ogni cosa, con te non voglio avere alcun segreto…………

Marco: volevo sapere della tua vita sentimentale.

Parlarono per un bel po’ e bevettero ancora del Negroni. Rosa Maria fumò circa 5 sigarette.

Marco: quanti uomini hai avuto, dimmelo, dai confessa.

Rosa Maria: dai mi vergogno, ok sono stati quattro.

Marco: quattro e chi sono i fortunati raccontami.

Io naturalmente sapevo dei suoi trascorsi amorosi, ma onestamente non avevo mai approfondito i particolari delle loro intimità prima di quel giorno.

Rosa Maria: mio marito Gianni è stato il primo, poi Giorgio il mio ex compagno di cui ti ho parlato prima e l’attuale compagno; l’altro fu una cosa occasionale.

Marco: cioè?

Rosa Maria: ero stata scaricata da Giorgio, dall’oggi al domani, senza apparenti motivi ed ero molto arrabbiata. Una sera con una mia amica andammo in un locale in città a fare quattro salti, la discoteca alle Lampade, lo conosci? E lì fui abbordata da un ex poliziotto, un tipo simpatico con cui ballai tutta la sera. Poi…….

Marco: e poi che ha fatto, ti ha portata a letto? come ti ha convinto?

Rosa Maria: praticamente si. Mi aveva chiesto di andare a casa sua con la scusa di fare una telefonata ad un amico per un posto di lavoro più dignitoso; poi tra un bicchiere di vino ed una risata siamo finiti a letto. Però il giorno dopo amici, anzi, sconosciuti come prima e posto di lavoro affumato.

Marco: vedo che quattro fili di pasta te li mangi, eh?!

Scoppiarono a ridere; erano abbastanza brilli.

Marco: dai Rosa Maria raccontami qualcos’altro di te! com’è che ti sei sposata? Parlami di tuo marito dai, è stato con lui che hai avuto le prime esperienze intime?

Rosa Maria: si è stato con lui che ho avuto le prime esperienze sessuali, è stato l’uomo con cui ho fatto l’amore per la prima volta. Quando ci siamo conosciuti io avevo 17 anni lui 29; la prima sera che ci mettemmo insieme non facemmo l’amore naturalmente, ma facemmo, diciamo, altre cose, tu mi capisci?

Marco: si ti capisco, avete pomiciato, ma devi dirmi tutto, con i termini giusti.

Rosa Maria: ok, ci provo, dunque naturalmente ci baciammo per un po’, come dicevamo da ragazzi abbiamo limonato; poi lui mi mise la mano là, mi capisci vero, sul fiore, iniziando a stimolarmi. Fu una sensazione bellissima, mai provata: Ho sperimentato un orgasmo che mi ha quasi fatto perdere i sensi. È iniziato con una sensazione pulsante, poi la testa ha cominciato a girare e il corpo a tremare senza controllo. È stato come un’eruzione vulcanica, ma là, nel fiore; poi sono quasi collassata al suo fianco, incapace di muovermi, pensare e parlare. Dopo è toccato a me fare godere lui, con la mano; gli ho fatto una sega finchè è esploso sporcandomi tutta di sperma.
Dopo tre giorni mi portò a casa sua e lì persi la verginità! Perdere la verginità è stata una cosa veloce. Ero terrorizzata dall’idea di rimanere incinta e che questo mi potesse rovinare la vita, perché questo era il messaggio con cui ero cresciuta a casa. Non avevo paura di cosa avrei provato, più che altro ero spaventata dal fatto di non essere brava a farlo. A dispetto dei suoi sforzi per non farmi male, me ne fece parecchio; uscì anche molto sangue.
Quando sono tornata a casa mi sono sentita in colpa perché non era stato come immaginavo fosse perdere la verginità. Ho pianto un po’ e poi ho deciso che non c’era nient’altro da fare in proposito. Non potevo cambiare quello che era già accaduto. Nei mesi successivi lo facevamo circa due volte alla settimana.

Marco: praticavi anche rapporti orali con lui?

Rosa Maria: si anche e completi; a lui piaceva sia leccarmi il fiore, sia venirmi in bocca.

Marco: Rosetta, a te piace tirare pompini e ti piace quando ti vengono in bocca?

Rosa Maria: non mi giudicare, ti prego, si mi piace tirare pompini, avere quel bastone caldo in bocca è bellissimo, ma non amo ingoiare e quindi se mi sborrano in bocca sputo lo sperma!
Allora dicevamo… si, dopo qualche tempo scoprii di essere rimasta incinta. Avevo contattato una ginecologa che si era fatta molti immobili ed un discreto conto in banca praticando aborti clandestini e riparando imeni fratturati; presi un appuntamento per programmare l’aborto, ma poi alla fine non ci andai, avendo deciso di tenermi il bambino. All’inizio la mia famiglia non la prese bene, ma poi se ne fece una ragione e tutto andò tranquillamente e ci sposammo.

Marco: e poi perchè vi siete lasciati?

Rosa Maria: no ne voglio parlare, diciamo che non ci capivamo più.

Marco: ok magari più in la mi spiegherai, capisco che ti può venire forte.

Ad un certo punto Marco si mise di fianco a Rosa Maria, le si avvicinò e riprese a baciarla in bocca, prima delicatamente, poi in modo voluttuoso, con la lingua.

Rosa Maria: che fai? hai ancora voglia? ma sei insaziabile….

Marco: si, mi è venuta voglia di chiavarti ancora.

Marco le tolse l’asciugamano di dosso ed iniziò nuovamente ad accarezzarla ed a palparle il seno.

Rosa Maria: dai tesoro baciami ancora, ne ho voglia.

Iniziarono a pomiciare avidamente come due adolescenti, con la lingua, mentre io questa volta iniziai a masturbarmi! Rosa Maria prese in mano il suo bastone nuovamente duro come una barra d’acciaio e lo avvicinò alla bocca ed uscita la lingua, cominciò a leccarglielo; leccava il glande ripetutamente e velocemente per poi passare la lingua tutta in fuori lungo tutta l’asta per tutta la lunghezza dal basso all’alto; Marco il cui respiro era ormai un ansimare crescente, le afferrò la testa e le poggiò il suo arnese sulla bocca…….

Marco: dai succhiamelo ancora;

Lei pienamente concorde, allargate le labbra, lo accolse in bocca; Marco quindi iniziò a muoverle nuovamente la testa in modo ritmico, prima lentamente e poi sempre più velocemente, stantuffandola come si deve.

Marco: dai girati, mettiti alla pecorina, che ti voglio fottere di nuovo da tergo!

detto questo, dopo che Rosa Maria assunse la posizione a pecora le infilò il pene nella vagina da tergo ed iniziò a chiavarla, mentre con le mai le palpava le tette; mentre procedeva la monta, Rosa Maria iniziò nuovamente a godere, agitandosi ed ansimando come una cerva in calore.
Marco, preso dall’eccitazione iniziò a rivolgerle nuovamente vari epiteti poso edificanti, ma che comunque a letto possono starci…

Marco: dai godi sporca troia e mentre ti chiavo pensa al tuo uomo, al cornuto! Vedi come ti sto fottendo pezzo di puttana in calore, lo sai che sei una grande troia, una merda di donna; lo sanno tutti che prima di me altri ti hanno adoperato, pratichi rapporti orali; pensa ai tuoi ex, fai la preziosa vero? ma a me è bastato poco per portarti a letto…….

Rosa Maria: ah si come godo, uhhhsssss che bello, dai montami come si fa con una vacca………spaccami la fica, voglio che te ne vieni, dai, vienimi dentro, ne ho voglia”.

Rosa Maria sentendo l’orgasmo vicino, iniziò a contorcersi, quindi venne per la seconda volta, urlando come una zoccola da bordello.

Marco: sei proprio una cagna, che ti è successo? non pensavo che fossi cosi zoccola quando godi!

Marco aumento la velocità della monta in maniera frenetica, quindi esplose emettendo lamenti animaleschi e le sborrò nuovamente dentro;

Marco: vengo, vengo brutta troia……….. ah si, ti sto riempiendo come una cagna…………., madonna che fottuta ………. sei proprio una zoccola…..

Si staccarono a si distesero nuovamente supini sul grande divano uno accanto all’altro; Marco passo a Rosa Maria qualche fazzolettino di carta, avendo visto che colava sperma dalla vagina, Rosa Maria si asciugò la vulva, quindi prese un’altra sigaretta dalla borsa e l’accese.
Passarono una decina di minuti soltanto e Marco ricominciò a baciarla con la lingua in modo voluttuoso; poco dopo la fece mettere alla pecorina e continuò a baciarla per un po’.
Tenendola sempre alla pecorina iniziò ad ammirare il suo culo…. che culo che aveva Rosa Maria! Da vera prostituta! Iniziò a sfiorarle il solco tra i glutei, poi pian piano giù fino localizzare il buchino che iniziò ad accarezzare pian piano!

Rosa Maria: no ti prego, ho detto nel culo no!

Marco: puttana come sei, come mai non lo prendi dietro? A molte donna piace!

Rosa Maria: non piace a nessuna, lo fanno solo per compiacere il proprio uomo!

Marco: e tu non lo vuoi compiacere il tuo uomo? Potrebbe offendersi e magari dire cose spiacevoli….. mi capisci vero? E poi, una che va con tutti, prima o poi dovrà darlo il culo a qualcuno, no?

Rosa Maria: io non vado con tutti, mi stai dando della sgualdrina!

Marco: per carità! dicevo così per gioco che vai con tutti….dai amore ti lecco soltanto, lo giuro.

Dopo un po’, non contento, riprese ad accarezzarle col dito l’ano per qualche secondo; poi abbasso la sua testa e si posizionò dietro il culo di Rosa Maria iniziando a leccarle ed a succhiarle l’orifizio anale che, in lei, è ancora vergine; Rosa Maria chiuse gli occhi mentre Marco continuava a leccarle l’ano; con la sua lingua riuscì ad entrare per un po’ dentro nel canale anale; subito dopo medio e indice di entrambe le mani scivolarono fino al buco del culo e, divaricatolo, lo tennero spalancato.
Marco continuò a massaggiarle l’ano, mentre Rosa Maria, sempre mantenendo la posizione alla pecorina, rimase in silenzio, forse per dimostrare la sua fiducia….. dopo un po’, sempre dolcemente, dopo averlo lubrificato con la saliva, infilò il dito indice dentro il canale anale: era stretto come tutti gli ani ancora integri, non ad usum al coito. Avvicinò la sua faccia al suo culo e sentì l’odore del suo buco posteriore, forte, tipico dell’ano; chi è dedito a leccare l’ano della compagna prima di incularla, mi potrà capire. Riprese quindi a leccarlo ritmicamente ingoiando la saliva dopo che la stessa si era insaporita; quindi appoggiò il glande inumidito con la saliva.

Rosa Maria: adesso basta, ti ho concesso troppo, nel culo no!

A quel punto Marco le blocco le braccia e cercò di poggiarle la verga sul buco del culo.

Rosa Maria: ho paura, ti prego non farlo, mi fai male….

Marco: tranquilla non è il primo culo che rompo……..

Fece pressione, ma niente. Fece una pressione maggiore, con molta forza, pian piano la punta entrò dentro, un colpo ancora e la parte superficiale dell’anello muscolare sfinterico si fratturò internamente, permettendo al suo bastone di entrarle tutto dentro l’intestino. Lei urlò dal dolore gridandole che era un bastardo!
Iniziò la monta e mentre la inculava ritmicamente le palpava le tette da tergo; il buco poco prima stretto, adesso era rotto ed abbastanza dilatato. Lei ormai esausta e rassegnata a subire, non opponeva resistenza. Ad un tratto si voltò verso di lui e lo guardò intensamente; aveva gli occhi pieni di lacrime, non stava godendo, ma soffriva maledettamente. Poco dopo Marco venne e le sborrò nel retto, che si riempì di sperma. Estrasse quasi subito la sua verga dal suo intestino e continuò ad eiacularle sulla schiena coprendola di calda e bianca sborra che subito le spalmò addosso.
Rosa Maria resto raggomitolata su se stessa, in silenzio, col culo rotto, si vedeva che sentiva dolore……..

Rosa Maria: sei stato un bastardo traditore, mi hai distrutta!

Marco: e questo per te è distruggere? Ma che figura stai facendo fare al tuo compagno?

Rosa Maria: che c’entra lui adesso?

Marco: c’entra e come! Così fai passare l’idea che lui non ti soddisfi, che non è attrezzato a dovere, non so se mi spiego. La verità è che sei una donna che ha bisogno di essere scopata a dovere e spesso…..

Rosa Maria: può essere, non lo so; so però che ho bisogno di amore e di avere qualcuno che si prenda cura di me! Mi sento distrutta e tutta indolenzita, Marco mi hai strapazzata;

Marco: dai perdonami, vieni qui, vieni voglio baciarti ancora.

Rosa Maria sembrò tutto sommato avere accettato la cosa.

Partì un bacio alla francese, poi un secondo, un terzo ed un quarto, poi iniziò a succhiarle avidamente il seno, poi ancora baci
A quel punto erano circa le sette del pomeriggio; si rivestirono non prima di essere andati in bagno a vuotare le vesciche. Si salutarono e Marco andò via. Rosa Maria nuda si distese sul divano e sapendo che ero in ascolto e che vedevo tutto si ricolse a me.

Entrammo in macchia e subito calò il silenzio; sentivo la tensione aumentare, ma non capivo perché.

Rosa Maria: adesso sei appagato? Ti è piaciuto lo spettacolo?

Lo disse con voce carica di risentimento e di vergogna!

Io. Amore che c’è, che hai?

Rosa Maria: niente, lasciami stare.

Io: non capisco, cosa hai?

Rosa Maria: ecco appunto, non capisci, lascia perdere no ne voglio parlare.

Io: ma scusa mi era sembrato che ti fosse piaciuto, che ti fossi sentita a tuo agio! Si vedeva chiaramente che ti piaceva, hai anche goduto!

Rosa Maria: certo, mi è piaciuto, ho anche goduto, quando ci si trova dentro sul momento è così, ma adesso? Mi sento sporca, sono stata trattata da prostituta con il benestare del mio uomo e devo essere contenta? Lasciamo perdere….

Io: a volte non ti capisco, credimi!

Rosa Maria: ecco, non mi capire… mamma che dolore….

Io: che hai?

Rosa Maria: mi scoppia la testa.

Io: prendi un analgesico.

Rosa Maria: mi sento una troia, mi sento sporca, come fai tu ad essere così tranquillo sapendo che cosa è successo….. anche il culo mi ha rotto ed il culo lo avevo promesso a te quando saremmo andati a vivere insieme, ma è successo, ero sbronza e non sono riuscita ad evitarlo! Ma a te tanto non frega nulla né di andare a vivere con me, né del mio culo. Tra le altre cose quello mi avrà lacerato di dentro, mi fa un male cane. Sei stato uno stronzo, ti odio.

Iniziai a bestemmiare, del tipo porco D–, puttana del nemico di C——, M—— obesa, etc….

Rosa Maria: smettila di bestemmiare, sai fare solo questo………. Almeno taci.

Io: si hai ragione, meglio che non parlo più.

Restammo in silenzio.

Rosa Maria: ok dai vado, ci sentiamo più tardi.

Io: ok amore dai, non ci pensare per adesso.

Rosa Maria: non lo so che devo prendere.

Io: cosa hai a casa, paracetamolo?

Rosa Maria: si dovrei averlo.

Io: ecco prendi quello. Ciao amore a dopo.

Rosa Maria: ciao, a dopo.

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