Paola, la seconda volta in sauna

Paola, la seconda volta in sauna

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Circa un anno dopo il mio precedente racconto sull’episodio in sauna a Interlaken, abbiamo deciso di visitare Vienna per i mercatini di Natale. Paola (allora fidanzata ora mia moglie) che aveva 29 anni ed io abbiamo trovato una magnifica sistemazione presso il Pyramid Hotel appena fuori Vienna. Dotato di area wellness, rappresenta un hotel incredibilmente lussuoso, con tutti i comfort e una magnifica piscina interna. Avevamo la possibilità di accedere gratuitamente all’area spa e dopo una bella giornata a visitare Vienna, siamo andati ad esplorare l’area benessere. Al nostro arrivo vediamo la splendida piscina interna, con parecchia gente che faceva il bagno con i costumi. Girando attorno alla piscina vi era una porta di vetro satinato e dei cartelli che chiaramente indicavano il divieto di accesso ai bambini a quell’area dove vigeva il divieto assoluto di costume. Mia moglie è arretrata, ha preso posto su una sdraio e mi ha detto:” io non ci vado, se vuoi vai tu”. Così ci siamo sistemati vicino alla piscina ed abbiamo approfittato dell’acqua calda, del bellissimo ambiente artificiale ma naturalizzato da piante vere i cui rami sfioravano la piscina di forma libera. Iniziai a solleticare Paola: “certo che dopo tutto quel freddo, dopo tutta quella camminata, una bella sauna farebbe proprio piacere” “ti ho detto di no, sono tutti nudi e c’è un sacco di gente” disse lei “ma lo scorso anno a Interlaken ti è piaciuta l’avventura nella sauna, no?! Perché rinunciare al relax. Poi qui non ci badano al nudismo”. Replicai. Lei mi piantò un po’ il muso poi:” vai tu, poi mi fai sapere quanta gente c’è e com’é.” “No, no, o andiamo insieme o nulla. Pensi che per me sia facile andare di là senza costume? Mi imbarazzo anche io, sai? Il battesimo del nudismo deve essere per entrambi”. Alla fine vinsi io. Andammo dall’altra parte dove c’era un piccolo appendiabiti per i costumi. Ce li togliemmo e fu molto strano. Con l’asciugamano e l’accappatoio cercammo di dirigerci verso le saune. Nulla da fare, ci venne in contro una persona che ci invitò a lasciare gli accappatoi. Con l’asciugamano coprii parzialmente una iniziale erezione, mentre Paola rossa di vergogna posava l’accappatoio restando nuda di fronte al tizio che la squadra a dalla testa ai piedi. Era bellissima: alta 165 cm, capelli castani con mèche bionde, magra con una 3 di seno (quando stanno per venirle le cose il suo seno aumenta molto di volume), due capezzoli ben proporzionati un po’ all’insù che spuntano svettanti alla prima eccitazione, un culo fantastico e due magnifiche gambe affusolate. Naturalmente era molto eccitata e i suoi capezzoli erano molto appuntiti e bellissimi. “Cosa ne dici? “ chiesi io. “Sono molto imbarazzata, qui è pieno di gente! Non mi ha mai visto nessuno come mamma mi ha fatto, e poi il mio ex, tu e i due della sauna dello scorso anno… ma ora ci saranno altri 20 maschi che mi vedono anche la patata. Non sei geloso?! “ mi disse. “ no, sono molto eccitato” risposi. L’area in questione aveva cemento grezzo come pavimento, leggermente bucciato e confortevole (anche le ciabatte venivano lasciate): conduceva ad un’area in penombra che si allargava su una piscina di acqua fredda. Tutto intorno erano presenti 2 saune grandi, una ad infrarosso piccola da due posti, un bagno turco e le docce, tutte aperte. Cominciamo dalla sauna grande, dove trovammo una quindicina di persone. Stemmo nudi e Paola si stava lasciando andare con naturalezza. Uscimmo e Paola iniziò ad abbandonare l’asciugamano e girare nuda verso la piscina ad acqua fredda da cui uscì come una dea, coi capezzoli duri come pietre e tondi che sembravano volersi staccare. Fu una immagine che mi restò impressa nella memoria. Lei che usciva dalla scaletta dopo che un uomo le aveva gentilmente dato la precedenza, mentre dietro l’uomo stava accodandosi, godendosi la vista posteriore, sfiorandola per uscire con la faccia vicinissima al pube di Paola. Se immaginate la scena potete capire la mia eccitazione a ripensarci. Poi andai nel bagno turco, a Paola non piace perché dice che l’umidità le dà fastidio e le fa un po’ schifo. Quando uscii, fu una situazione elettrizzante: Paola era entrata, mentre andavo nel bagno turco, nella sauna a due posti agli infrarossi, quando uscii la vidi in compagnia di un bel ragazzo nella suddetta sauna. Era eccitantissimo, la sauna aveva vetri tutti intorno, quindi si vedeva tutto. Lei nuda, seduta attaccata ad un altro uomo nudo, bello per di più, che le parlava in inglese mentre lei sorrideva e rispondeva. Aveva anche un grande pene a riposo, preda degli sguardi maliziosi di Paola (Mi raccontò poi che le chiese se poteva entrare con lei ed era sul punto di rifiutare, ma quando si tolse da davanti l’asciugamano, mi disse che non ha resistito alla tentazione di spiare quel coso così grosso da vicino). Mi vide e sembrò un po’ in imbarazzo, salutò e uscì venendomi incontro. “Potevi restare ancora un po’, non facevi nulla di male” le dissi. “Certo che no. Non facevo nulla di male, è voluto entrare, non potevo mica dirgli di no, non è mio il centro benessere…” (pensai “sì ma tu potevi uscire, zoccoletta…”). “Vado a fare la doccia” disse e si allontanò con quel magnifico culo in bella mostra. Subito uscì il tizio dalla sauna e si diresse verso le docce. Come già detto erano aperte e andai anche io verso le docce, in preda ad un impulso di gelosia misto ad eccitazione, con la paura e il desiderio di vedere cose proibite. Eravamo tutti e tre sotto le docce, Paola ovviamente in mezzo, io che dovevo darle le spalle per non mostrare la mia erezione. Lei che si sciacquava via il sudore, lo straniero che parlava con Paola. Tutti nudi, sotto la doccia. Che cosa intrigante. Poi vidi con la coda dell’occhio che il tizio stava troppo vicino a Paola e mi dava fastidio. Le dissi di uscire e mentre chiudevo l’acqua vidi con la coda dell’occhio (o forse non vidi bene, lei negò assolutamente la cosa) che lei allungò la mano per toccargli il cazzo mentre lui non guardava. “ o sorry” disse la zoccoletta… Allontanandoci le chiesi il perché del sorry e lei mi disse che per sbaglio gli aveva dato un colpo. Io vidi proprio che allungò la mano e strinse per un secondo il pene del ragazzo, pensando che io non vedessi. Poiché le avevo detto di uscire, quella sarebbe stata la sola opportunità che aveva per toccarglielo, per toccare un altro cazzo che non fosse il mio, per sentire la dimensione e il turgore di quel grosso pezzo di carne.
Non mi ammise mai di averglielo toccato, io non ammisi mai che la cosa mi aveva eccitato da morire e che sarebbe stato il mio sogno erotico per parecchi mesi a venire. Almeno fino all’estate successiva, ma questa è un’altra storia.

 

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