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Tutto ebbe inizio in occasione di una uscita con amici a Milano. Una serata come tante altre ma con finale inatteso. Passeggiavamo ormai in piena notte ed invitammo i nostri amici a bere un’ultima cosa in stanza da noi. Mentre ci dirigevamo verso il parcheggio le chiesi se volesse provarci con la nostra amica mentre noi uomini guardavamo. Ricordo di aver letto la sua risposta dal suo sguardo illuminato da un incantevole e malizioso sorriso prima ancora che aprisse bocca per sussurrarmi un secco si. Ritrovatici in stanza con una bottiglia e quattro calici, proseguimmo nei racconti estemporanei senza logiche nè connessioni. Seguivano senza sosta conversazioni di ogni genere tra sorrisi e sovrapposizioni di voci e risate. Il mio sguardo restava incollato su di lei e notai che anche quello del nostro amico mirasse a lei cercando di scrutare il colore dei suoi slip mentre stava distesa sul letto accanto alla nostra amica. Seduto su una poltrona difronte alle due donne e con lui accanto, mentre mi accendevo l’ennesima sigaretta, schiarì la voce e chiesi con tono fermo e con lo sguardo alzato rivolto alla nostra amica – tu sei mai stata con una donna?
Il silenzio diventò assordante in quel momento. Tutti afferrarono il calice facendo finta di bere o bevendo per imbarazzo tranne me.
– rispondimi, ti prego – la incalzai con un sorriso confortante e distensivo.
Mandato giù quel sorso ed assunta un’aria seria rispose – si, più volte e non mi dispiace.
– non ti dispiacerebbe nemmeno star con lei vero? le chiesi approfittando lesto.
– no, non mi dispiacerebbe affatto….anzi mi piacerebbe credo.
Volgendo quindi lo sguardo verso la mia compagna, dopo aver fatto un mezzo tiro di sigaretta, espirando dissi – a te….piacerebbe?
Mi guardò in un modo così maledettamente malizioso che non riuscirei a descriverlo mai in nessun modo, sorrise, spalancò gli occhi si voltò verso la nostra amica, si sollevò sul letto e le si avvicinò dolcemente cercando la sua bocca.
Il bacio che seguì fu interminabile come se restasse sospeso lì per sempre fermando il tempo. Guardavo tutto, le loro mani i movimenti le loro teste e nel silenzio percepivo lo schiocco delle loro labbra ad ogni bacio che seguiva un incessante incrocio di lingue. Riuscivo a guardare anche il nostro amico. Stava lì seduto rapito da ciò che succedeva. Pian piano incalzarono negli abbracci e nei contatti. Si strusciavano come se si cercassero da tempo. Una chioma rosso rame, fitta e lunga che si adagiava sul corpo di una mora con taglio corto. Cominciarono a spogliarsi capo dopo capo, senza fretta nè frenesia. La minigonna di jenas di lei era salita ormai alla vita rivelando le sue natiche separate da un succinto brasiliano bianco. La camicetta ormai aperta offriva il decoltè e due seni turgidi che si intuivano e a tratti intravedevano attraverso una bralette di pizzo bianca. Quando la nostra amica decise di staccarsi da quel corpo così caldo e provocante per spogliarsi di indumenti ormai privi di ogni senso, lo spettacolo che ne seguì fu di altissimo e raffinato erotismo. La vidi ergersi in tutto il suo splendore. I riflessi delle sue lunghe ciocche ramate impreziosivano ogni suo movimento atto a liberarsi delle sue vesti mostrando sempre di più alla sua compagna di gioco e a noi maschietti ospiti non paganti fino a quel momento. Le braccia compivano evoluzioni ritmate come se stesse danzando seguendo il suono di quel silenzio assordante.
Fotogramma dopo fotogramma come se si susseguissero scatti fotografici a profusione si liberò di tutto restando nuda sul letto come una venere appena nata.
La nostra amica non si diede più tempo di scoprirsi oltre. Restò in intimo e le si catapultò addosso desiderandola oltremodo tanto da stenderla sul letto e baciarla dappertutto fino a a ritrovarsi con la testa tra le cosce tremule e vogliose.
Mentre la baciava guardavo il suo volto teso e contratto, gli occhi semichiusi e la bocca serrata che si apriva a tratti per lasciare uscire gemiti di piacere a stento trattenuti.
Le braccia tese e nervose tendevano le mani sui capelli scuri e corti della nostra amica guidandola dall’alto verso il basso a suggerirle i punti più nevralgici e sensibili.
IL gemito che seguì di lì a poco fu intenso tanto da lasciar comprendere a tutti che fosse venuta. Strinse la testa della sua compagna di giochi sulla fica depilatissima e sospirò dopo qualche attimo. Riaprì gli occhi e mi guardò. Si alzò cercando l’altra e la baciò ma per poco. Si separò da lei con grazia divina e gattonando sul letto come la più bella delle fiere selvagge, si diresse verso di me. Restavo seduto a guardarla. Scese dal letto come la più candida delle ancelle e si abbassò come la più troia delle meretrici offrendo il culo ai nostri amici. Sapevo benissimo che quanto successo fosse solo l’assaggio di chi, famelico, è pronto a consumare tutto fino al dolce. Cominciò a tastarmi il cazzo avendo cura di farlo standosene con la bocca che stuzzicava la mia ed il culo a novanta a stuzzicare i nostri amici. Non riuscivo a scorgere ciò che accadeva dietro di lei. Sembrava si baciassero come facevamo noi ma ero certo che la toccassero entrambi per i sussulti che la sentivo fare. Estrasse il mio cazzo dai jeans sbottonandomi di colpo ed abbassandomi con veemenza i boxer. Era tronfio, gonfio e nervoso. Lo portò alla bocca durissimo e spesso e cominciò a leccarlo sgranando i suoi occhi sui miei come se volesse scoparmi lo sguardo prima ancora che il cazzo. Quando fu china e supina riuscì a vedere i nostri amici dietro di lei a trafugarle la fica alternando mani e lingue. Lei godeva e leccava e succhiava. Quando il nostro amico decise di appoggiarle il cazzo sulla fica e fece per penetrarla, lei si fermò e si scostò. Venne verso di me facendo un mezzo giro e si sedette addosso abbracciandomi. Mi sussurrò all’orecchio – non ho voglia che mi penetri-
Le alzai il volto, la guardai serenamente e le dissi – non fare nulla di diverso da ciò che desideri fare-
Mi sorrise dolcemente e mi disse bisbigliando – vado in bagno, vedi di raggiungermi –
Si alzò, prese la camicetta al volo e passò davanti ai nostri amici nudi intenti a baciarsi sul letto ormai orfani della loro preda.
Quello che seguì è ovvio e scontato. Dopo averla raggiunta in bagno dove cominciai a scoparla, attendemmo che i nostri amici si defilassero per poi uscire e continuare per tutta la notte con la voglia a mille e senza tregua fino a rimanere esanimi su lenzuola intrise di odori ed umori.

 


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