Chiusi a casa

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Chiusi a casa

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Abitiamo a Catania e siamo chiusi a casa, come tutti, per il motivo che conosciamo e che sta sconvolgendo l’Italia. Mi chiamo Monia e sono una donna di 52 anni sposata con Leo da 28 anni. Mio marito di anni ne ha 55 portati più che bene. Ieri dopo pranzo, in divano, sonnecchia davanti alla tv seguendo il programma di Tiziana Panella. Finisco di rassettare la cucina e gli dico: “Che hai sonno? Dormi?” Mi guarda. “Che devo fare? Che fai? Che vuoi fare tu?” “Niente. Perchè non vai a riposare comodamente” No. Lo sai che ti dico? Perche non mi fai uno spogliarello.” Naturalmente rido per la richiesta del tutto inusuale per noi. Vero è che dopo sposati, col tempo, siamo diventati una coppia disinibita, ma una certa forma di pudicità è sempre stata presente tra noi. Svariati motivi: Leo caratterialmente in quanto appartenente ad una di quelle famiglie dove non è ammesso neanche sgarrare nel linguaggio avendo avuto uno zio prete in famiglia; per quanto mi riguarda per non apparire, fin da quando ci siamo conosciuti, un tipo facile pronta al primo approccio, disponibile e calda. Vero è che ero vergine e la prima cosa che mi chiese quando ci mettemmo assieme fu proprio questa, però un paio di cazzi li avevo maneggiati, succhiati e messo fra le cosce. “Lo scemo che sei. Che è sta novità” gli dico allibita. “E mii, che c’è di male? Fatti guardare in modo erotico” “Lo sai che mi fai ridere? Che modo erotico? Da giovani no e ora da vecchi giochiamo allo spogliarello? Non ce la so, non lo fatto mai” “Lo fai ora. Fatti guardare e mi fai eccitare” “Così ti ecciti? Che c’è da guardare a una di 53 anni, lo sai come posso farti eccitare.” Quindi sprofondo sul divano al suo fianco e gli tasto il cazzo. “Lo vuoi?” “Tu che dici?” “Non te lo do se non fai lo spogliarello. Fai una cosa, immagina che c’è un estraneo che sta morendo per vederti spogliare”. Ora si che sono veramente allibita, ma lo guardo nel modo più accattivante che posso e alzandomi dico: “Allora se mi vuole guardare mentre mi spoglio che faccio? Lo devo deludere?” Insomma, questa sceneggiata dello spogliarello mi manda in fibrillazione e sento i capezzoli indurirsi il basso ventre palpitare e la fica bagnarsi. Sono vestita di casa. Malgrado ci sia ancora una temperatura tutt’altro che primaverile a casa nostra, anche se con i riscaldamenti accesi per un’oretta, si sta bene. Lui indossa un sotto tuta e un maglioncino di cotone; io un sopra tuta con cerniera direttamente sul reggiseno e una gonna antica che uso solo a casa, lunga fin sopra le ginocchia e a svasare, tanto che quando cammino svolazza; non ho calze. Intendiamoci, non è che io, nonostante i miei 52 anni, sia da buttare via. Anzi, se devo essere sincera, sento di essere ammirata. Se sono elegantamente corteggiata nell’ambito delle amicizie, se per strada gli uomini si girano per guardarmi, se sento certi apprezzamenti nei miei confronti, vuol dire che suscito certe fantasie erotiche. D’altra parte penso di avere gli attributi giusti e di avere, distribuiti nel modo giusto su tutto il corpo, quel paio di chili di carne in più che mi rendono provocante, desiderabile e da scopare: due tette terza misura alte e sode, fianchi rontondi e ben modulati, un bel fondo schiena con un culo ben proporzionato e, come, proprio qualche mesetto fa, un tale, facendo qualche apprezzamento, definì da scassare; Le mie cosce sono polpose al punto giusto e ben tornite. Infine il mio volto. Certo qualche segno dell’età si vede: qualche rughetta qua e la ma nel complesso sono una bruna simpatica e attraente. Lo dico chiaramente: non ho mai tradito mio marito. Sono ad un paio di metri da Leo. Con imbarazzo inizio a muovermi lentamente e credo anche sensualmente visto che lui apprezza subito. “Miiii, così lo fai morire” dice. Gioco con le mani sui seni e poi, lentamente, ma proprio lentamente, sfidandolo con lo sguardo, vado giù lungo la vita, i fianchi e le cosce. Mi giro e ondeggio il culo davanti ai suoi occhi, sempre lentamente e sempre lentamente mi rigiro ondeggiando fianchi e cosce e alzando su i capelli con la mani. Rimango sorpresa nel trovarlo con il sotto tuta giù e il cazzo in mano. Faccio una smorfia come per dirgli: prosit. “Che ci posso fare se lo stai facendo impazzire a quello” “E a te?” Prende e segarselo lentamente. Lentamente tiro giù la cerniera della tuta e quando è tutta giù la apro e la richiudo più volte. I suoi occhi sono sui miei fianchi e sulla mie cosce e sembra allampanato. Lentamente mi sfilo la tuta, mi avvicino a lui, mi giro, mi abbasso e in modo sensuale dico: “Fammi slacciare il reggiseno dall’amico. ” Ritarda qualche secondo. Naturalmente è lui che lo sgancia. Quindi mi rigiro con le tette in mano come ad offrirgliele. C’è una strana atmosfera, sicuramente di eccitazione ma anche di un non so che di trasgressivo. Mi avvicino a sfiorare le sue ginocchia e prendo a svolazzare la gonna. E’ stravolto. I suoi occhi sono ora sulla coscia destra ora sulla coscia sinistra, finchè mi fermo e roteando i fianchi dico: “Fammi spogliare dal tuo amico.” Naturalemente lo fa lui mentre io ammiro il suo cazzo che sembra un obelisco. “Caspita che cazzo ha il tuo amico! E’ tutto per me?” Parde il controllo di se stesso e quando la gonna è ai miei piedi mi prende a cavalcioni ritrovandomi col cazzo sul ventre. Le nostre bocche si trovano e una bella slinguata così libidinosa non ce la davamo da non so quanto tempo. Mi dice che sono troia, non l’ha fatto mai, mi scalza e mi sdraia sul divano, mi sfila le mutandine. “Mii, questo tuo amico un toro è.” Non capisce più niente. Quando si butta fra le mie cosce e prende a leccarmi la fica non capisco più niente neppure io. “Come te le lecca, come te la lecca” “Mmmm che bello, che belloooo sto godendooo.” Infatti sono così fuori di me per la situazione in cui mi trovo che veramente, pensando ad uno sconosciuto che mi lecca vendo dopo solo un minuto. Si gira. Siamo di fianco, glielo prendo in bocca e inizia a dire di far divertire all’amico che non esiste. Però la mente è malata e immagino che sto spompinando l’amico. Riprende a leccarmi e dopo un vertiginoso 69 ho ancora un orgasmo. Gli dico che lo voglio dentro. “Si troia prendilo nella fica troia di mia moglie che scopa con l’amico.” Non è più lui. Si mette supino e lo cavalco. mi tira giù, mi succhia i capezzoli, ci slinguiamo più volte, mi ficca un dito nel culo e sbotta: “Troia, lo vuoi un altro cazzo? Magari in bocca e lo succhi mentre io ti chiavo.” Mi stavo veramente divertendo come una grandissima puttana. Mi fa cambiare più volte posizione mentre ho un orgasmo dietro l’altro. Mi ritrovo supina e mi chiede se voglio un cazzo bello grosso. Naturalmente, presa come sono, rispondo di si. Al lato del divano c’è un tavolinetto con un grande portafrutta e tanta frutta. Pure tre belle banane di quelle belle lunghe e grosse. Ne prende una. Gli chiedo che intenzioni ha. Risponde che è il cazzo dell’amico. Gli dico di no, che è matto ma quando me lo ficca nella fica resto a bocca aperta e quasi senza respiro. E’ l’amico inesistente che mi sta scopando e mi viene di svenire. Mi alza le cosce e il bacino mi chiede se voglio due cazzi in modo tale che possono scoparmi lui e l’amico e mi mette il cazzo nel culo. Naturalmente mi piace come sempre ma quando mi rificca la banana nella fica è come toccare il cielo con un dito. Addirittura sono io, poi, a chiavarmi col babana mentre lui mi sfonda il culo. Il ritmo nella fica me lo gestisco io, nel culo lui. Ma lui non resiste più e viene nel mio culo. Io godo solo vedere scomparire tutta la banana nella mia vagina. “Monia? cos’è successo? Mii che è stato divertente però! Non ti sei divertita tu?” “Si” Ma ero mortificata. “Bello questo gioco ma ci vuole vero l’amico” “Non lo dico che sei scemo?” “Però una puttanazza sembravi” “Ancora?” “Ad uno lo faresti scimunire col solo spogliarello. Magari un pompino” “Quando dici tu la finisci.” Però non mi dispiacerebbe.

 


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