Venduta da io marito per saldare il suo debito di gioco

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Venduta da io marito per saldare il suo debito di gioco

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Mi chiamo Nadia , ho 37 anni e sono sposata da dieci con Alfio di dodici anni più vecchio.
Mi ritengo una bella gnocca nel pieno della sua maturità sessuale.
Ho un fisico armonioso e pieno nei punti giusti.
Non lo dico per vanità ma perché lo posso constatare quando cammino per strada dagli sguardi che mi rivolgono gli uomini e non sono certo sguardi innocenti.
Io ed Alfio ci siamo sposati per amore e passati i primi tempi di passione ora dopo dieci anni il trasporto che c’era si è un po’ affievolito benché rimanga l’affetto reciproco.
Alfio da alcuni mesi ha preso l’abitudine di passare il mercoledì sera con alcuni amici a giocare a poker a casa di uno di loro. Un momento di svago che io non discuto , la settimana di lavoro è lunga e stressante ed un break aiuta a stemperare la tensione.
Una sera rientra più tardi del solito , io sono a letto che sto leggendo un libro.
Lui viene in camera , si cambia per venire a letto e dopo essere andato in bagno si corica dalla sua parte.
E’ particolarmente silenzioso e visibilmente imbarazzato.
Gli chiedo che succede e dopo aver cercato di minimizzare mi confessa la verità. Con la testa china mi dice che da tre settimane invece di ritrovarsi con gli amici si è messo a frequentare un bar che nel retro ospita una bisca clandestina gestita dal padrone del bar stesso.
“Ho sempre avuto fortuna e ho accumulato una discreta somma fino a stasera. Stava andando tutto nel verso giusto tanto che due dei compagni al tavolo dopo un po’ sono stati costretti ad abbandonare e siamo rimasti in due , io e il padrone del bar. Ho vinto un paio di mani di fila e prima di mescolare le carte per la terza lui mi propone di alzare la posta , sarebbe stato più eccitante. Ho accettato e lì è iniziata la mia rovina. Avevo delle ottime carte , non potevo perdere così quando lui puntava rilanciavo e lui allora si è messo a rilanciare a sua volta fino a che mi rendo conto che l’ultimo suo rilancio non potevo coprirlo nemmeno per vedere. Non mi mancava una cifra esagerata e se abbandonavo avrei perso tutto ciò che avevo accumulato in quelle tre settimane. Gli chiedo di farmi credito , in caso avessi perso gli avrei restituito i soldi nel giro di pochi giorni. Non potevo prelevarli dal conto corrente comune , te ne saresti accorta. Si dice disposto a farmi il prestito e mi da tre giorni per restituirglieli a condizione che paghi il 30% al giorno fino a tre giorni , poi diventa il 50% per ogni giorno di ritardo.
“Se non dovessi rispettare i tuoi impegni entro un tempo limite dovrei convincerti a farlo usando mezzi che non troveresti affatto piacevoli”.
Mi consiglia di abbandonare , avrei evitato un mucchio di guai ma con quelle carte non potevo farlo. Mi ostinavo a credere di poter vincere ma le parole che mi disse e l’interesse che avrei dovuto dargli avrebbero rappresentato la mia fine , non sarei più uscito da quel circolo vizioso. Gli chiesi se ci fosse un alternativa. Mi fa “hai una foto di tua moglie con te ?”
“A cosa ti serve ?”
“Senti non ho voglia di perdere tempo , sto cercando di venirti incontro , ce l’hai o no questa foto ?
In effetti ne tenevo una che raffigurava noi due al mare entrambi in costume. Gliela porsi , lui la osservò a lungo attentamente. “Complimenti hai una gran bella signora.
Potrebbe tirarti fuori lei dai pasticci. Giocatela e così copri il piatto e puoi vedere. Se vinci ti pori a casa tutto il piatto ma se perdi la fai venire a casa mia e me la lasci fino che mi riterrò soddisfatto e potrò considerare estinto il debito”
“Ma come faccio a chiederle di dare il suo corpo a te per salvare il culo a me ?”
“Questi sono problemi tuoi. Ti ripeto hai due alternative , ti ritiri , rischi di perdere una cospicua somma ma ti risparmi il problema di convincere tua moglie , sempre che accetti di aiutarti o accetti il rischio e nel caso ti vada male la convinci a offrirsi a me per toglierti dai guai”.
Mi metto a riflettere , sarebbe folle accettare questa soluzione ma con le carte che mi trovo in mano ho la concreta opportunità di mettermi in tasca una somma mai vista tutta insieme.
Alla fine decido di correre il rischio e accetto.
“Vedo” e mostro il mio full , tre assi e due donne.
Lui mi guarda negli occhi , il suo volto non tradisce emozioni. Dopo alcuni secondi cala le sue carte , poker di 10. Sono fottuto , ho perso tutto e devo mantenere il mio impegno se non voglio passare brutti guai.
Ecco , ti ho detto tutto”.
“Ma tu sei pazzo , come hai potuto accettare una proposta del genere ? Ti rendi conto che mi stai chiedendo di prostituirmi per pagare un tuo debito di gioco ? Avresti dovuto evitare di metterti nei guai , ora come ne sei entrato te ne tiri fuori da solo o ne paghi le conseguenze”
“Ma tu non conosci quel genere di ambiente e le persone che lo gestiscono. Rischio che mi spezzino tutte le ossa come minimo”
“Preleva i soldi dal nostro conto”
“Non è possibile , con l’interesse enorme che mi ha chiesto no riuscirei a starci dietro e quando entri nel giro dei prestiti a usura rischi di non uscirne più fino che non ti hanno preso tutto quello che hai”
Gli dico che ho bisogno di tempo per pensare.
Passo la notte a rimuginare su ciò che mi ha rivelato e sull’enorme cazzata che ha fatto solo perché preso dal demone del gioco.
La mattina dopo ho deciso
“Ok , ti salvo il culo in nome dei dieci anni di matrimonio e per l’affetto che porto per te nonostante tutto. Devi però giurarmi solennemente di non toccare più un mazzo di carte e di non farti coinvolgere in nessun tipo di gioco d’azzardo , nemmeno le macchinette che ci sono nei bar e il gratta e vinci”.
Lui si inginocchia davanti a me , mi prende le mani e giura piangendo che d’ora in poi starà alla larga da ogni tipo di gioco d’azzardo.
E’ giunto il giorno. Prima di partire Alfio mi dice che lui vuole che mi presenti con indosso un soprabito e nient’altro.
Sono nervosa , mi trovo mio malgrado a prostituirmi con uno sconosciuto per pagare un debito di mio marito.
Devo però ammettere a me stessa che la cosa se da una parte mi preoccupa per il fatto che la persona che vado a incontrare è uno che non si fa scrupoli a far del male a chi gli fa dei torti e che probabilmente è abituato a trattare le donne da puttane dall’altro lato proprio questi motivi mi procurano un certo prurito.
Arriviamo a casa sua , una villetta autonoma. Dico a mio marito di aspettarmi e scesa dall’auto suono il campanello.
Il cancelletto si apre e mi dirigo verso l’ingresso.
Mi apre la porta un uomo massiccio , di statura media , spalle larghe e collo taurino.
È a torso nudo e indossa solo un paio di pantaloni di una tuta.
Un fitto tappeto di peli neri gli ricopre il petto e scende stringendosi a v fino all’inguine e immagino vada ad unirsi con quelli che avrà a contornare il sesso.
“Ecco qua la brava mogliettina che si da perché il marito resti in salute.
Hai fatto come ho indicato a lui ?”
Rispondo di si e mi tolgo il soprabito. Sono completamente nuda davanti a quell’uomo che potrebbe fare di me ciò che vuole ed io non avrei certo la forza fisica per ribellarmi.
Penso di essere diventata rossa dal calore che sento avvolgermi il viso.
Sento però anche un altro tipo di calore infondersi tra le cosce.
“Coraggio avvicinati e comportati da brava e docile puttana , questo è il tuo ruolo”
È inutile tergiversare , non ho alternative.
Mi porto di fronte a lui e lo bacio quindi gli accarezzo il petto giocando un po’ coi peli.
Lecco i capezzoli e poi scendo dando piccoli baci fino ad arrivare all’inguine.
Sotto ha un’evidente erezione che gli gonfia i pantaloni , segno che non porta le mutande.
Glieli calo e lo aiuto a liberarsene.
Da un fitto boschetto di peli svetta un cazzo dalle dimensioni mai viste tra gli uomini che ho frequentato prima del matrimonio e che superano di gran lunga quelle di mio marito che sono nella norma.
“Ti piace puttana , è abbastanza grosso per te ?”
Lo guardo , deglutisco e non rispondo.
Lui capisce e si mette a ridere.
“Preparati a farti sfondare ogni tuo buco , ti farò godere come non hai goduto mai , credimi. Ora comincia a darti da fare”
Il cazzo e duro e teso , la grossa cappella gocciolante.
Raccolgo con la lingua le gocce che la imperlano.
Faccio scorrere la mano aperta lungo il tronco fino alle palle che mi metto a massaggiare.
Provo a prendere in bocca quel tronco di carne.
Devo aprirla quasi al limite.
Mi metto a succhiare.
“Aspetta , fammi sedere sul divano , sarà più comodo per tutti e due”
Lascio che si accomodi e riprendo da dove avevo iniziato.
Riesco a prenderne in bocca circa la metà.
Succhio con impegno e lui inizia a gemere poi mi mette una mano sulla testa e comanda lui il ritmo e l’intensità dell’affondo.
Spinge sempre più giù , la cappella mi stuzzica la gola ed io ho un singulto. Lui non se ne preoccupa ed ogni volta spinge un po di più a fondo.
Non riesco a trattenere dei conati ma non vomito anche se mi è arrivato in gola.
Sento la salivazione aumentare e non riuscendo a deglutire sono costretta a farla uscire dalla bocca.
“Brava la mia puttana , lo sai succhiare bene il cazzo. Ora leccami il buco del culo.
Non l’ho mai fatto , mi fa un po’ schifo. Tento di oppormi ma lui mi schiaccia il viso tra le sue cosce.
“Ubbidisci troia , conosci i patti”
Ho la bocca premuta contro il suo ano.
Lui allenta un po’ la presa ed io inizio timidamente a leccare. La saliva che ho liberato in precedenza è colata fino lì.
Comincio a prenderci gusto e lecco con più convinzione.
“Allargalo e infilaci la lingua”
Con le mani gli apro le natiche. Il buco si apre un po.
Infilo la lingua e la ritiro come a scoparlo.
Lui mi apostrofa con termini volgari per dimostrarmi a modo suo quanto apprezza il mio impegno.
Mi prende per i capelli e mi fa sollevare la testa.
Si sta segando.
“stringimi il cazzo tra le tette e segamelo”
Obbedisco e me lo infilo nel solco tra i seni , li stringo attorno a quell’asta sempre dura come il marmo ma calda e viva , pulsante e lo masturbo con essi.
Lui geme , grugnisce e mi da della zoccola.
“Quel cornuto di tuo marito dov’è ?”
“E’ giù che aspetta in macchina”
“Dovrà aspettare parecchio perché abbiamo appena cominciato.
Non hai ancora saldato il suo debito”
Penso ad Alfio e mi domando quale sarà il suo stato d’animo mentre attenda che io finisca di farmi sbattere dal suo creditore”
“Ora mettiti davanti al mio cannone ed apri la bocca che ti sparo un’ondata di bella sborra calda e cremosa”
Si sega davanti al mio viso , lo osservo.
Un grugnito da il via ad una sborrata mai vista.
Potenti ed abbondanti schizzi mi colpiscono la bocca e la faccia ovunque perfino i capelli inondandomi letteralmente di sborra.
Non ha ancora finito che me lo infila in bocca e mi fa bere gli ultimi schizzi. E’ densa , cremosa e biancastra , il sapore è buono e la mando giù di gusto.
“Succhia tutto bocchinara e restituiscimelo pulito”
Non ci sarebbe stato bisogno che me lo dicesse , l’avrei fatto comunque , era un boccone troppo gustoso per sprecarne anche solo una goccia.
Raccolgo quel che posso con le dita che mi porto alla bocca , il resto lo spalmo su tutto il viso.
“Che troia che sei , del resto sono convinto che ogni donna desideri sentirsi puttana ed essere trattata come tale da veri maschi come il sottoscritto e lo dico per esperienza personale. Ho scopato donne di tutti i generi ed età , dalla casalinga frustrata alla manager affermata che magari ha ai suoi ordini decine di uomini ma quando scopa desidera essere dominata , ragazzine appena maggiorenni e donne di sessant’anni. Tutte e dico tutte apprezzano come le tratto , più le uso come delle puttane più si eccitano e si comportano da troie.
Mi prende e mi fa sdraiare sul divano , mi mette una mano sulla figa “sei bagnata da fare schifo tanto sei in calore , scommetto che tuo marito non ti fa provare le emozioni che ti do io”
Fa scorrere il pollice tra le grandi labbra ormai aperte e gonfie di desiderio. Raggiunto il clitoride lo muove su di esso in senso circolare mentre mi infila medio e indice in figa e li muove a strusciarsi contro le pareti che sento bollenti. Sono sensibilissima a quei tocchi e godo apertamente. Lui si china e fatto uscire il grilletto lo prende in bocca e succhia. Non resisto e vengo colta da un orgasmo intenso e che sembra non esaurirsi più.
Lui toglie le dita ed affonda la lingua a gustarsi il mio miele.
“Scommetto che hai una gran voglia di prenderlo ed io non te lo nego di certo”.
Mi fa alzare . Mi pende in braccio e mi porta a sedere sul tavolo del soggiorno.
Io lo abbraccio mentre mi sento penetrare da quel grosso bastone che con un colpo secco arriva fino in fondo dentro il mio ventre.
Mi manca il fiato da come mi ha impalato quell’asta extralarge.
Inizia a sbattermi ansimando , io ad ogni affondo mugolo dal piacere , mi avvinghio a lui con gambe e braccia mentre i suoi colpi potenti mi scuotono.
Sono stravolta e mi lascio andare sul tavolo.
Posso vedere il suo corpo possente mentre spinge e si ritira senza sosta. Mi afferra i seni e li stringe , li maltratta facendomi male e godere ulteriormente allo stesso tempo.
Non mi trattengo. Ho abbandonato ogni remora da tempo ma per la prima volta sento la mia voce che gli dice quasi che non fossi io a parlare “sbattimi porco , goditi il mio corpo e fammi godere , sono la tua puttana”
Esce dal mio ventre e mi fa girare pancia in giù. Mi mette una mano sul collo e preme in modo da bloccarmi contro il piano del tavolo.
Con l’altra mano raccoglie i miei umori che produco in abbondanza e me li spalma sul buco del culo fino a dentro.
Il suo cazzone ne è già abbondantemente impregnato.
Punta la cappella e spinge deciso ma senza fretta.
Non l’ho mai preso in culo e più spinge più mi sento lacerare.
Urlo dal dolore ma lui non se ne cura anzi con una spinta decisa entra tutto. Il dolore è intenso , deve avermi rotto il culo perché sento qualcosa di caldo che mi bagna. E’ certamente sangue.
“Bastardo mi hai aperto il culo in due , esci , mi fa troppo male”
“Zitta troia , non dirmi che non ti sei mai fatta inculare”
“E’ la prima volta , tiralo fuori , ti prego”
“Rilassati , il dolore fra poco non lo sentirai più sostituito da un piacere mai provato”
Stringo i denti mentre le lacrime mi offuscano gli occhi.
Lui prende a scoparmi con movimenti lenti ma decisi e piano piano sento che quel coso duro e nodoso che scorre nelle mie viscere comincia a piacermi. E’ un piacere diverso ma molto intenso. Mi arrendo e sento i miei muscoli rilassarsi. Godo decisamente e inizio a gemere e ad incitarlo a continuare così
“Porco bastardo sfondami , spaccami , fammi godere”
Mentre dico quelle parole sento salire l’eccitazione e vengo colta da un secondo orgasmo che mi fa urlare tutto il mio piacere.
Lui esce dal mio culo e me lo rimette in figa.
“Ti sborro in questa figa da troia , un omaggio per il tuo maritino”
“No per favore , potresti mettermi in cinta”
“E perché no , quel cornuto di tuo marito che ti ha venduto per pagare un debito di gioco si meriterebbe di avere un figlio bastardo”
Così pompa con foga finché come promesso mi viene dentro.
Mi sento invadere da una calda ondata e abbandonato il timore che mi possa avere ingravidata vengo anch’io e i miei umori si mischiano con il suo sperma.
Dopo essersi svuotato dentro di me esce soddisfatto.
Mi tocco la figa , sento la sborra che esce , me la porto alla bocca e succhio.
Per la prima volta un uomo ha tirato fuori la puttana che c’è in me facendomi sentire femmina.
Mi alzo , ho il culo in fiamme. Mi rimetto il soprabito e prima di uscire lo bacio “soddisfatto , ho pagato il debito di quello stronzo di mio marito?”
“Consideralo saldato e se ti va di farti una cavalcata con un vero uomo sai dove trovarmi , anzi ti do il mio numero di cellulare”:
Prende un pennarello , mi apre il soprabito e mi scrive il suo numero su un seno.
“trascrivilo quando sei a casa , potrebbe tornarti utile”,
Mi riallaccio il soprabito , lo guardo e dopo avergli sorriso con un’espressione maliziosa mi volto e me ne vado.
Camminando incerta raggiungo la macchina e salgo.
Senza nemmeno guardarlo in faccia gli dico “debito pagato , se mi fai questo scherzo un’altra volta lascio che ti spezzino le gambe , ricordalo”
Alfio non osa replicare , avvia la macchina e si dirige verso casa nostra.
Una volta a casa mi tolgo il soprabito.
“Guarda come mi ha ridotta , mi ha sfondato ovunque con quel cazzo enorme”
Alfio timidamente “ce l’ha davvero così grosso , ti ha fatto male”
“Grosso ? E’ una mazza tre volte la tua e si mi ha fatto male , mi ha devastato il culo ma sai cosa ti dico ? Mi ha anche fatto godere tantissimo ed io mi sono data come la più navigata delle puttane”
Lui diventa rosso in viso e scopro presto il perché. Scorgo un’evidente erezione che spinge sotto i pantaloni.
“La cosa ti eccita per caso”
Lui non ha il coraggio di parlare e il suo volto diventa paonazzo.
“Vuoi che ti racconti come è andata ? Vieni in camera da letto e leccami la figa con la sborra che mi ha lasciato dentro”
Lui mi segue , io mi sdraio sul letto mentre lui si spoglia.
Inizio a raccontare e lui si mette a leccare la sborra di quel porco dalla mia figa aperta. Non nascondo che raccontargli come per pagare il suo debito l’ho fatto cornuto e dirgli senza vergogna che mi è piaciuto mi eccita.
Mentre gli dico i particolari godo nel vederlo mentre lecca e nel frattempo si sega.
Giunta alla fine lui vorrebbe scopare e per un attimo l’idea che affondi il suo cazzo nella figa ancora piena di sborra dell’altro mi farebbe acconsentire ma non se lo merita , in qualche modo devo umiliarlo fino in fondo”
“E no caro , troppo comodo. Se vuoi sfogarti continua a segarti davanti alla tua donna che oggi hai venduto e fatta diventare puttana.
Lui indietreggia e riprende a menarselo. Mi guarda eccitatissimo e presto viene sborrandosi sulla pancia.
Ho idea che se lo tradissi di mia volontà facendoglielo sapere la cosa lo ecciterebbe.
Mi sa che questo è l’inizio di una mia liberazione sessuale e per lui di scoprirsi cuckold.

 



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