Marina

FACCIAMO SESSO AL TELEFONO! CHIAMA IL 899005022 O CLICCA QUI

Marina

Spread the love

Marina
Marina rientrò a casa, vide il marito (un gran bel ragazzo) seduto in cucina e lo salutò:
“Ciao cornutone, vieni che tua puttanissima moglie deve dirti un cosa e tu la devi fare!”
Lei si sedette sul divano, in attesa, a gambe aperte, non indossava nulla sotto la gonna.
Il marito si spogliò come usavano fare, e, a quattro zampe, raggiunse la moglie e rimase in attesa.
Marina gli dissse:
“Il mio amante ieri, ci ha visto insieme e vuole mettertelo nel culo, so che accetterai, sai quanto lui è importante per me”
Il marito la guardò rassegnato e rimase in silenzio.
“Stammi a sentire, cornuto impotente, voglio raccontarti che ho fatto oggi pomeriggio con il mio amante”
Gli fece cenno di avvicinarsi:
“Sai che è un vero uomo, con un cazzo veramente grosso, non come il tuo che per vederlo ci vuole la lente d’ingrandimento e non ti si drizza neanche più”
“Mi ha fatto trovare quattro suoi amici, grandi e grossi come lui, mi ha ordinato di darmi da fare con le mani e con la lingua -Sai quanto mi piace essere trattata da troia- Poi quado glieli avevo fatti diventare duri, me li hanno infilati: uno in bocca, uno in fica, uno, il più grosso, nel culo, m’è sembrato d’impazzire. ho gridato, ho preso a sditalinarmi come una matta, mentre lui si faceva una sega sulla mia faccia”
Prosegue:
“Sono venuta tre, quattro volte, sono venuti anche loro e lui mi ha ricoperto il viso di sborra”
“Poi, mi hanno mollata, sola, da una parte e sono andati al cesso a pisciare”
Sono tornati e mi hanno ordinato di parlare di te, del cornuto, come ti chiamiamo, gli ho raccontato del tuo cazzetto piccolo, piccolo e anche che non ti si alza più: hanno riso come pazzi”
“Tu cornuto, intanto leccami la fica! Lo senti il mio odore: non mi sono lavata… Dai cornuto lecca, fammi godere!”
“Hanno voluto che mi mettessi in ginocchio e chiedessi che mi dessero ancora i loro cazzi, ho fatto come volevano e abbiamo ricominciato. Ho ripreso le mie manovre per farglieli ridiventare duri e, poi mi hanno sbattuta alla grande: altri ditalini, altre venute, altra sborra in faccia”
“Quando si furono svuotati, hanno presa alcune bottiglie e hanno bevute, alla salute di quella gran troia di Marina”
Finalmente la donna, afferra la testa del marito, la stringe tra le cosce e gli spruzza il suo piacere sul viso.
“Sei bravo a leccare, cornutone, sembri una donna”
E’ chiaro che il marito amava disperatamente sua moglie e, in realtà, anche lei gli voleva molto bene, ma aveva la fica sempre in fiamme e il coniuge, consapevole della sua inferiorità, le lasciava fare quello che voleva.
Inoltre, Marina era sinceramente dispiaciuta che il marito non potesse più provare un minimo di piacere.
Poi, dopo aver cenato come qualsiasi altra coppia, videro un film in televisione e se ne andarono ciascuno nel suo letto.
Il giorno dopo aspettarono l’arrivo dell’amante di Marina.
“Dai cornuto spogliati, vorrà trovarci nudi e tu fai quello che ti indicherò”
Uno squillo imperioso del campanello, annunciò l’arrivo dell’uomo.
Marina andò ad aprire, entrò un essere gigantesco con una gran pancia.
Indicando il marito, disse:
“E’ lui il cornuto? Digli che sei la mia troia”
“Sono la sua troia”
“Devi dire, cornuto”
“Cornuto, sono la sua troia”
l’uomo abbrancò Marina, cominciò a palparla freneticamente, e lei prese ad eccitarsi sempre di più.
L’amante ordinò:
“Dì al cornuto che ti piace essere trattata come quella zoccola che sei”
“Cornutone, mi piace da pazzi essere trattata come quella zoccolona che sono”
Aggiunse:
“Fai vedere a questo cornuto un vero cazzo!”
L’uomo la spinse da una parte e disse.
“Zitta, vacca!”
E poi :
“Giù!”
Marina si mise a quattro zampe e fece cenno al marito di fare altretttanto.
Anche l’uomo si spogliò, mostrando il suo torace villoso e il pene fuori misura.
“Venite qua, porci e leccatemelo”
I due si avvicinarono e presero a leccare con cura, l’uomo aggiunse:
“Massaggiatemi i coglioni”
Quando l’arnese dell’uomo fa indurito al punto giusto, disse a Marina:
“Stenditi sul letto, troia”
E al marito:
“Tu mettiti su quella vacca di tua moglie, e attento a non fargli solletico col tuo cazzettino”
E rise
Poi, avvicinato il pene eretto all’orifizio anale del marito, spinse con forza, lo fece gridare, e gli inserì il suo enorma arnese nel retto.
L’amante menava spinte poderose nell’ano dell’altro, senza preoccuparsi del dolore che gli procurava.
Quando il suo amante stava per venire, Marina sentì il cazzetto di suo marito diventare duro.
Con la mano riuscì a farlo penetrare un poco nella vagina, così, mentre l’uomo gli rienpiva il retto di sperma, il marito potè emettere un po’ di seme dentro di lei.
Quando l’amante fu soddisfatto, andò al bagno, fece una sonora pisciata, si rivestì e, senza salutare nessuno, se ne andò.
Marina non disse nulla, ma, in cuor suo, era felice di aver ricevuto nella fica, le poche gocce di sborra del marito.
Quando furono soli, lui, ancora a quattro zampe, andò verso i piedi di Marina e li ricoprì di baci.

 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.