Il Padrone Virtuale e la materia prima cap. 1

Il Padrone Virtuale e la materia prima cap. 1

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Bendata.
Già. Quella famosa benda sugli occhi che hai sempre desiderato e che non hai mai osato chiedere. Legata.
Anche questo ti sei sempre detta prima o poi avrò il coraggio di…
In piedi, si, bendata e legata ma in piedi, le braccia tirate verso l’alto e leggermente allargate. Sai di essere in una soffitta solo perché ti è stato detto. Hai seguito delle istruzioni per sms e ti sei fatta trovare davanti ad una porta che si è aperta quasi per magia, sei entrata e, come da ordine hai chiuso gli occhi e ti sei fatta bendare.
Hai messo la tua biancheria più sexy, una gonna aderente con spacco posteriore molto ampio, così da lasciare le autoreggenti bene in vista, niente slip e tacchi alti, ma capisci che tutta questa preparazione, più volte interrotta da carezze nei punti più intimi, non serviva a nulla perché due mani, da dietro, ti stanno spogliando senza toccarti:
prima il cappotto corto, poi il golfino morbido indossato senza reggiseno, le tette che ballavano ad ogni passo e che hanno causato un erezione al barista osservando i tuoi capezzoli duri leggermente rivolti verso l’alto, poi la gonna si è aperta e ha toccato terra…
”ah…non hai gli slip…sei proprio una troia…”
quel troia soffiato nell’orecchio ti ha penetrato il cervello facendoti inumidire, i capezzoli si sono ancora più induriti che sembrano li li per scoppiare, le autoreggenti ti vengono tolte sempre con un minimo contatto…
”rimettiti le scarpe, così brava…..cammina diritta davanti a te fino a quando non incontrerai degli scalini li fermati”
…..esegui come una allieva diligente ma dopo cinque passi senti una mano che ti afferra sul pancino e arrivano due forti sculaccioni sul sedere, non fai in tempo a lamentarti che ti senti afferrata da dietro e riportata al punto di partenza, quasi trascinata, e hai il tempo di sentire un sesso largo e duro tra le natiche
“ma io….”
Altri due sculaccioni ben dati ti fanno capire che devi stare zitta, ascoltare e obbedire…sempre!
“no, non hai capito, non ti devi muovere come stessi camminando sulle uova”
la voce ti viene soffiata nell’orecchio, da dietro, sempre con quel sesso pulsante, ancora nei pantaloni ma estremamente invasivo tra i tuoi glutei….ora una mano sta prendendo possesso del clitoride mentre ascolti……
“cosa ti ho detto prima mentre scoprivo che sei senza mutandine?”
Rimani in silenzio per 5 secondi , troppi per evitare altri due sculaccioni forti che ti rinfrescano la memoria
“si…mi hai detto che..sono troia….”
“Più forte dillo!!!!
“Si…sono una troia…!!!!
“E allora come credi che camminino le troie?..Ora riprova e non mi fare incazzare!”
Fai un bel respiro con il cuore a mille e ricominci, eccitata e felice di essere trattata come hai sempre sognato.
Ora il tuo incedere è differente, hai capito come devi ancheggiare, lentamente
“brava…e sempre lentamente e sculettando devi salire gli scalini, se scivoli tanto ti prendo io…sappi però che sarebbero altri sculaccioni quindi regolati…dovrai sempre salire qualsiasi scala come stai facendo ora è un mio ordine che dovrai sempre tenere in mente ed eseguire hai capito??”
Ora stai salendo e ti stai bagnando, il tuo culo si muove sinuosamente destra sinistra destra sinistra tac tac tac tac esagerando lo spostamento laterale dei fianchi – sai che i suoi occhi ti stanno scopando ma sono gli occhi di tanta gente, delle persone che conosci, di chi ti fa salire le scale dandoti la precedenza facendola sembrare come un atto di cavalleria, mentre è una scusa per osservare meglio il tuo culo….e tu non dovrai mai di no…..perchè ami regalare il tuo culo alle erezioni altrui
(sii farò sempre così, mi farò scopare il culo da tutti quando salgo le scale…guardatemi – pensi eccitata – il pensiero di essere guardata da tanti maschi che si masturbano e da donne che non aspettano altro che possederti con la lingua non ti lascia mai, è un pensiero osceno e continuo che ti apre come vuole e quando vuole, nei momenti più imprevisti, a casa, al lavoro oppure adesso).
Sei arrivata, nuda con i tacchi alti, non vedi assolutamente nulla, capisci che la stanza è in penombra ed è quello che basta a lui per fare di te quello che vuole.
Ora ti fa alzare le braccia ben tese e larghe, i polsi vengono chiusi da due bracciali, sicuramente pendono dal soffitto….
Nel silenzio lo senti aprire una borsa e una serie di fruscii, si avvicina a te da dietro ed inizia ad allacciarti un qualcosa…un corpetto ecco cos’è, è stretto, ti preme in vita costringendoti ad ansimare leggermente, non senti le coppe del reggiseno anzi sono piccole e servono solo per alzare le tette come fossero sbalzate fuori, ora le scarpe ti vengono levate ed le mani di lui ti infilano qualcosa
“ti sto infilando le calze, quelle vere, quelle che ancora non sei andata a comperare nonostante te l’avessi ordinato vero?” SCIAAAF SCIAAAF. Non osare più disobbedire o rinviare i miei ordini a distanza!!!! CAPITO??
….sssi…obbedirò sempre ora….
Senti i polpastrelli delle sue dita accarezzare le tue cosce mentre la seta delle calze sale. Ti vengono allacciate alle giarrettiere del bustino e senti gli elastici tirare sulla pelle, per allacciarle davanti lui passa la mano da dietro fra le tue cosce strofinando da bastardo l’avambraccio avanti e indietro sulla passera umida….le scarpe non sono ancora ai tuoi piedi e sei costretta a stare in punta di piedi per non penzolare.
Mentre ti danni l’anima per stare in equilibrio lui ti sussurra nell’orecchio mentre una sola mano ti accarezza la sotto a pieno palmo senza mai toccare dove dovrebbe ma passandoci sopra, senza affondare, in quel modo che ti porterà tra un po’ ad implorare di essere presa
“Le calze sono nere e con la riga dietro se ti interessa, proprio da puttana, come desideri, anche il bustino è nero e trasparente, puoi solo immaginare perché non vedrai nulla di quello che accadrà, saranno gli altri sensi ad essere stimolati………
“Rimettimi le scarpe ti prego, non riesco più a toccare terra…”
“beh, e allora, vorrà dire che penzolerai, mica muore nessuno”
Altri tre sculaccioni ti fanno capire che devi stare in punta di piedi senza discutere….
“Sapevi che ti avrei sculacciato ancora ma mi hai chiesto apposta di rimetterti le scarpe perché ti piace essere punita vero? Lo fai apposta perché è questo che vuoi….
Quello che ti sussurrava mentre ti mordeva i lobi delle orecchie e ti passava la lingua sul collo era maledettamente vero…la tua natura reale usciva fuori tutta…..sottomessa da un padrone, un padrone porco, uno che ti procura eccitazione in qualsiasi momento, che ti fa bagnare mentre hai un cliente davanti o mentre passeggi per strada, oppure mentre sei a cena fuori o in un bar, una presenza insinuante anche nella tua intimità, da sola o in compagnia, un sorriso beffardo o uno sguardo indagatore che ti osserva nei momenti di sesso e che ti dice
“non sei abbastanza puttana, voglio di più!! ”.
Un dito di lui ora colpisce sul bottoncino e ti fa finalmente sobbalzare, è una liberazione, mentre altre dita scopano la tua bocca senza chiedere, prendono quello che è suo, mentre accogli quel trattamento con devozione lui parla….
“Adesso magari vorresti pure che ti faccia godere vero?
Silenzio da parte tua, perché sei intenta a passare la lingua sulle sue dita..
“SCIAAF…..VERO??????”
“si…”
“SCIAAAF SI COSA??????????”. Leva le dita per farti parlare”
“Si fai quello che vuoi, ti prego ma fallo!!!!! Prendimi, usami, fammi fare la troiaaaaaa ma fa prestooo o impazziscono…scopami dammi il cazzoooo!!”
Lui si leva del tutto non c’è più contatto
“Nooooooooooooooooo che fai dove…?!
Ora è solo silenzio, ti aspetti di tutto e ti senti divorare dentro lo stomaco perché non sai la prossima sua mossa, è passività totale, nel corpo e nella mente, sei sesso, carne e mente da sesso e basta!
“E perché dovrei, il cazzo ce l’hai già in esclusiva, qui avrai ben altro! Qui imparerai ad essere comandata a distanza, ad eseguire ordini in contesti reali come se fossi li a valutarti ed osservarti….questo sarà il tuo ruolo….hai le scarpe di fianco ora infilale e stai a gambe aperte senza fiatare…
Ora sei sui tacchi, gambe incorniciate in calze nere, dritte e divaricate per quello che puoi, senti il suo alito sul collo, le labbra non ti sfiorano nemmeno, poi quel fiato caldo si sposta nell’incavo dei seni, poi più giù a riscaldare dove vorresti ben altro.
Un qualcosa facilmente identificabile con un foulard di seta ti viene appoggiato sui capezzoli duri ed eccitati e lo sfregamento li rende ancora più sensibili….ancora quel calore questa volta un paio di labbra si stringono a cerchio su una delle aureole e una lingua dura, divisa dalla seta del foulard, gira attorno al capezzolo, prima uno poi l’altro, ora umidi di saliva…….il foulard scende e diventa una striscia che strofina tra le cosce senza premere…appena appena….sei costretta a muovere il bacino avanti e indietro per sentire di più….
”ecco…questo è proprio quello che voglio da te….vederti fare la cagna per raggranellare il piacere…brava…strofina la fica sul foulard….avanti e indietro…. La vergogna deve sparire…bene….ora la tengo ben tesa ……prenditi il piacere…
una parte del foulard è infilata tra le chiappe e tira verso l’alto, l’altra è padrona del bottoncino e tu ormai hai capito come muoverti…..senti il battito accelerare continui quel ritmo mentre passi la lingua sulle labbra in un osceno movimento circolare……non sei toccata da nessuna parte ma il trattamento che ti riserva ti leva ogni volontà….le tette che ballano in avanti e poi ricadono leggermente e ogni colpo è una fitta di godimento nel ventre. Ora è lui che aumenta lo sfregamento del foulard tra le tue cosce e tu subisci il suo ritmo sempre più veloce…tu accompagni muovendo il bacino in senso opposto…basterebbe il godimento fisico ma la tua mente ci mette del suo:
….immagini di essere al centro di una pedana mentre occhi febbrili che ti scrutano nel buio…..zip che si aprono, mani che frugano mettendo membri maschili in libertà, slip che lasciano in libertà anche palle che aspettano solo di essere leccate con devozione, in alcuni casi sono coppie e senti i mugolii di donne sicuramente accucciate…teste che si muovono lentamente in cerca di succo caldo ed è il tuo movimento che li eccita sempre di più…..senti che qualcuno si avvicina e il fruscio di mani che aumentano la velocità sui sessi duri, e all’improvviso senti schizzi caldi sulle chiappe, sul pancino, senti il calore liquido sulle calze, cola lentamente verso il basso, i tuoi sensi seguono l’andamento delle gocce di sperma, i maschi si stanno alternando, godono, lasciano il seme caldo su di te e si allontanano altri prendono il loro posto e tu immagini sempre di più e inizi a goderee..
“ssiiiiiiiiiiaaaaahhhhhhhhhh……..dai godoooooo”
È un esplosione nel cervello perdi l’equilibrio le gambe non ti reggono e ti lasci andare appesa per le braccia….e la resa definitiva….totale……ma lui bastardo continua a muovere il foulard nonostante il tuo orgasmo….e sei scossa da tremiti continui “b..b…basta….oddiooooo.”
“Adesso mi prendo il tuo culo con un bel dildo vibrante”
Lui non chiede ti ha solo fatto sapere che godrà dentro qualcosa di suo…e inizia a lubrificare con due dita intrise di crema…..
Sei pronta mentalmente alla profanazione fisica e mentale che desideravi PUFFFFFFFFF!!!!!!!!!! E TI SVEGLI IN PIENA NOTTE….MA…CHE CAZ…..ME ERA UN SOGNO …!!!!!!!!!! NON ERA VERO NULLA ERA UN SOGNO…..ma ti sei svegliata madida di sudore nel tuo letto…..hai un pezzo di lenzuolo tra le gambe che probabilmente ha contribuito nel sonno a provocare quella eccitazione trasformata nel sogno in una situazione desiderata….passa qualche secondo che utilizzi per riprendere in mano la realtà….dunque …. Ho fatto un sogno erotico ecco quello che è successo…..non è una situazione reale anche se lo sembrava e mi sono immaginata tutto….sono le tre di notte…..ti alzi e vai a bere un bicchiere d’acqua in cucina…..il cuore ti batte a mille “oddio però che situazione sono andata a immaginare….chissà se capiterà mai una cosa del genere nella realtà…noo. è solo immaginazione…torni a letto pianissimo per non svegliare chi dorme accanto a te….certo peccato, è finito senza lasciarmi il tempo di ricevere ciò che volevo….ok ora dormiamo però eh….
FINE PRIMA PARTE
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