Una breve vacanza a casa e le mille scoperte…

Una breve vacanza a casa e le mille scoperte…

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Mi chiamo Valerio, ho venti anni e faccio il cuoco da quando di anni ne avevo sedici. Il mio lavoro mi porta a girare il mondo e questo è un aspetto che apprezzo molto della mia professione. A casa ci ritorno con frequenza, ma solo per uno o due giorni, poi riparto. Mio padre, Andrea, e mia madre, Loretta, hanno hanno rispettivamente quarantacinque e quarantadue anni e fisicamente sono molto in forma. Mio padre Andrea è consulente fiscale, molto alto, fisico asciutto, capelli brizzolati. Piera, mia madre fa la segretaria in una azienda di trasporti, bionda, ma cambia spesso colore, longilinea, decisamente bella. In sintesi: una bella coppia.
Racconto la mia particolare avventura così come l’ho vissuta. A metà dicembre sono tornato a casa con l’intenzione di fermarmi, contrariamente al solito, per almeno una decina di giorni. Avevo un po’ di ferie maturate e sarei dovuto ripartire due giorni prima di Natale. Una sera ero in camera a leggere, quando ho percepito delle voci provenire dalla camera dei miei. Voci maschili, che per il tono, mi sono apparse piuttosto strane. Più che voci normali, mi sembravano parole volutamente trattenute. Un parlottare lento e con lunghe pause, appena percettibile.
Mi alzo così come sono, con indosso solo i boxer, esco dalla mia camera e al buio, silenziosamente, percorro il breve corridoio avvicinandomi all’altra porta che trovo semichiusa, ma, grazie allo specchio posto proprio di fronte al letto, posso vedere bene ciò che avviene nella stanza. Potevo vedere senza essere visto siccome il corridoio era al buio e la stanza illuminata. Ed è proprio ciò che vidi che mi lasciò di stucco. Mio padre completamente nudo stava baciando, lingua in bocca, un altro uomo che non conoscevo pure lui completamente nudo.
Il primo pensiero mi consigliava di allontanarmi in fretta, ma la scena era decisamente eccitante e mi impediva di allontanarmi. I due uomini, in piedi di fianco al letto, avevano le bocche saldamente unite e solo a tratti vedevo i languidi movimenti delle loro lingue. Due amanti che si ritrovano dopo una lunga assenza non erano passionalmente ed eroticamente meno coinvolti di loro; le mani accarezzavano le rispettive schiene e mio padre teneva la testa dell’altro strettamente premuta contro la sua bocca con le dita persa nei capelli abbastanza lunghi. Poi si staccarono leggermente, ma non smisero di baciarsi con foga, e le loro mani si impadronirono dei membri ben eretti. Si masturbavano lentamente e si strusciavano i cazzi l’uno contro l’altro. Ero completamente immobilizzato dalla sorpresa e anche dall’eccitazione.
Poi l’altro uomo si stacco e messosi in ginocchio, prese il membro di mio padre in bocca. Un pompino omosessuale estremamente raffinato e sensuale. Non lo inghiottiva completamente, si limitava ad avvolgere la cappella con le labbra, per poi farla uscire appena senza lasciarla e riprenderla subito dopo nella sua calda e invitante bocca. Non sto a raccontare come mi sentivo in quel momento.
Ciò che avveniva davanti ai miei occhi mi assorbiva completamente e solo il mio cazzo era la parte di me che si era mossa diventando completamente duro. Era come se null’altro ci fosse intorno a me e io ero totalmente immerso in quella visione. Nulla percepivo di ciò che mi circondava, tanto che non percepii neppure, se non all’ultimo istante, una mano che improvvisamente mi tappava la bocca e un braccio che mi cingeva i fianchi.
Volsi appena il capo e vidi il sorriso di mia madre. Era lei che mi si era avvicinata e con la mano mi aveva impedito di lasciarmi sfuggire qualche parola di sorpresa. Feci cenno con il capo di non voler parlare e che ero tranquillo. Mi liberò la bocca e mi lasciò libero e solo allora mi accorsi che non era sola. Un’altra donna decisamente più giovane era con lei.
Dal loro sorriso complice, e nonostante fossero completamente vestite, compresi che ciò che stava succedendo a pochi passi non era una attività a loro sconosciuta, anzi evidentemente saputa e condivisa. Fu l’altra donna a quel punto che mi si approcciò. Si avvicinò a un mio orecchio e mi disse in un sussurro appena percettibile:
«Quindi ti piace vedere due uomini che fanno sesso tra loro… ti eccita vedere come sono bravi a succhiarsi…» poi dopo un breve attimo «ma allora sei un bel porco come tuo papà?».
E mentre pronunciava quelle parole infilò una mano nelle mie mutande cercando il mio sesso. Non faticò certo a trovarlo e a iniziare un lento e conosciuto movimento. Poi mi sfilò l’unico mio indumento e postasi dietro di me cominciò una sapiente masturbazione.
Tutti e tre non staccavamo gli occhi da ciò che avveniva nella vicina stanza. Stavamo in totale silenzio. Io nudo, la ragazza dietro di me mi masturbava e mia madre al mio fianco mi accarezzava un braccio.
«Avvisami quando stai per venire» mi chiese la ragazza continuando il suo piacevole movimento di mano.
Ora mio padre e l’altro erano a letto e, nella posizione del sessantanove, si beavano in un reciproco pompino. Ero eccitatissimo, ma sapevo che lo erano anche le due donne anche se erano vestite e non si concedevano nessun gesto di autoerotismo. I nostri sguardi erano concentrati sui due uomini. Poi un gemito rauco e vidi l’altro uomo, che stava sopra, venire nella bocca di mio padre che non si sposto e ricevette lo sperma tra le labbra.
Ripuliva e inghiottiva avidamente il nettare del cazzo dell’amico. Questi dopo un breve tempo, si spostò e messosi in ginocchio tra le gambe di mio padre, riprese con maggior vigore il pompino tanto da provocarne rapidamente l’orgasmo. Anche lui ingoiò con evidente piacere.
A quel punto non riuscii più a trattenermi, feci un breve cenno alla donna, che non aveva mai interrotto la sega, e lei lesta mi si mise di fronte e capii che voleva ricevere il mio sperma sulla sua corta gonna rossa. Eiaculai copiosamente e macchiai il vestitino sapendo che la cosa era voluta e gradita.
Poi senza che nessuno proferisse parola, mi accompagnarono nella mia camera e mi fecero sdraiare a letto.
«Ora fai il bravo bambino…» disse mia madre «dormi… per questa sera basta così…» e uscirono lasciandomi solo con i pensieri di quegli ultimi avvenimenti.

Cosa intendesse con quelle ultime parole lo scoprii solo la sera successiva. A cena i miei avevano ancora invitato la stessa coppia amica. Ci furono le presentazioni senza che ci fosse il minimo cenno alla sera precedente. Lei si chiamava Ada, aveva vent’anni ed era la fidanzata di Roberto di quattro anni più grande di lei.
La cena iniziò e proseguì con allegria e rilassatezza. Ad un certo punto mi alzai dicendo che dovevo recarmi al bagno. Nessuno sembrò prestare molta attenzione alle mie parole, ma mentre stavo iniziavo a fare pipì entrò mio padre, mi si avvicinò dicendomi:
«So bene ciò che è avvenuto fuori della nostra camera ieri notte. Tua madre mi ha raccontato tutto» io ero senza parole, non sapevo che atteggiamento tenere, ma lui proseguì «mi pare di sapere anche che lo spettacolo che vi abbiamo proposto ti è piaciuto, anche se è avvenuto a nostra insaputa. Perciò abbiamo invitato ancora i nostri amici anche questa sera, proprio per questo… ci sembra giusto un chiarimento»
«Ma papà, non è il caso… ciò che c’è stato io lo comprendo, non mi scandalizzo e non giudico… e poi mi scuso non è mia abitudine spiare…»
Questo breve dialogo avveniva mentre io continuavo la mia pipì e per tutta risposta mio padre si chinò e avvicinò la bocca allo zampillo dorato.
«Ma…» non riuscii a dire altro, mio padre aprì la bocca che si riempì di urina, poi se la fece scorrere su tutto il viso. Poi agli ultimi zampilli lui si avvicinò ancor di più, ingoiò la mia cappella e bevve direttamente dalla fonte. Rapidamente il mio cazzo rispose indurendosi al calore della sua bocca.
«Bene, mi compiaccio nel vedere che hai una positiva reazione, ma per ora basta così» disse «ricomponiti e raggiungiamo gli ospiti».
Tornammo in sala e appena ci fummo rimessi a tavola mia madre riempì il bicchiere di mio padre, ma questi con un sorriso aperto e a alta voce disse:
«Grazie mia cara… ma ho appena bevuto» e avvicinò la sua bocca alle labbra di lei baciandola.
«Ummm…» disse lei subito dopo «lo sento… delizioso, un vero nettare…» e rise con gusto. Non so come, ma tutti capirono a quale bevanda si riferisse e si unirono alla esplicita allegria di mia madre.
A cena terminata i miei cominciarono a sparecchiare mentre io e i nostri due ospiti ci accomodavamo in salotto. Il primo a ricomparire fu mio padre che rivolgendosi a Ada le comunicò che Loretta aveva necessità di lei per una certa cosa e le chiedeva se poteva raggiungerla in cucina. Ada si alzò prontamente e uscì dal salotto. Io ero seduto sul divano a fianco di Roberto e mio padre si sedette alla mia destra. Poi rivolgendosi al suo amico gli chiese se mi riteneva un bel ragazzo.
«Ma Valerio è un bel ragazzo e tu lo sai bene… e a quanto ho sentito da “voci di corridoio” è anche molto aperto e ti somiglia molto… deve avere i tuoi stessi gusti»
Così dicendo aveva posato una mano su una mia coscia e sensibilmente risaliva verso la patta dei pantaloni.
«Certo che ha i miei stessi gusti… ama la vita e i piacere che essa ci da… ma vedo che ti stai già dando da fare… quello che ti posso dire con certezza ormai è che ha rapide risposte agli stimoli… e il risultato è una bellissima colonna sormontata da un capitello gradevolissimo»
«Non rimane che controllare» rispose Roberto facendo scorrere la cerniera dei miei jeans e infilando una mano. Estrasse il mio cazzo semi duro e mi slacciò completamente i pantaloni.
Io ero piuttosto imbarazzato nonostante la sera precedente e le cose successe in bagno. Mio padre mi sbottonò la camicia e mi accarezzo il petto e titillò i miei capezzoli. Poi anche Roberto si slacciò e sfilò i pantaloni, mi prese la testa e l’avvicinò con decisione, ma non con eccessiva forza al suo membro. Non mi feci certo pregare, mi ero già eccitato e non desideravo altro che sentire il profumo di quel cazzo e gustarne il sapore. Lo accolsi in bocca; sentivo la setosità della cappella tra le labbra e l’afrore di muschio del suo cazzo. Lo leccai e lo succhiai con voglia. Avevo già avuto una breve avventura omosessuale, anche se tendenzialmente mi piacevano le ragazze.
Percepii che al nostro fianco, mio padre si era alzato e si stava denudando. Poco dopo si avvicinò a noi e chinatosi avvicinò anche il suo membro al mio viso. Ero conscio di ciò che stava avvenendo e non mi dispiaceva assolutamente e anche il pensiero del probabile ritorno delle due donne non mi destava preoccupazione visti i precedenti della sera precedente. Pensavo solo alla possibile reazione di mia madre nel vedere suo marito e suo figlio in evidente rapporto incestuoso.
Ma prevalse il desiderio e senza indugio sostituii il cazzo dell’amico con quello paterno nella mia bocca. Roberto a sua volta si svestì proprio mentre mia madre e Ada rientravano cogliendoci in quella oscena situazione.
«Ma che bravi…» disse Ada «appena vi si lascia soli per qualche istante, subito ne approfittate per succhiarvi… ma guarda Loretta… tuo marito che si fa succhiare il cazzo da tuo figlio!… non dici nulla?… ti eccita di più vedere tuo marito con il membro duro o tuo figlio che è un gran bel porco?…»
«Ada… non fare la smorfiosa… sei tu che ti ecciti come una porca guardandoli… a me piacciono molto…» così dicendo si lasciò sprofondare nella poltrona di fronte a noi.
Io nonostante la posizione le guardavo e a quel punto non mi sorpresi più vedendo Ada, che attirata con decisione da mia madre scivolasse sopra di lei e che poi le due donne unissero le bocche in un passionale bacio lesbico.
A quel punto dico ridendo: «ma che bella famiglia mi ritrovo… vengo a casa per una breve vacanza e trovo mio padre che succhia e si fa succhiare il cazzo dal suo amico e mia madre che lesbica con la sua fidanzata…»
Ada a quelle parole si staccò da mia madre e, come se fosse su una pedana in mezzo a un folto pubblico mi disse: «hei ragazzino hai proprio bisogno di una lezione…» poi cominciò a spogliarsi davanti a noi. Lo fece con misurata lentezza e una evidente bravura. Ma mentre si spogliava diceva con un sorriso pieno di languore:
«Tra circa quattro mesi io e Roberto ci sposiamo… e spero di avere presto un figlio come te, intelligente e di mentalità aperta, e ti garantisco che appena avrà l’età…» si interruppe per togliersi la camicetta
«non me lo voglio certamente far scappare, sarà libero di scegliere ciò che più gli piace, ma per scoprirlo dovrò…» e lentamente si slacciò il reggiseno…
«dovrò capirlo… e alla sera lo accompagno a letto…» sinuosamente si sfilò la gonna…
«lo bacerò tutto e… già ora muoio dalla voglia di scoprire quanto sarà bello il suo cazzo…» e fece scivolare il minuscolo tanga a terra, poi lo raccolse e lo lanciò a mia madre che l’afferrò…
«e anche Roberto vorrà controllare… di persona…» completamente nuda fece un lento giro su se stessa…
«però la stessa cosa vale anche se avremo una bella femminuccia…» mi si avvicinò con passo studiato come una tigre…
«io e Roberto la istruiremo molto bene…» salì con le ginocchia sul divano proprio sopra di me…
«sarà la nostra principessa…» si abbassò lentamente…
«non le faremo mancare nulla… saprà quanto papà e mamma le vogliono bene» e con una mano guidò il mio cazzo verso la sua fica pronta…
«sarà sempre al centro dei nostri giochi…» con lentezza cominciò a cavalcarmi mentre il mio cazzo sprofondava completamente dentro di lei…
«credimi… non le mancherà nulla… né la lingua della mamma…» muoveva il bacino abilmente e sentivo le pareti calde della sua fica che scivolavano sul mio cazzo…
«e anche il suo bel papà… non le farà mancare nulla… le darà il suo cazzo per giocare…» si chinò e mettendomi il seno piccolo e sodo sulla bocca…
«e io gli prenderò in mano e quel cazzo duro…» mi prese la testa per i capelli e mi attirò con il viso tra le sette…
«e lo introdurrò lentamente nella fichetta di mia figlia…»
Poi dopo quella pubblica e particolare dichiarazione prese a cavalcarmi con maggiore decisione proseguendo
«ma soprattutto voglio che al nostro matrimonio i tuoi ci facciano da testimoni… ci sarà una bella festa, ma solo per pochi… poi la prima notte di nozze la passeremo noi quattro… o in cinque se vorrai venire anche tu…»
Tutti noi la stavamo ascoltando in totale silenzio. Era un programma serio e le sue intenzioni venivano percepite con particolare attenzione. L’eccitazione era ormai palpabile e anche mia madre si svestì mentre i due uomini le si avvicinarono. Io scopavo con Ada guardando mia madre con i due uomini e loro guardavano noi. Mamma si alzò e attirò suo marito contro di se, mentre Roberto le si accostava dietro. Un vero panino di corpi vogliosi.
Roberto la prese per le cosce la sollevò e, aiutato da mio padre che la sosteneva per le braccia, la affondò il cazzo nella fica nella posizione della pecorina ma con le gambe all’aria. Ma il terzetto non si accontentava di così poco, lentamente papà, sempre tenendola, la fece scivolare fino all’altezza del suo inguine mettendole il suo membro vicino alla faccia. Ora lei formava un ponte con i due uomini che fungevano da robusti pilastri. Roberto con il cazzo che si muoveva dentro di lei e lei intenta a leccare avidamente il cazzo di suo marito.
«Ora basta» dissi con decisione e a alta voce «voglio mia madre e voglio che voi stiate vicino a noi…»
Ada si alzò lasciandomi e lentamente anche il terzetto si sciolse. Mamma, senza dire una parola uscì dal salotto e rientrò dopo solo un breve attimo. Aveva con se un pesante piumone, spostò il tavolino e lo distese sopra il tappeto del salotto. Poi mi si avvicinò con uno strano sorriso. «Vieni» mi disse tirandomi sull’improvvisato giaciglio «hai ragione… ne hai voglia e anche io ti voglio…»
Ci coricammo e subito abbracciati ci baciammo con trasporto. Gli altri si disposero coricati contro di noi formando un simbolico nido protettivo. Mia madre aprì le gambe e io la penetrai pieno di desiderio. La scopavo sentendo la pelle delle altre persone sempre più contro di noi. Poi fu lei a venirmi sopra e lo fece facendoci ruotare senza quasi interrompere la penetrazione.
Ada aveva il suo viso vicino alla mia testa e ci sussurrava parole dolci e oscene, dall’altra parte del mio viso c’era il suo fidanzato ma era voltato dalla parte opposta tanto che il suo membro era praticamente sulla mia guancia. Riuscii a spostare un braccio, lo presi e con golosità lo portai alla bocca cominciando a succhiarlo. Subito, sia Ada che mia madre, accostarono le loro labbra e tutti e tre ci dedicammo con le lingue e le labbra a quella cappella gonfia.
Tentai di resistere ma la calda fica di mia madre e il ritmo che essa dava alla nostra cavalcata mi vinsero. «Vengo…» quasi urlai tentando di sciogliermi dall’abbraccio materno, ma lei sentendo i miei spasmi avvicinarsi, invece di togliersi mi tenne ancor più stretto ai fianchi impedendomi di uscire dal suo nido di delizie.
«Vieni Valerio… sborrami nella fica… sborra nella fica di tua mamma…» e così avvenne. Ci un piccolo applauso finale da parte degli altri tre gaudenti e poi seguirono baci senza distinzione di genere.
La serata proseguì con grande piacere di tutti, anche se io per un po’ fui fuori servizio. Ma mi ripresi in fretta.
Rimasi a casa dai miei ancora per una settimana e i nostri amici furono invitati tutte le sere e… spesso anche tutte le notti.

 

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