Sono una puttana! (Bisex)

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Sono una puttana! (Bisex)

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Ciao. Mi presento: sono bisex. No, il nome non lo dico. Potresti riconoscermi. Sì, sono un uomo; un etero, ma con tendenze omosessuali. Un uomo come tanti altri, sposato, virile, che sa chiavare, ma con mille prurigini, a volte, che gli fanno desiderare di essere donna.Da qualche tempo ho preso a frequentare il Bosco della città in cui vivo, . Vado lì e cerco… compagnia. A volte lo prendo in bocca e, quando sono più fortunato, nel culo.Ieri mattina avevo una voglia irresistibile. Era presto, l’aria era fresca e ventilata ed attizzava il fuoco che ardeva dentro di me. Passeggiavo con noncuranza, mentre, invece, l’occhio di falco perlustrava la vegetazione intorno, in cerca di una preda da ghermire o un cacciatore a cui arrendersi.Un fruscio avanti a me. Sul vialetto invaso da felci e ligustri, intravedo la figura di un uomo. Si accorge che lo punto come un cane da caccia. Evidentemente è esperto. Mi guarda con un mezzo sorriso e si tocca il pacco. È chiaro che vuole una conferma. Afferro anch’io il mio pacco. Tentenna la testa in segno di comprensione, girandosi e procedendo verso l’avvallamento del terreno, dove la vegetazione è più rigogliosa. Si gira appena, di tanto in tanto, guardando di sottecchi per assicurarsi che lo sto seguendo.Si avvicina ad una quercia enorme circondata da folti cespugli. Si addentra fra l’alta vegetazione fino al tronco. Il gigantesco tronco nodoso lo copre parzialmente. Mi guarda intensamente, mentre m’avvicino. Mi fissa negli occhi, slacciandosi la cintura. Si cala i pantaloni. Il suo turgido, grosso attrezzo si protende verso di me. Gli sono difronte. I suoi occhi sono fissi nei miei. Mi calo i pantaloni, infoiato da tanta magnificenza, ipnotizzato da quel monumento di carne che s’irrigidisce, sollevando la robusta testa scappellata e vibra nella mia direzione, quasi annusandomi.Cerco di sorridere, mentre, febbrilmente gli cingo i fianchi. Lui continua a fissarmi senza un’ombra di emozione; solo il grosso pene sembra fremere dalla voglia. Pulsa ripetutamente, scartando a destra e sinistra nella sua turgida erezione. Sono a contatto con lui. Sento il fiato sul viso. È caldo, pieno di desiderio. Le gambe mi tremano. È veloce a inserirmi la larga lingua in bocca. È arrogante, irriverente. Lo assecondo mentre mi possiede in bocca. Sono su di giri; la libidine è al massimo. Siamo due ragazzini che “limonano” come degli ossessi, mentre le mani agitano lo strumento sessuale del vicino, in cerca di reciproco piacere.Ringalluzzito dall’intimità raggiunta, allungo la mano. Quasi con devozione, le mie dita accarezzano le palle che, sode, accompagnano il duro batacchio. Anche lui, ora, quasi autorizzato dal mio atteggiamento, mi afferra per le palle. Ma che fa? Le stringe lasciandomi senza fiato.Avverto di essere in suo potere e, infatti, mi guida, costringendomi ad abbassarmi, rattrappito sui miei coglioni contorti. Devo assecondarlo per evitare che me li strappi. Mi accartoccio sulle palle, mentre le mie labbra si avvicinano pericolosamente alla gigantesca escrescenza, più simile a una grossa scimitarra, che si protende fuori dal suo ventre panciuto.Il fine è chiaro e mi mostro ben lieto di assecondare le sue intenzioni. La violenza con cui me lo schiaffa in bocca, mi costringe a rinculare, ma le sue mani sono due artigli per la mia testa. e rimango incastrato contro l’addome peloso, mentre sento scivolare la lama fino all’esofago. Cerco di divincolarmi, di prendere fiato, di respingere quel montone che mi penetra, scivolando nella gola. Comincio a tossicchiare, cercando di respirare col naso. I movimenti del bruto sono violenti, ripetuti, senza tregua. Sento che affanna. Emette un rantolo prolungato. Sta per arrivare. Non vedo più niente. Voglio solo continuare, mentre le budella mi si contorcono e cerco di trattenere l’urto del vomito che sale verso la bocca.Ma lui è più rapido e spara le sue cartucce a mitragliatrice fra le mie mascelle devastate dal grosso cannone. Il liquido burroso riempie la bocca, scivola veloce verso l’esofago. Si riversa fuori dalle labbra per il troppo pieno, mentre cerco di contenerlo. Fiotti caldi si riversano contro il palato, in gola. L’unica soluzione è inghiottire tutta quella sborra, se non voglio finire affogato. E mi adeguo di buon grado. Respiro col naso, mentre provo l’ebbrezza di quel sentore di muschio, acido, viscido che percorre il nervo olfattivo, arrivando al cervello; eccitante sapore di maschio!Fino all’ultima goccia si riversa in me. E quando tutto è finito, mentre ansima per riprendersi, non so frenare l’impulso di scaraventarmi contro la sua bocca e di baciarlo appassionatamente. Distesi per terra, io continuo a baciarlo, mentre lui mi asseconda, menandomi l’uccello.Finché non venni, ricordo. E fu bellissimo. Fu naturale, come se avessi chiavato una femmina. Il mio seme gli scivolò sulla mano e sulla coscia, mentre io salivo al settimo cielo.Quando fui svuotato completamente, mi distesi sulla sua pancia e gli leccai la mano intrisa del mio sperma, raccogliendolo con la lingua giù, fino alla coscia. Restai così, incollato al suo ventre. Finché non si mosse e, ripresosi, disse: “Ciao, Amico!” Si allacciò i pantaloni, fermandoli con la cintura; si scrollò il sacco scrotale che, evidentemente, gli si incollava addosso, e se ne andò senza più guardarmi.Restai solo, a fissare fra i rami il cielo terso che brillava in alto, intarsiato da mille fronde. Mi sentivo svuotato di forze, ma rigenerato nello spirito. Da quel giorno attendo di incontrarlo di nuovo, mentre mi esercito quotidianamente nel mestiere più antico del mondo. Sono una puttana!Chi vuole può contattarmi…
 


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