Alice e Giulia

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Alice e Giulia

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La luce si infilava dolcemente a strisce nella camera da letto tra gli spazi della persiana ancora abbassata, quasi a non voler infastidire. Giulia entrò aprendo delicatamente la porta, mise il vassoio sul comodino e poggiando le ginocchia sul letto si avvicinò ad Alice che stava ancora dormendo e abbassandosi la baciò sulla spalla … poi la ribaciò … questa volta trattenendo le labbra sulla pelle quasi a volerne godere l’odore … Alice si svegliò lentamente da quel sonno che era ancora profondo … “dai dormigliona sono le 10 di una bella domenica” disse Giulia “ti ho portato la colazione” … Alice pian piano si riprese “grazie prendo solo il caffè e poi faccio una doccia” disse accompagnando la frase con un sorriso che a Giulia piaceva molto. Giulia guardò Alice farsi la doccia … la fissava e non le toglieva lo sguardo di dosso neanche per un secondo … “ma che guardi?” disse Alice che comunque non le dispiaceva essere guardata da una donna … “non guardo, ammiro” rispose convinta. In cucina Alice cominciò a darsi da fare ai fornelli aveva promesso che avrebbe cucinato lei, indossava una vestaglietta corta e quasi completamente aperta avanti con il seno abbondante che usciva in buona parte fuori a deliziare chi poteva guardarlo … e Giulia lo guardava. Seduta vicino al tavolo in tuta abbassò il volume della radio e rivolgendosi ad Alice che stava tagliando delle carote voltata di spalle “ricordati che io e te dobbiamo parlare” … Alice si voltò di scatto “ma dai veramente vuoi farlo? … ma mi vergogno” rispose sempre con dolcezza … “me l’hai promesso ieri sera e voglio sapere tutto … anche i particolari” replicò decisa Alice con un tono che non lasciava dubbi. Nel pomeriggio Alice si era rimessa sul bel lettone matrimoniale … nuda … coperta da un lenzuolo bianco … Giulia uscendo dal bagno con solo addosso la parte superiore della tuta entrò in camera e prima di salire sul letto prese il lenzuolo e lo fece volar via lasciando il corpo di Alice completamente nudo … istintivamente lei si copri i seni … “che fai copri la parte più bella?” la rimproverò con un sorriso … lei allargò le braccia e tutta la bellezza del suo corpo si mostrò allo sguardo di Giulia … un corpo sinuoso una pelle bianca… gambe slanciate … petto bello prosperoso ma modellato e perfetto per quel corpo … e poi un viso con un sorriso dolce e occhi che a volte erano tristi ma che trasmettevano un anima candida e una gioia di vita. Giulia si spogliò completamente e si distese sul letto a fianco a lei … cominciò a baciarle quei seni che avevano due rosoni ampi e dei capezzoli che sotto la sua lingua si indurirono in un attimo … la mano scendeva lungo il corpo lentamente e accarezzava prima i peli pubici poi girava intorno alla meta … sempre lentamente … lentamente … Alice cominciava a sospirare di piacere … le dita penetrarono in profondità, nella sua fessura dalla forma perfetta, muovendosi a mulinello … “sei già tutta bagnata” disse Giulia togliendo per un attimo la lingua dal seno destro che stava mordicchiando … “siiii” gridò Alice sospirando … Giulia continuò a stuzzicarle i seni … non resistette … Alice arrivò agitando tutto il corpo eccitato da quella lingua e da quelle dita … Giulia non le dette tregua … adesso era la sua lingua che si agitava nella fessura del piacere ed aveva messo la sua ad altezza viso … due corpi avvinghiati a mo di sessantanove si agitavano sul letto e nessuno dei due mollava l’altro … era uno spettacolo … “sono sfinita” disse alla fine Alice che era arrivata tante volte e sempre gridando, mentre col corpo si distendeva soddisfatta a fianco di Giulia … “se continui a gridare così qui ci cacciano dal palazzo” disse scherzando Giulia che era anche lei soddisfatta soprattutto del fatto di dare piacere ad Alice. Entrambe distese nude con lo sguardo verso il soffitto … Giulia tra una boccata e l’altra della sigaretta … “allora? mi raccomando non voglio bugie” disse seria “mi vergogno” rispose Alice cercando di opporsi. Il rapporto tra le due andava avanti da diversi mesi, Giulia era sempre stata attratta dalle donne mentre per Alice era la prima volta. Giulia aveva capito che le esperienze di Alice l’avevano segnata profondamente e che provava uno schifo verso gli uomini che l’avevano sempre trattata da “usa e getta” mortificandola profondamente, erano colleghe di lavoro e conoscendola pian piano … col tempo… aveva conquistato la sua fiducia riuscendo a farla sentire donna ma soprattutto importante … “Se ne parli non può che farti bene” disse Giulia “forse hai ragione” rispose Alice che accompagnò la frase guardandola negli occhi … i sorrisi si incrociarono e Alice si sentì rassicurata … poi entrambe stese sul letto continuarono a guardare verso il soffitto … era una confessione e se tale doveva essere “meglio” se non ci si guarda direttamente negli occhi. “Chi è stato il primo?” disse dolcemente Giulia, che aveva capito che i problemi con gli uomini di Alice erano nati già dalla “prima volta”, facendo l’ultimo tiro alla sigaretta prima di concentrarsi ad ascoltare …. Alice aspettò un attimo quasi a prendere coraggio … “il primo è stato” … per un attimo si fermò … poi … “ è stato mio zio Luigi … il marito della sorella di mio padre … da quando avevo perso papà che avevo 14 anni era diventato per me il punto di riferimento …. mi confidavo con lui mi chiedeva dei miei problemi … mi chiedeva se avessi il ragazzo, si il ragazzo l’avevo si chiamava Sandro ma non c’era mai stato alcun rapporto sessuale fino a quel momento solo baci e abbracci e anche se a 18 anni mi sentivo pronta il mio ragazzo, ancora immaturo, non capiva che “volevo” provare il sesso … l’aveva capito invece mio zio che un giorno mi portò in una casa che diceva essere di un amico … e li mi prese … io non feci resistenza … la prima volta fu anche gentile sentii dolore ma anche un leggero piacere … lui era esperto … “ la prossima volta sarà bellissimo per te” mi disse … io mi sentii rassicurata … ma la seconda volta il suo atteggiamento cambiò … mi prese con una certa violenza … pretese di arrivarmi in bocca mentre con le mani mi teneva la testa ferma … sputai tutto il suo seme a terra e lui si incavolò … “potevi anche berlo … è buono” disse quasi infastidito … la terza volta violò con forza il mio culetto e vi ci arrivò dentro “non vorrei metterti incinta” disse con un sorriso carico di soddisfazione animalesca … mi sentivo sottomessa ma non ero in grado di reagire … poi andò oltre come il peggiore dei porci … “sai il mio amico che ci presta la casa vorrebbe essere ringraziato in qualche modo ” mi disse un giorno mentre stava aprendo la porta con la chiave per entrare … “che intendi dire zio?” risposi meravigliata senza aver ben capito “dico che ti ha vista e che gli piaci” … entrammo e dentro c’era un signore sui quarant’anni non male fisicamente … anzi carino … mentre mio zio era un cinquantenne con pancia e pochi capelli … si presentò dandomi la mano e dicendomi con una voce profonda “ciao sono Mario … sei molto carina sai” … la situazione doveva sconvolgermi ma quel tipo mi piaceva e sembrava dolce .. non so … dovevo fuggire ma invece in quel momento mi sentii attratta e quasi rassicurata da quell’uomo che mi sembrava non solo dolce ma anche raffinato e forse pensai ingenuamente che avrebbe potuto darmi un poco di delicatezza … sbagliavo clamorosamente … mi fecero spogliare e quando fui completamente nuda mi misero in mezzo alla stanza e mi guardavano con uno sguardo da porci arrapati … poi si spogliarono loro e sempre guardandomi cominciarono a masturbarsi … a quel punto notai la differenza … il coso di Mario era molto più grande di quello dello zio … mi spaventai … lo zio vide il mio stupore a da gran porco … ”non preoccuparti che hai le qualità per prenderti sto toro” e notai che disse la cosa con un tono di chi avrebbe provato piacere nel sentirmi gridare di dolore. Nella stanza eravamo tutti e tre nudi Mario si sedette sul divano e lo zio mi disse brutalmente “inginocchiati e succhiaglielo come si deve” … “ma zio” cercai di oppormi ma lui “dai zoccola ubbidisci” e cosi dicendo mi spinse verso quel pene enorme … avevo paura e non mi opposi … era la prima volta che mi diceva parolacce … lo presi in bocca e cercai di lavorarlo ma non ci riuscivo … Mario allora mi spinse sul letto mi aprì le gambe e mi penetrò con violenza sotto le incitazioni dello zio che si masturbava e gridava “dai più forte … spingi” … mi arrivò dentro con dei colpi che sembravano non finire mai e mi procurarono dolore … aveva il preservativo e quando se lo tolse mi accorsi che era colmo di sperma … sotto questo aspetto era uno stallone da monta … “tocca a me” disse lo zio con aria di chi voleva ancora soddisfazione … lui disteso sul letto ed io inginocchiata che gli succhiavo l’uccello per alcuni minuti lo zio godeva e rallentava il mio “su e giù” con la mano tenendomi la testa “non voglio ancora arrivare” disse guardando Mario ai piedi del letto “sei pronto che lo facciamo insieme?” lui rispose si … “ma adesso senza preservativo … in culo non serve” continuo lo zio con una voce da porco eccitato … mi raggelai ma non ebbi il tempo di muovermi mi tennero ferma e Mario mi penetrò nel didietro dopo averlo lubrificato con la saliva … cercò di mettermelo tutto ma non ci riusciva ed io gridavo lasciando il pene dello zio che si eccitava nel sentirmi gridare … lui cercò di rimettermelo in bocca ma io gridavo di dolore e più gridavo e più Mario mi penetrava e lo zio si eccitava … non capivo niente provavo solo dolore … fu terribile i due porci sembravano aver perso ogni freno inibitorio … all’improvviso lo zio gridò e capii che stava arrivando … mi spruzzò tutto in faccia tenendo con una mano la mia testa e cercando di avvicinarla il più possibile al suo uccello e con l’altra si masturbava indirizzando i suoi schizzi verso il mio viso … mi lasciarono stesa sul letto piena del loro sperma in faccia tra i capelli e sulla schiena … mentre ridevano soddisfatti … stetti male fisicamente e moralmente per settimane e non ti nascondo che pensai anche di farla finita”. Giulia ascoltò tutto senza dire una parola prese una sigaretta dal comodino e nervosamente l’accese “ e poi che hai fatto?” … Alice si asciugò la lacrima che gli scendeva sul viso “ero arrabbiata gli dissi che se ancora mi avesse importunava avrei detto tutto alla zia, lo dissi con tanta di quella rabbia e convinzione che lui capii e si ritirò in buon ordine” . Giulia non si aspettava una cosa così cruda e squallida e portando velocemente la sigaretta alla bocca “che stronzi gli uomini” disse con una rabbia che le veniva dall’immaginare quel che poteva essere Alice a 18 anni, con quel viso dolce trovarsi in mezzo a due animali del genere di cui uno era anche lo zio … “li dovrebbero castrare uomini così”. “Sandro il mio ragazzo capì che qualcosa in me era cambiato e che ero intrattabile, per mesi non gli permisi neanche di baciarmi, lui affrontò per l’ennesima volta l’argomento una sera in auto “ma che hai? continuo a non capire il tuo comportamento ti ho fatto qualcosa?” non risposi poi guardandolo negli occhi gli dissi “voglio fare l’amore” lo facemmo li … “lui si impegno ma ero troppo irrigidita non provai nulla cercai di farlo stare bene, lui fu contento ma dopo pochi giorni lo lasciai”. Sono stata sei anni senza guardare gli uomini, mio zio fu scoperto dalla polizia e arrestato in un giro di prostituzione e di orge organizzate con a volte decine di donne e uomini con fruste manette e robe del genere, fui contenta nel non rivederlo più … mia zia non si è ripresa dalla vergogna e io comunque non gli ho mai detto niente di quello che aveva fatto a me … mia madre invece ha avuto dei sospetti quando e venuta fuori questa storia mi disse “ma lo zio ti ha mai chiesto qualcosa?” … usò il termine “chiesto” … io capi cosa volesse dire e risposi … “no mai mamma”.
 


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