EROTIC SKETCH

EROTIC SKETCH

Il sole delle prime ore del pomeriggio entra dalla portafinestra del suo salotto dandogli un aspetto ancora più giallo, perché è così che è la sua casa, gialla, calda, accogliente e ha il suo sapore in ogni angolo.
E’ sola perché lui lavora fino a tardi ogni sera, e da quando è in maternità ha tutto il tempo da dedicare a se stessa e alla bimba, forse anche troppo, spesso non sa che farsene. O meglio, buona parte del suo tempo ora è dedicato all’essere mamma, all’accudire quella nuova creatura presente nella sua vita, il tempo per se è davvero poco a dire il vero.
Ecco perché se ne sta approfittando di quel momento di relax, in cui se ne sta seduta sul divano mentre la bimba dorme pacifica nella sua cameretta. I suoi pensieri vagano continuamente, pensa a tutti i cambiamenti della sua vita nell’ultimo periodo, a quanto quel nuovo vivere la soddisfi ma la sfinisca allo stesso tempo, ed infine pensa a lui, a come è cambiato il loro rapporto.
L’ultima volta che hanno fatto sesso è stato prima del parto, quindi ben due mesi prima, ma l’avevano considerata una cosa relativamente normale visto il suo stato fisico all’inizio e tutti gli impegni che sono derivati dopo. Quello che cominciava a pesare invece per lei era altro. Era che, non solo non faceva sesso da così tanto tempo, ma non aveva nemmeno più avuto un orgasmo…non aveva nemmeno avuto il pensiero o il tempo di toccarsi, come faceva una volta di tanto in tanto, se era a casa da sola.
C’erano stati dei momenti in cui aveva sentito il clitoride pulsare, richiamando l’attenzione di un tempo, ma l’aveva represso, o per obbligo o per scelta. Tuttavia quel pomeriggio le stava diventando impossibile ignorarlo…alla fine, per quanto l’immagine di ragazza ribelle fosse stata abbandonata, era pur sempre una donna con le sue esigenze, no? E quindi cosa c’era di male nel toccarsi un po’ quando aveva l’occasione di farlo?
Riflette un po’, sa di avere i minuti contati prima che la bimba ricominci a piangere, ma per il momento tutto tace.
Appoggia la schiena al divano e controlla che la finestra accanto abbia la tenda tirata, infine, con un’indifferenza di cui lei stessa di vergogna, infila una mano nei leggings e nelle mutandine. E’ già bagnata e il clitoride totalmente eretto a causa dei pensieri di poco prima, non è completamente depilata perché non ha avuto nemmeno il tempo di fare quello ma non ha importanza, nessuno l’avrebbe vista.
Appoggia due dita sul clitoride e, socchiudendo gli occhi per il piacere, inizia a muoverle disegnando dei piccoli cerchi…Dio quanto le era mancata quella sensazione. E’ così eccitata, così vogliosa e pronta, che senza nemmeno accorgersene sta già muovendo il bacino in cerca dell’orgasmo.
Fermandosi per un momento si abbassa leggings e mutandine fino alle ginocchia scoprendo quella figa perfetta, morbida, meravigliosamente sua, calda ed estremamente bagnata.
Non osa infilare un dito dentro la vagina, ha paura di sentire ancora dolore, si limita ad inserire mezza falange e a massaggiarsi il clitoride, sempre più veloce, sempre più affamata.
Ed ecco le prime ondate di piacere avvicinarsi, i primi accenni di un orgasmo che minaccia di esplodere, gocce di liquido trasparente che le bagnano le dita. Sta per venire.
Decide di rallentare e godersi un po’ di più il momento, si fa violenza da sola bloccando l’orgasmo e gioca con le labbra della sua vagina accarezzandole con un lentezza straziante.
Cosa direbbe lui se arrivasse a casa adesso?
Se la trovasse così, semidistesa sul divano, mentre si tocca ad occhi chiusi e cerca di trattenere i gemiti di piacere?
Si vergogna al pensiero, ma non importa. Deve venire, deve esplodere.
Lasciandosi sfuggire un gemito appena udibile torna a massaggiarsi il clitoride ed è scossa da uno spasmo, ancora pochi secondi e l’orgasmo sarebbe arrivato.
Un rumore inconfondibile dalla cameretta, la bimba ha ricominciato a piangere.
Dovrebbe fermarsi subito, andare da lei e darsi ai suoi doveri di mamma come ha sempre fatto…
“No no…” sussurra fra se con aria disperata e accelera il movimento sul clitoride.
La sua espressione si dispera, la sua bocca si apre, una scintilla le arriva al cervello e mentre il suo corpo viene scosso da spasmi, il bisogno più urgente di tutta la sua vita esplode.
Per non urlare si tappa la bocca con una mano, l’orgasmo così forte da toglierle il fiato e nonostante il tentativo le sfugge un gemito attraverso il palmo della propria mano.
“Ahhhhh”.
Contrazioni dalla vagina all’utero fanno colare i suoi umori sulle dita, ed infine lentamente, molto lentamente, si esauriscono lasciandola completamente senza forze.
Contempla il vuoto per qualche secondo, poi si alza in fretta, si lava le mani e torna ai suoi doveri. Il clitoride finalmente appagato dopo tutta quell’attesa.
Se solo potessi essere io ad appagarla, a soddisfarla, a leccarla fino a non lasciare sprecato niente di tutto ciò che è meravigliosamente ed unicamente suo…

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