'; A letto con mia madre | Racconti erotici

A letto con mia madre

A letto con mia madre

Questo racconto è stato scritto dopo notevole meditazione e soprattutto dopo molti anni dal periodo temporale cui si riferisce. Protagonista mia madre che all’epoca dei fatti aveva circa 40 anni. Siamo negli anni 80 a Palermo, mia madre, che chiamerò Celeste, una donna alta circa 1.65, bel corpo, con capelli molto mossi, castani, occhi verdi, quarta di seno, di professione bancaria. Naturalmente alla fine del racconto alcuni di voi rilasceranno dei commenti, commenti da me attesi e ben accetti ed è chiaro che magari qualcuno esprimerà dei giudizi sulla morale di mia madre poco puliti! Quello che chiedo è di esprimersi nella massima libertà, anche in modo volgare se pensate che se lo merita, anche se dovessero essere molto poco lusinghieri nei confronti di mia madre! anche commenti pesantissimi e molto offensivi su di lei. Mi attendo un bel po’ di commenti………..

Imposterò il racconto, in parte, per una migliore narrazione degli eventi, sotto forma di dialogo. Chiaramente molte frasi non saranno esattamente uguali a quando furono pronunciate, anche perchè, dopo molti anni, le esatte parole vengono dimenticate, ma il succo sarà narrato per intero.

Il primo episodio si riferisce ad una cena di lavoro, in occasione della promoziona del nuovo Direttore di sede della banca dove lavorava mia madre, che chiamerò dott. Corona, un uomo sulla sessantina, un po’ grasso e stempiato, simpatico ed eclettico.
Per l’occasione mia madre portò anche me alla cena; io avevo allora circa vent’anni .
Lei teneva molto a fare bella figura col nuovo Direttore, anche perchè anche lei era in odore di promozione e chiaramente voleva farsi notare. Si era preparata bene, curando i particolari per apparire bella: un vestito tipo da sera corto, senza spalline e con manica lunga, tutto nero, calze velate con reggicalze, scarpe con tacco 12; prestò molta attenzione anche nella scelta dei gioielli, indossando una parure di perle che comprendeva una collana con un doppio filo di perle coltivate, un anello con perla e brillante, un bracciale con tre file di perle e per finire orecchini di perle e brillanti del matrimonio.
A cena sentivo gli occhi degli uomini presenti nella sala sopra di lei, molti le sorridevano, qualcuno ammiccavano e molti sicuramente scambiavano commenti tra di loro; sicuramente tutti i maschi presenti l’avrebbero voluta qualche ora a disposizione!

Direttore: scusate ma stasera la signora Celeste la voglio accanto, tutta per me, capito?

Mia madre: Direttore ogni suo desiderio per me è un ordine………..

Lui era molto gentile e galante, le versava da bere, le chiedeva se era tutto a posto, le accendeva qualche sigaretta (mia madre fumava Muratti), etc.

Ricordo che mentre andavo in bagno sentii uno dei camerieri che diceva all’altro: minchia l’hai visto che pezzo di sticchio al tavolo dei bancari? questa fa pompini con ingoio……”

Collega: Direttore lo sa che Celeste il mese prossimo fa gli esami per passare funzionario?

Mia madre: dai Ciccetto, smettila, al Direttore queste cose non interessano!

Direttore: Celeste, posso darti di tu vero?

Mia madre: certo Direttore, ci mancherebbe, Lei mi può dare di tu quando vuole……

Direttore: Celeste domani passa dal mio ufficio che ne parliamo; a che vieni dovresti farmi una cortesia, dovresti passare in lavanderia a ritirare alcuni capi a mio nome ……..

Mia madre: certo Direttore, ci mancherebbe, le ripeto ogni suo desiderio è un ordine……

La cena si svolse normalmente con mia madre sempre vicina al Direttore che più volte, durante la serata, le mise le mani sulla spalla, ai fianchi, le fece qualche carezza, le prese la mano, etc. Si concluse verso le 23 e poi io tornai a casa con mia madre.

Il secondo episodio si riferisce ad una sera circa un mese dopo; mia madre era uscita per una cena di lavoro con i colleghi. Verso le 23.30 stavo passeggiando il cane e mi trovavo dopo il portone di casa, dietro una piccola siepe di oleandri, quando vidi una macchina di grossa cilindrata che passava dal portone e si fermava più avanti all’altezza mia. Vidi chiaramente il Direttore alla guida e mia madre al lato. Si fermano, accendono una sigaretta e parlano cordialmente: si vede che mia madre ride alle sue battute. Ad un certo punto il Direttore spegne la sigaretta e si volta verso di lei. Le accarezza i capelli mormorandole qualcosa, poi la prende per la nuca e l’avvicina a se; mia madre si gira di lato istintivamente per scansarsi, lui mormora ancora qualcosa, le sorride, le rigira la testa e la poggia sul poggiatesta del sedile; le poggia le labbra sulle sue. In quel momento mia madre avrà sentito forte il suo alito e lui quello di lei. Parte un bacio, lungo, sensuale: mia madre con occhi chiusi e la nuca appoggiata al sedile, la bocca ben larga ed il direttore che le gira la lingua in bocca. Immaginai subito le loro lingue grondanti di saliva che lottavano in modo irrefrenabile, attorcigliandosi vicendevolmente dentro le bocche; mia madre che aveva allargate le labbra ed aperta completamente la bocca, adesso aveva ricevuto dentro la calda ed umida lingua del Direttore, lasciando che le pennellasse con cura tutta la superficie umida del cavo orale e del palato; durante il bacio in bocca sicuramente il Direttore leccava e succhiava con avidità e decisione e ritmicamente immetteva abbondante saliva calda e vischiosa dentro la bocca di lei costringendola ad assaporarla, per poi ingoiarla avidamente. Sicuramente a mia madre piaceva la sua saliva, si vedeva che la gustava prima di ingoiarla. Terminato il linguettone, si staccano. Lui ci prova ancora, ma lei si svincola, si vede chiaramente che lo saluta cordialmente ed esce dalla macchina con un mazzo di rose rosse. La macchina riparte, mia madre gira l’angolo e getta le rose nel cassonetto, quindi sale a casa. Chiaramente ero eccitato da una parte, arrabbiato dall’altra. Quella sera la spiai dal buco della serratura del bagno, non era la prima volta. Si spogliò rimanendo nuda, ricoperta solo da gioielli; guardai ed ammirai il suo seno grosso, sodo con due areole scure ed ampie, la vulva boscosa. Si strucco e fece una doccia. Si mise del profumo, evidentemente si stava preparando per andare a letto con mio padre. Andai a letto e mi masturbai pensandola col direttore. Pensai che probabilmente avevano una relazione…….
Il terzo episodio accadde la domenica successiva, in occasione di un week and al mare. Io andai a letto verso le 10. Mio padre si coricò verso le 23 e subito dopo arrivò mia madre; erano stati a ballare da amici. Mia madre ricordo si spogliò dandomi le spalle e dando il davanti verso il letto grande. Mio padre l’accolse sotto le lenzuola. Fecero l’amore ed io ascoltai il loro mugugnare sotto le lenzuola.
Un paio di settimane dopo ci fu un’altra cena di lavoro questa volta in grande, al “Circolo del Mare” a Palermo. C’era anche un mio compagno di scuola la cui madre era collega della mia . Dopo cena il ed il mio compagno ci allontanammo per fumare di nascosto. Ad un tratto vedemmo mia madre ed il Direttore che si appartavano nella zona delle cabine: restammo immobili ed in silenzio.

Compagno: ma quella non è tua madre?

Io: si è lei, ma dove stanno andando?

Compagno: ma chi è quello che la tiene per mano?

Io: no, è il suo Direttore, sono amici, nulla di quello che pensi!

La notte era fresca anche se un po’ umida. Lui la teneva per mano, poi le cinse i fianchi e le parlava a bassa voce; lei era vestita più o meno come la volta precedente, stessi gioielli. Ad un tratto Il Direttore con uno scatto fulmineo tentò di baciarla, ma lei con uno spostamento altrettanto rapido lo evitò! Ci provò ancora e poi ancora senza darle tregua. Si vedeva chiaramente che mia madre era pervasa da un enorme imbarazzo; il Direttore la fece appoggiare alla parete di una cabina e si accostò a lei ed iniziò a strofinarle le labbra sul collo; lei restò come paralizzata sentendo verosimilmente il sangue fermarsi nelle vene! lui continuò a coprirle il collo di delicati baci, poi di leggeri succhiamenti e poi infine iniziò a leccarlo; giunto all’orecchio incominciò a baciarlo ed a leccarlo, quindi la prese per la nuca e con notevole tenacia, ma senza alcuna vera costrizione, le girò la testa indietro poggiandole le labbra contro le sue ed iniziando a leccarle con delicatezza; si vedeva che mia madre era dibattuta: da una parte vi era il preciso intento di rimanere fedele al marito, ma dall’altro c’era un crescente desiderio di cedere, sicuramente rinforzato dallo stato di ebbrezza e dal pensiero del passaggio a funzionario. Il Direttore da esperto seduttore e puttaniere, abituato a sedurre mogli infedeli, capace di fiutare a mille miglia una donna disponibile a darsi per ottenere agevolazioni sul lavoro, sapendo quanto mia madre tenesse alla promozione, consapevole che il cedimento era ormai prossimo, spinse la sua lingua tra le sue labbra; lei sentii il suo alito desiderabile ed il calore del suo corpo; aprii leggermente la bocca dimostrando un minimo segno di cedimento alla tentazione. Il Direttore capendo che stava cedendo alla voglia, forzò ancora e raggiunse con la lingua i suoi denti e le gengive; mia madre sentì la sua lingua calda ed umida che sapeva di tabacco; subito dopo ogni resistenza venne meno e cedette ancora una volta, allargò le labbra, aprendo completamente la bocca; subito da lingua del Direttore si infilò dentro la sua bocca. Iniziarono a limonare come pazzi; aveva ceduto ancora una volta al Direttore! adesso lui la stava abbracciando e baciando in bocca in modo voluttuoso.

Compagno: minchia ma che stanno facendo?

Io: ma dai un bacio tra amici ci può stare!

Mia madre che ormai ci stavo completamente, si abbandonò a lui, il suo nuovo uomo; teneva la testa tutta indietro, aveva gli occhi chiusi e le guance bollenti e sudate; ora le loro bocche erano al massimo dell’apertura e le labbra erano perfettamente adese le une alle altre; subito dopo le loro lingue grondanti di saliva e completamente fuori dalle bocche lottavano in modo irrefrenabile, attorcigliandosi vicendevolmente; ora allargate le labbra ed aperta completamente la bocca, mia madre riceveva la calda ed umida lingua dell’uomo, sempre più in fondo. Si vedeva bene che a mia madre piaceva la sua saliva, la gustava a fondo prima di ingoiarla. Dopo una decina di minuti che pomiciavamo avidamente il Direttore si mise dietro di lei quindi da tergo continuando a baciarla avidamente alla francese, iniziò anche ad accarezzarle i seni causando l’inevitabile erezione dei capezzoli, ora ben evidenti attraverso la seta della camicetta; lei lo lasciò lavorare ormai indirizzata al tradimento; non trovando praticamente alcuna resistenza, si avventurò a sbottonarle la camicetta ed infine gliela la tolse; il Direttore sempre da tergo iniziò ad accarezzarle con entrambe le mani il reggiseno bianco facendosi strada tra le collane, poi le girò la testa verso di lui e la baciò avidamente e lungamente con la lingua; mia madre acconsentì, anzi, collaborò con dedizione, concedendogli a sua volta la sua lingua e la bocca! il Direttore allora dopo averle fatto mettere le mani dietro la nuca, con un colpo secco le sfibbio il reggiseno che cadde giù; si mise di fronte a lei ed ammirò le sue mammelle sode centrate da ampissime e rugose areole, nerissime, dalle quali si ergevano due grossi e lunghi capezzoli tesi come chiodi!

Compagno: minchia che minne che ha tua madre! mamma come gliele succhierei, sei fortunato!

Io: dai smettila e stai zitto che ci sentono!

Il Direttore iniziò ad accarezzarle ed a palpare a fondo le sue mammelle, strizzando a tratti i capezzoli fino a farla sobbalzare dal dolore.

Direttore: madonna che vacca che sei Celeste; dimmi che sei la mia troia e che sei una grande zoccola e puttana!

Mia madre: si, è vero sono una gran troia, la tua troia”.

Direttore: fammi succhiare le tette e mentre lo faccio pensa a tuo marito; chissa quanti maschi le hanno ciucciate!

Si avvicinò al suo petto e uscita la lingua iniziò a leccarle ed a succhiarle le tette con avidità indescrivibile, tenendo con la mano da parte le perle: una per volta leccava tutta la cute della mammella, soffermandosi sull’areola dove passava la lingua descrivendo cerchi concentrici, quindi si dedicava al capezzolo che prima leccava con passaggi ritmici e rapidi e poi, introdottolo in bocca, succhiava; infine tentava di introdursi tutta la mammella in bocca per poi ciucciarla. Continuò a baciarla ed ad abbracciarla con le sue mani da maschio fino a quando spinse la sua mano destra sulle sue striminzite mutandine; iniziò a sfregarle le dita sulla vulva attraverso le mutandine che rapidamente si bagnarono; infilò quindi la mano dentro; che sensazione arrapante doveva provare, emanò un sussulto di piacere; il Direttore iniziò quindi ad accarezzare la peluria della sua vulva, mentre continuavamo a pomiciare, quindi divaricate le grandi labbra iniziò a gingillarle il clitoride; mia madre iniziò a contorcersi…. evidentemente erano iniziate evidenti fitte di piacere miste ad una voglia crescente…. potete immaginare di cosa! Poco dopo le tolse le mutandine e rimase completamente nuda davanti a lui! nuda, ricoperta solo da gioielli. La portò su una sdraio là vicino e la fece distendere quindi le divaricò le cosce mettendo allo scoperto la sua vulva boscosa! Ricominciò a baciarla in bocca con la lingua per poi dedicarsi con esperienza e tenacia al seno.

Direttore; adesso voglio leccarti lo sticchio!

Mia madre: dai non farmi più aspettare, non resisto, accomodati! adesso sono la tua donna…… voglio sentire la tua calda lingua tra i miei genitali……..dai leccamela, leccami la fica, fammi sentire troia……….

Avvicinò allora la sua bocca e tenendo ben divaricate le grandi labbra, iniziò a leccarle la vulva; vedevo la sua calda lingua nella vulva di mia madre e la sua testa tra le sue cosce divaricate; lei iniziò chiaramente a provare un piacere indescrivibile, accompagnato da un inevitabile ansimare; si ansimava come una cagna in calore! Lui le leccava e succhiava le piccole labbra in modo avido, per poi passare a leccarle abilmente e velocemente il clitoride che diventò turgido e grosso; la vulva si riempì di colata che lui si premurò di assaporare ed ingoiare.

Io ed il mio compagno eravamo come paralizzati ma nello stesso tempo costretti ad assistere nel buio e nel silenzio. Iniziammo ad eccitarci e senza molti scrupoli a segarci.

Compagno: minchia che troia tua madre……. la prima zoccola del quartiere! ma vedi come sta godendo, sembra una prostituta! Minchia come glielo leccherei lo sticchio!

Io: a chi lo dici……..

Mia madre: madonna, come lecchi la fica tu non me l’ha mai leccata nessuno……. si ancora, continua, madonna che bello! ho voglia di cazzo…….., continua… leccamela ancora in questo modo meraviglioso….

A questo punto mia madre inizio ad accarezzargli il torace, quindi gli sbottonò e gli tolse la camicia mettendogli a nudo il torace; riprese ad accarezzarlo………

Mia madre: sei bravo, continua così…….. ti desidero, ti voglio……….

Mia madre iniziò a baciargli il torace ed a leccarglielo con la lingua tutta di fuori; poi gli succhiò i capezzoli, mentre con la mano iniziò a palpargli i genitali attraverso il pantalone che subito sbottonò e fece scivolare giù. Attraverso le mutande si intravedeva un arnese di notevoli dimensioni…..

Mia madre: mamma che uomo che sei, è enorme, questa è una proboscide…….ma a cosa ero abituata?

Mia madre gli abbassò le mutande ed estrasse un enorme pene in erezione: una verga lunga circa venticinque centimetri dura e venosa, sormontata da un grosso glande lucido e violaceo; sotto uno scroto enorme e pelosissimo. Il Direttore allora la prese per la nuca e l’avvicinò a se e mia madre si trovò così a tu per tu con quell’enorme fallo incredibilmente turgido e paonazzo!

Il Direttore: allora vuoi il mio cazzo! prendilo, è a tua disposizione, pezzo di cagna e troia che non sei altro…….. fammi vedere che sai fare, dai fai la pulla, adultera di merda……..

Mia madre sorrise da vera zoccola, quindi lo afferrò e cominciò ad accarezzarlo: teneva quel bastone tra le mani ammirando quel grosso glande lucido e violaceo, caldo e pulsante, rigonfio di sangue; ne sentì il calore e l’odore intenso ed aromatico; se lo passo sul viso, tra i capelli e sulle orecchie; lo odorò ripetutamente quindi lo avvicinò alla bocca vogliosa e lo coprì con piccoli e teneri baci; subito dopo uscita la sua calda lingua, cominciò a fare il suo dovere: iniziò a leccargli il glande ripulendolo dal sottile strato di smegma che lo ricopriva e dal secreto prodotto a causa dell’eccitamento che gli fuoriusciva copioso dal meato uretrale, quindi passò la lingua ripetutamente e velocemente sul frenulo, poi lungo il solco balano-prepuziale e sul meato uretrale; poi leccò con la lingua tutta in fuori l’asta, per tutta la lunghezza, dal basso all’alto e poi di nuovo in basso lungo tutta la superficie e poi ancora più in giù fino a succhiargli i testicoli; sembrava una vera professionista del sesso orale! Ad un tratto Il Direttore il cui respiro era ormai un ansimare inquietante, le afferrò la testa e le poggiò il suo arnese sulla bocca!

Direttore: dai, adesso succhialo…….. devi prenderlo tutto in bocca……

Quindi prese nuovamente mia madre per la nuca e le poggio praticamente il membro sulla bocca e lei, senza più alcun ritegno, allargate le labbra, lo accolse in bocca preparandosi a praticargli un pompino; l’uomo allora iniziò a muoverle la testa avanti e dietro in modo ritmico, prima lentamente e poi sempre più velocemente, stantuffandola a dovere; vedevo quell’enorme mazza di carne scomparire nella bocca di mia madre e ricomparire immediatamente dopo, secondo un ritmo frenetico; sentivo il rumore della suzione che diventava un frastuono da conato di vomito quando il glande le passava tra le tonsille, schiacciandole l’ugola contro il velopendulo; mia madre mentre praticava il bocchino teneva gli occhi chiusi, mentre le sue mani tenevano le cosce dell’uomo

Direttore: dai così, continua a succhiarmelo che mi piace…….. sei brava a tirare pompini, si vede che ne hai ciucciato di cazzi!

Compagno: minchia che pompinara………… è proprio una troia tua madre!

Io: cerca di essere più rispettoso!

Compagno: ma che rispettoso, non vedi come succhia! adesso tu mi dovrai fare i favori, altrimenti a tutti lo racconto………. mamma mia come succhia……….

Improvvisamente il Direttore, mentre mia madre gli tirava il pompino, fermò la testa di mia madre, la fece distendere nuovamente sulla sdraio, le prese le gambe e se le mise sopra le spalle, quindi le poggiò il cannolo sull’ostio vaginale e fece pressione.
Mia madre emanò subito un si dai toni particolari ed il Direttore, una volta che il pene facilmente era entrato tutto dentro la sua vagina, iniziò a muovere il bacino, dando inizio alla monta.
Non credevo ai miei occhi……mia madre veniva chiavata da un estraneo……….
Il Direttore muoveva il bacino tra le cosce di mia madre ritmicamente ed a ogni colpo di reni, il fallo dell’uomo le penetrava a fondo dentro la vagina ormai dilatata, fino a sbattere contro l’utero e la forza trasmessa da ogni colpo di reni si trasmetteva al corpo di lei che sobbalzava in dietro secondo un ritmo sicuramente non lento, neanche veloce, ma certamente armonico e costante; ogni colpo di reni mia madre sobbalzava in dietro, le sue mammelle sobbalzavano anch’esse e anche i gioielli sobbalzavano indietro in un gioco ritmico e simmetrico! Con le mani l’uomo le accarezzava tutto il corpo soffermandosi a palparle le tette; un paio di volte le diede un paio di schiaffi sulla faccia, non violenti, anche se fastidiosi a vedersi…….

Mia madre: ah che bello, dai fottimi, fottimi, sono la tua troia, la tua cagna in calore, la tua pulla…… baciami dai, baciami con la lingua, ne ho voglia……… ah così ancora, si dai chiavami, sfondami l’utero, dai.

L’uomo si fermò, estrasse il pene e ricominciò a baciarla con la lingua, poi la mise alla pecorina, la sculacciò energicamente per un po’.

Mia madre: no, nel culo no!

Il Direttore: sei vergine di culo? tranquilla per questa volta ti risparmio……

Si limitò a leccarle l’ano per pochi secondi, per poi dare una ripassata con la lingua alla vulva; appena finì di lavorare di lingua, subito la penetrò da tergo riprendendo a montarla.

Mia madre completamente sconvolta e fuori di se, iniziò a godere come una vacca. Era strano vederla alla pecorina con un straneo che la penetrava da dietro, montandola energicamente…

Mia madre: ah si mi piace alla pecorina, dai fottimi, fammi sentire troia…….perchè non ti ho incontrato prima? dai più veloce, fottimi come dio comanda, dai……….

Aveva la faccia congesta e sudata e gli occhi simili a quelli di una tossica; a tratti si mordeva le labbra come per trattenere i lamenti, a tratti posseduta dal desiderio usciva la lingua succosa e grondante di saliva e si leccava le labbra simulando alla perfezione un’attrice hard all’azione; a tratti inarcava il collo all’indietro ed aperta completamente la bocca emanava caldi e ovattati
sospiri di piacere!
Ad ogni colpo di bacino del Direttore, vedevo una vibrazione superficiale delle mammelle, i capelli anch’essi si muovevano, ma soprattutto le perle sul petto si muovevano avanti e indietro come un matto. Con le mani il Direttore le accarezzava tutto il corpo soffermandosi a palparle energicamente le tette; un paio di volte insalivate le mani con la propria saliva, le passava sulle tette spalmandole a dovere!

Il Direttore: vedo che stai godendo puttana che sei! sei una troia da quattro soldi! voglio sentire che grugnisci come una scrofa mentre godi. Cerca di venirtene presto puttana………..

Di tanto in tanto mia madre ormai completamente fuori di se girava la testa verso l’uomo ed uscita la lingua dalla bocca, si leccava le labbra trasmettendogli il desiderio di avere la sua lingua e lui gliela concedeva ben volentieri, limonandola come dio comanda. Dopo qualche minuto mia madre inarcò al massimo delle possibilità la schiena all’indietro, contrasse tutti i muscoli del suo corpo ed aperta la bocca vogliosa assunse l’espressione da orgasmo e venne, emettendo un urlo di godimento lunghissimo e totalmente disinibito!

Il Direttore ancora non veniva e continuava a montarla.

Mia madre: voglio che te ne vieni, dai, vienimi dentro, trattami da puttana………

Subito dopo anche l’uomo raggiunse l’orgasmo, emanò un grugnito da cinghiale e le venne
dentro, allagandole la vagina di sperma.

Direttore: vengo, vengo, ti sto riempiendo brutta zoccola………..

Subito dopo la copula si staccarono a si distesero supini sulle sdraio uno accanto all’altro; mia madre sudata prese una Muratti dalla borsa e l’accese; vidi che dalla sua fessura usciva un rivolo di sperma…..

Il Direttore: scusa per le parolacce, ma sai, era la foga del momento…… senti, hai goduto, vero? O simulavi per farmi contento?

Mia madre: si certo che ho goduto! non hai sentito che sono venuta…….. è stato bello, sei stato meraviglioso ed instancabile; mi sento come se mi fosse passato un TIR addosso……

A quel punto partì un bacio alla francese, breve, ma intenso…….

Il Direttore: senti parlami un po’ di te, ti va?

Mia madre: volentieri, cosa vuoi sapere, chiedi pure ogni cosa, con te non voglio avere alcun segreto, domanda ed io obbedisco…………

Il Direttore: volevo sapere della tua vita sentimentale.

Mia madre: il mio primo amore fu all’età di ventidue anni, un uomo più grande, quarantacinquenne, peraltro sposato, un collega di banca…… Ci conoscemmo d’estate e fu subito passione.

Il Direttore: con lui hai perso la verginità? con uno sposato?

Mia madre: si con lui, strano lo so; siamo stati insieme per tre mesi; lui era di Firenze, ma trovavamo il modo di vederci….. poi si stancò di me e mi tradì con un’altra. L’anno dopo conobbi il mio attuale marito al quale raccontai che non ero vergine; ci restò male.

Io ascoltavo allibito ed incredulo a quelle parole……….

Compagno: quindi si fece rompere da un altro! minchia che zoccola!

Io: e basta, cerca di essere moderno……….

Il Direttore: ma hai avuto altri maschi?

Mia madre: ho preso tre anni fa una sbandata per il mio personal trainer, ma l’abbiamo fatto solo una volta!

Ero senza parole………..

A questo punto il Direttore si mise di fianco ed inizio a guardare mia madre mentre con la mano le accarezzava dolcemente i capelli, poi con il dito indice le sfiorò delicatamente le labbra; si avvicinò e riprese a baciarla in bocca, prima delicatamente, poi in modo voluttuoso, con la lingua.

Direttore: Celeste sei bellissima, tutti gli uomini ti desiderano, in ufficio girano voci e commenti su di te……… tutti vorrebbero portarti a letto…….

Mia madre: tesoro che fai? hai ancora voglia? ma sei insaziabile….

Il Direttore: si, mi è venuta voglia di chiavarti ancora.

Il Direttore iniziò nuovamente ad accarezzarla ed a palparle il seno.

Direttore: queste tette mi fanno impazzire, sono belle grandi e sode e queste areole belle scure e rugose e questi capezzoli che a succhiarli sono più dolci della frutta più dolce…….

Mia madre: grazie sei fantastico! ma adesso baciami ancora, ne ho voglia.

Iniziarono a pomiciare avidamente come due adolescenti, con la lingua, mentre io iniziai a masturbarmi ancora ed anche il mio compagno! Mia madre, anche lei vogliosa, prese in mano il suo bastone nuovamente duro come una barra d’acciaio e lo avvicinò alla bocca ed uscita la lingua, cominciò a leccarglielo; leccava il glande ripetutamente e velocemente, per poi passare la lingua tutta in fuori lungo tutta l’asta per tutta la lunghezza dal basso all’alto; il Direttore, il cui respiro era ormai un ansimare crescente, le afferrò la testa e le poggiò il suo arnese sulla bocca…….

Il Direttore: dai succhiamelo ancora!

Lei pienamente concorde, allargate le labbra, lo accolse in bocca. Il Direttore quindi iniziò a muoverle nuovamente la testa in modo ritmico, prima lentamente e poi sempre più velocemente, stantuffandola come si deve.

Il Direttore: dai girati, mettiti alla pecorina, che ti voglio fottere di nuovo da tergo!

Quindi le infilò il pene nella vagina da tergo ed iniziò a chiavarla, mentre con le mai le palpava le tette; mentre procedeva la monta, mia madre iniziò nuovamente a godere, agitandosi ed ansimando come una cagna in calore.
Il Direttore, preso dall’eccitazione iniziò a rivolgerle nuovamente vari epiteti poco edificanti, ma che comunque a letto possono starci…

Il Direttore: dai godi sporca troia e mentre ti chiavo pensa che al posto mio ci sia un negro; vedi come ti sto fottendo pezzo di puttana in calore, lo sai che sei una grande troia, una merda di donna; lo sanno tutti che prima di me altri ti hanno adoperato, pratichi rapporti orali; pensa ai tuoi ex, immagina di essere violentata da un paio di nordafricani….; fai la preziosa vero? ma a me sono bastate due ore per portarti a letto! vorrei vederti mentre vieni fottuta da Ciccetto!

Mia madre: ah si come godo, uhhhsssss che bello, dai montami come si fa con una vacca………spaccami la fica, amore, voglio che te ne vieni, dai, vienimi dentro, ne ho voglia”. Si Ciccetto se tu me lo ordini mi faccio sbattere anche da lui……… ah si ancora, sto godendo……..
fottimi come si deve, dai lo voglio sentire dentro il ventre il tuo cazzone, dai fottimi come sai fare…. si così, dai ancora……. più veloce…… dio come godo…….mi sento una troia in calore………..

Compagno: minchia che troia! hai visto come si agita? gode come una cagna! Che zoccola tua madre!

Io: ancora, cerca di essere educato!

Compagno: educato con chi con questa troia? ma dai……….

Vedevo il Direttore che la chiavava a quella velocità impressionante e lei che, conseguentemente, si muoveva come una lavatrice durante la centrifuga. Dopo circa cinque minuti, da quando avevano iniziato a chiavare, mia madre raggiunse l’orgasmo e venne cercando di trattenere le urla……..

Mia madre: siiiii godo, godo, ancora………. vienimi dentro, voglio il tuo sperma dentro di me, dentro la vagina di questa tua troia……………dai mi piace quando mi sborri dentro e sento il tuo liquido caldo che mi inonda……….su, voglio che te ne vieni………

Il Direttore però aveva in mente qualcosa di diverso….

Il Direttore: brutta cagna appena estraggo il cazzo mettiti subito in ginocchio ed apri la tua lurida bocca da pompinara……….

E così avvenne……..

Il Direttore estrasse il suo membro, mia madre con una mossa fulmine passò dalla posizione alla pecorina, alla posizione in ginocchio, restando nuda davanti a lui, con la bocca aperta……… lui le mise il grosso cazzo davanti alla bocca aperta ed iniziò a segarsi……… Mia madre visto che tardava a venire, cercò di eccitarlo con le parole, per aiutarlo a venire presto……….

Mia madre: dai sborrami in bocca, la tua troia è pronta, voglio sentire che sapore ha la tua sborra……… dai voglio che te ne vieni, dai aspergimi, vienimi addosso……

Mia madre continuava a tenere la bocca aperta con la lingua in fuori; lui continuò a masturbarsi con il pene a pochi centimetri dalla sua bocca.

Il Direttore: dai apri la bocca al massimo……… la lingua, escila tutta fuori, così, siiii………….

Mia madre obbedì ed il Direttore, dopo qualche secondo, raggiunse l’orgasmo ed esplose con un grugnito di piacere venendo copiosamente sulla lingua di mia madre, che in pochi istanti si ricopri di eiaculato caldo ed aromatico….. Mia madre evidentemente non amava il sapore dello sperma, si intuiva dalla sua faccia e soprattutto disgustava il doverlo ingoiare, ma per questa volta, per dimostrare che ara completamente sottomessa a lui, si impose di dare totale ubbidienza al suo uomo.

Il Direttore: assaporalo bene sporca troia e pompinara e poi ingoia tutto; così bene, hai la bocca tutta piana di sborra…….così ingoia tutto, bene così si fa, sei brava………

Mia madre chiuse gli occhi concentrandosi per non vomitare, chiuse la bocca ed ingoiò il suo sperma tutto d’un fiato, come fosse una medicina amara.
Si staccarono a si distesero nuovamente supini sulle sdraio uno accanto all’altro. Il Direttore passo a mia madre qualche fazzolettino di carta, avendo visto che colava ancora sperma dalla vagina; mia madre si asciugò la vulva, quindi prese un’altra sigaretta dalla borsa e l’accese…

Mia madre: mamma mia che nottata, sono esausta, ma felice; erano anni che non venivo sbattuta così! senti, perchè non ci frequentiamo, ti va?

Il Direttore: mi piacerebbe, ma con tuo marito come la mettiamo.

Mia madre: naturalmente lui non deve sapere nulla di noi, geloso com’è quello ci ammazza tutti e due……. credimi non deve sapere nessuno.

Il Direttore: ok per me ok, allora da questo momento posso considerarti la mia amante?

Mia madre: certo tesoro..

Detto questo partì un linguettone, poi un secondo, un terzo ed un quarto. A quel punto erano circa le 24, si rivestirono non prima di essere andati in bagno dietro le capanne a vuotare le vesciche e tornarono con gli altri.

Mio padre: ma dove eri finita? ma poi con quello? Da soli vi siete allontanati!

Mia madre: eravamo a fare una passeggiata, mi ha dovuto spiegare nei dettagli per il passaggio di ruolo………. che vuoi, non solo è stato disponibile……..

Detto questo si getto nella mischia a ballare come una matta! Tornammo tutti a casa verso le due di notte!

L’esperienza di quella sera, in occasione della cena al “Circolo del Mare”, a Palermo, era stato sicuramente un momento traumatico della mia vita! Vedere la propria madre che fa l’amore con il proprio Direttore, non è certamente una scena rilassante, anche se già, precedentemente, c’era stato l’episodio del bacio in bocca tra mia madre ed il Direttore, che io avevo visto, mentre passeggiavo il cane. In più, quella sera al circolo, era presente anche il mio compagno Giulio, che aveva visto tutto e che adesso sapeva.
Passarono alcuni mesi da quegli eventi e ricordo perfettamente che ero caduto in uno strato di prostrazione senza precedenti: intanto perchè mi tornavano in mente le scene più compromettenti viste quella sera ed in particolare la scena in cui mia madre in ginocchio, nuda davanti a lui, con la bocca aperta in attesa che il Direttore le eiaculasse in bocca……… e subito dopo il Direttore che, raggiunto l’orgasmo, esplose venendo copiosamente sulla lingua di mia madre, che in pochi istanti si ricopri di sperma…..
Mia madre che pur non amando il sapore dello sperma, come ben si intuiva dall’espressione del suo viso, dovette ingoiarlo per dimostrare che era completamente sottomessa a lui!

Oltre alle scene, vi erano le frasi si, quelle maledette frasi che non ti aspetti di sentirle pronunciate da tua madre: da tua madre ti aspetti di sentire sempre frasi del tipo “come va tesoro, a scuola come è andata oggi, hai fame, etc.”; no, non quelle frasi mi tornavano in mante, ma altre, frasi volgari, pronunziate da mia madre durante il godimento; me le ricordo bene le frasi e l’espressione di mia madre mentre le pronunziava: “ah che bello, dai fottimi, fottimi, sono la tua troia, la tua cagna in calore, la tua pulla……………, baciami dai, baciami con la lingua, ne ho voglia……………., ah così ancora, si dai chiavami, sfondami l’utero dai……………, ah si mi piace alla pecorina, dai fottimi, fammi sentire troia……., perchè non ti ho incontrato prima?…………, dai più veloce, fottimi come dio comanda, dai………., ah si come godo, uhhhsssss che bello, dai montami come si fa con una vacca, spaccami la fica………….., amore voglio che te ne vieni, dai, vienimi dentro, ne ho voglia……………, fottimi come si deve, dai lo voglio sentire dentro il ventre il tuo cazzone, dai fottimi come sai fare, si così, dai ancora, più veloce, dio come godo………., mi sento una troia in calore……….., siiiii godo, godo, ancora………, voglio che te ne vieni, dai, vienimi dentro, trattami da puttana, vienimi dentro, voglio il tuo sperma dentro di me, dentro la vagina di questa tua troia……………, dai mi piace quando mi sborri dentro e sento il tuo liquido caldo che mi inonda………., su, voglio che te ne vieni, dai sborrami in bocca, la tua troia è pronta, voglio sentire che sapore ha la tua sborra……… dai voglio che te ne vieni, dai vienimi addosso…… si certo che ho goduto! non hai sentito che sono venuta…….. è stato bello”.

E poi le frasi volgari rivolte a mia madre da quell’estraneo, da quel porco, cazzo come si era permesso, che diritto aveva avuto, frasi del tipo: “vedo che stai godendo, puttana che sei!…………, sei una troia da quattro soldi!…………., voglio sentire che grugnisci come una scrofa mentre godi………….., cerca di venirtene presto, puttana……….., vengo, vengo, ti sto riempiendo, brutta zoccola……….., brutta cagna, apri la tua lurida bocca da pompinara, apri la bocca al massimo……… la lingua, escila tutta fuori, così, siiii………….”.

E poi c’erano i pensieri che mi tormentavamo: se una donna sposata tradisce il marito è una puttana; mia madre aveva tradito il marito; quindi mia madre era una puttana! Si, mia madre era una puttana! questo mi torturava la mente. Perchè proprio io? perche era successo? non trovai risposte.
Per fortuna non mi trovai più in situazioni imbarazzanti e per un po’ iniziai a sperare che forse era stato solo un episodio isolato: E no, un pensiero, violentemente, mi penetrava di tanto in tanto il cervello, un pensiero brutto, entrava dentro la mia mente senza essere stato invitato, si, il pensiero mi diceva che c’era dell’altro, c’era che mia madre era giunta al matrimonio non vergine, quindi il suo imene era stato perforato prima che lei conoscesse mio padre, da un altro maschio: cazzo l’imene: feci studi sull’imene e lessi che l’imene, sostantivo maschile singolare, è una membrana mucosa, più o meno flessibile, che occlude parzialmente l’orifizio vaginale nella donna vergine e che normalmente viene lacerato dalla penetrazione del pene durante il primo rapporto sessuale; per questo motivo, molte culture ne hanno fatto il simbolo della purezza. Tuttavia, la sua integrità non è un indicatore affidabile della verginità femminile, in quanto la membrana imenale può rompersi facilmente per molte altre ragioni, quali, ad esempio, una caduta dalla bicicletta o l’uso di assorbenti interni.
L’imene è uno degli organi che presenta le maggiori variazioni morfologiche. Ad esempio, l’apertura centrale (detta orifizio dell’imene) può essere arrotondata o a semiluna, oppure la
membrana può presentare più di un foro.
Dal punto di vista clinico, l’aspetto più importante è quello dell’imene imperforato, in cui la membrana ricopre completamente l’orifizio mediante il quale il canale vaginale si apre all’esterno. L’origine del termine anatomico “imene” deriva dal greco “hymèn”, che significa membrana. Tuttavia, nella mitologia greca, Imene (o Hymenaios) era anche il nome della divinità preposta alla protezione degli sposi e del rito del matrimonio.

Leggevo e rileggevo, pensavo e ripensavo, ma la conclusione era sempre la stessa: il suo imene era stato perforato prima che lei conoscesse mio padre, al di fuori del sacro vincolo del matrimonio, da un altro maschio. Ed ancora pensavo e ripensavo, come era stata la prima volta per lei, aveva avuto dolore, era uscito sangue? Che cosa aveva usato come metodo anticoncezionale? la pillola, il preservativo? Ed ancora, quante volte l’avevano fatto e come l’avevano fatto? E poi la sbandata con il personal trainer, anche lui……….. volevo sapere tutto o forse avrei voluto dimenticare………. Solo nel sonno riuscivo a trovare serenità ed in qualche canna con il mio compagno Giulio, che aveva assistito quella sera. In quel periodo mi ero anche lasciato con Serena, con la quale ero stato insieme per circa un anno e con la quale avevo conosciuto le prime esperienze sessuali. Per il resto mia madre in famiglia continuò a comportarsi normalmente come sempre! Andava a lavorare in banca al mattino, tornava verso le 15, faceva le normali faccende domestiche, poi usciva per la spesa. La sera non la vidi più uscire e questo mi rincuorò e mi fece pensare che forse erano stati solo una serie di eventi sfortunati, forse, adesso, tutto era tornato normale.
Per la cronaca mia madre aveva ottenuto la promozione a funzionario, anche grazie alla segnalazione che il Direttore aveva fatto alla commissione! Per l’occasione era stata organizzata una gita, tutta pagata dalla banca, di una settimana a Parigi: saremmo partiti mia madre ed io, ci sarebbe stato anche il mio compagno Giulio con la madre ed altri colleghi e colleghe, alcuni anche con i figli. Mio padre per motivi di lavoro restò a casa con mio fratello.
Si partì con l’aereo verso le 10 di mattina; arrivati a Parigi, ci sistemammo in albergo, al Crowne Plaza paris Republique. Uscimmo dopo circa un’ora alla volta del Louvre, dove restammo fino alle 17 circa. Tornammo in albergo e ci preparammo alla cena di gala. Durante la visita avevo notato che uno dei colleghi di mia madre, Ciccetto, era particolarmente galante ed attento con lei e questo mi creò ansia.
In albergo avevo preso una camera con mia madre, con letto matrimoniale e lettino aggiunto; mi preparai per la cena, quindi scesi incontrandomi con mio compagno che mi aspettava per una fumata prima di cena; dopo tre quarti d’ora circa scese mia madre: restai senza fiato per la bellezza che emanava! un abito lungo nero da sera, scollato, legato al collo, con un profondo spacco nella parte anteriore, decorato di strass scintillanti, molto provocante, ma super raffinato ed elegante, scarpe tacco 16, nere, in pelle, calze velate; ben truccata come sempre, aveva per l’occasione legato i suoi capelli lunghi in una treccia morbida e poi arrotolati su se stessi per andare a formare uno chignon. Come sempre prostò molta attenzione anche nella scelta dei gioielli, indossando una collana con singolo filo di perle coltivate, un collana d’ora con catenina fina, con ciondolo raffigurante una foglia d’oro con una piccola pietra al centro, anello con perla e brillante del fidanzamento, alcuni bracciali d’oro e per finire orecchini di perle e brillanti del matrimonio, gli stessi della famosa cena al “Circolo del Mare”. Verso le 19 ci spostammo in taxi al ristorante per la cena di gala; ci portarono in un ristorante di lusso parigino “La Table du Lancaster”, due stelle Michelin, centralissimo, praticamente in una traversa degli Champs Elysées, che proponeva alta cucina francese.
Servirono un tipico menu francese a base di pesce e precisamente un antipasto composto da ostriche, accompagnate da un bel piatto di cozze cucinate in modo molto semplice, con solo aglio, prezzemolo e vino bianco; come primo piatto una zuppa di pesce calda, preparata partendo da una base di pesce spada cotto separatamente a vapore che viene aggiunto a un misto di verdure cotte, tra cui carote, patate, sedano, porri e un mazzetto di erbe aromatiche servita bollente ed accompagnata da dei crostini spalmati con l’aioli, una salsa a base di aglio. Come secondo piatto, ci portarono un trancio di salmone aromatizzato alle erbe aromatiche e le famose Coquilles Saint Jacques, i classici molluschi bretoni comunemente chiamati capesante o pettini di mare, cucinati con vino bianco, erbe aromatiche e burro.
Quindi un tagliere di formaggi francesi, tra i quali il cremoso Brie, il saporito Roquefort e il Camembert. Per finire il pasto portarono la classica Millefeuille e del Profiterole. Tutto innaffiato da un Chassagne Montrachet; per finire Champagne Cristal a fiumi, naturalmente!
A cena sentivo gli sguardi degli uomini presenti nella sala sopra di lei, la spogliavano con gli occhi, molti le sorridevano, qualcuno ammiccavano e molti sicuramente scambiavano commenti tra di loro; sicuramente tutti i maschi presenti l’avrebbero voluta portare a letto. Tra questi il più attivo era Ciccetto! Si sedette accanto a lei e per tutto il tempo non fece che concederle tutte le attenzioni possibili: sempre gentile e galante, le versava da bere, le chiedeva se era tutto a posto, le sorrideva. La cena trascorse serenamente ed allegramente tra confidenze e chiacchiere sulla giornata trascorsa. A metà cena, ad un tratto, notai che Ciccetto, in virtù della cresciuta confidenza, le mise una mano sulla spalla! Tra un piatto e l’altro mia madre usciva a fumare sempre Muratti; allora fumava circa 40 sigarette al giorno! E Ciccetto usciva con lei per fumare! Verso metà cena andai in bagno avendo la vescica piena; mentre urinavo sentii due colleghi di mia madre che commentavano tra loro:

Primo collega: ma l’hai vista Celeste stasera? E’ sempre un gran pezzo di fica!
così vestita e truccata sembra una vera escort d’alto bordo e la bocca, porca miseria, da vera pompinara!

Secondo collega: chissà che bocchini che tira con quella bocca!
non sai quanto mi piacerebbe infilare il cazzo tra quelle mammelle da vacca che si ritrova!

Primo collega: beato chi se la tromba! Secondo me quella ha sempre fame di cazzo… ma hai visto come va in giro? L’altro giorno in ufficio aveva un vestitino….. ed una faccia da zoccola!

Secondo collega: questa va messa alla pecorina e fottuta con i sacri crismi caro mio…….. E per finire una bella sborrata su quella faccia da troia… secondo me alla fine lecca tutto con quella lingua da ingorda che si ritrova……. comunque, a quanto pare, ha avuto una storia con il Direttore!

Primo collega: ah ecco allora, ora mi spiego la promozione, certo, ora mi spiego……. non mi sembrava una proprio in gamba nel lavoro, anzi! Sicuramente poco preparata e poco capace…..

Entra un terzo collega, responsabile magazziniere della banca……….

Terzo collega: picciotti ma di chi state parlano?

Primo collega: della dottoressa Celeste Dovidio.

Terzo collega: miii, una pompinara!

Ascoltavo sconcertato della nomea che mia madre si era fatta tra i colleghi. Ad un tratto entra un altro collega, dalla voce lo riconosco, è Ciccetto!

Ciccetto: ragazzi, come va?

Primo collega: noi bene e tu che ci racconti, a che punto sei con la signora?

Ciccetto: ragazzi se continua così stasera o al massimo domani sera quella me la porto a letto……….Me la sto lavorando bene, bene!

Secondo collega; Ciccetto sei un grande, ma come ci stai riuscendo?

Ciccetto: ma, la signora ha carenze affettive, ha le sue esigenze fisiche che secondo me il marito non soddisfa: la sto infinocchiando per bene, facendole credere di avere un forte sentimento nei suoi confronti; poi essendo io adesso il suo capo ufficio ed essendo lei sensibile alle gerarchie…….. non so se mi spiego! Per catalizzare il tutto le ho comprato un piccolo gioiello, di poco valore, sapete com’è, la chiave dell’oro apre tutte le porte!

Primo collega: attento Ciccetto, questa pensa che il tuo sentimento sia sincero e se è vero che ha carenze affettive, potrebbe innamorarsi e poi non si stacca più!

Ciccetto: ragazzi io questa voglio solo portarmela a letto, scoparmela per un po’! Poi, quando mi sarò divertito abbastanza, la mollo come uno straccio vecchio, non so se mi spiego………E poi, come sicuramente sapete, non sarei il primo, siete al corrente che ha avuto una relazione con il Direttore?

Secondo collega: si, ne parlavamo prima! certo un po’ puttana la signora!

Ciccetto: beh, leverei “un po” ed è questa considerazione che mi da la quasi certezza di riuscire…….

Primo collega: bene, casomai allora quando finisci di usarla ce la potresti passare a noi, che ne dici?

Ciccetto: con piecere ragazzi!

Ascoltavo in silenzio dentro il cesso quella discussione sempre più sconcertato della nomea che mia madre si era fatta tra i colleghi: era considerata una poco di buono sul lavoro, una puttana da portare a letto e poi gettare via come uno straccio! Uscirono tutti e poco dopo uscii anche io e tornai al tavolo. La cena terminò verso le 22.30.

Mia madre: tu che fai adesso, perchè noi andiamo a fare quattro salti in discoteca, ci portano al Les Bains.

Io: no, io sto con il mio compagno Giulio, tu vai pure, penso che quando torni sarò a dormire in camera nostra.

Mia madre: oh tesoro buona notte allora e fai il bravo, mi raccomando!

Io: ok mamma buona serata, fai la brava anche tu.

Mi sorrise non immaginando a cosa alludevo con quella raccomandazione! Ci salutammo con un bacio sulla guancia ed io andai da Giulio che mi aspettava.

Giulio: che si fa, facciamo un giretto per Parigi e poi ci facciamo una cannetta?

Io: ok, però voglio tornare presto ed aspettare che torni mia madre, sai Giulio, voglio tenerla sotto controllo menrte siamo qui!

Giulio: ok va bene; ma perchè, pensi che ci vogliano provare?

Io: non lo so, dopo quello che è successo, voglio stare attento.

Giulio: fai bene.

Uscimmo dall’albergo per fare una passeggiata. Iniziammo a camminare fra le vie strette e piene di localini del Quartiere Latino, tra profumi e voci così contrastanti, fra turisti di ogni nazionalità e locali che andavano dalle pizzerie italiane, ai kebab turchi. Ci avviammo verso le rive della Senna, dove le luci dei palazzi si riflettono nelle acque nere del fiume e i Bateaux Mouches illuminati attraversano con il loro andare lento tutta la città. Mi innamorai dei ponti maestosi che portano da una riva all’altra e propongono una vista pazzesca della città; ci soffermammo a respirare quell’aria fresca e silenziosa. Poi ancora in marcia tra i palazzi illuminati e il rumore dell’acqua, da un lato il maestoso palazzo del Louvre dall’altro Pont des Arts, due ragazzi si baciano nascosti dal buio ed eccoci, girato l’angolo troviamo la Pyramide du Louvre, con le sue lastre di vetro illuminate e la quasi totale assenza di persone nella piazza che rendono questo luogo davvero magico la sera. Poi pian piano tornammo in albergo dove arrivammo verso l’una di notte. Andiamo nella mia camera e ci facemmo una bella fumata: stoniamo di brutto, poi, dopo una mezz’ora ci salutammo. Io uscii a cercare mia madre. Dopo un po’ eccola, è con Ciccetto nel bar dell’albergo; avevano preso qualcosa al bar e stavano andando verso le camere. Presero l’ascensore, le porte si chiusero! Salii velocemente al terzo piano dove vi erano le camere dei bancari, mi nascosi. Uscirono dall’ascensore, Ciccetto teneva il braccio al fianco di mia madre e lei le poggiava la testa sulla spalla. camminavano nel lungo corridoio con la moquette rossa a terra, verso le camere; visi che saltavano la nostra camera! Continuarono a camminare nel corridoio fino alla camera 69, Ciccetto aprì la porta con una scheda, entrarono, la porta si richiuse! Cadde il silenzio in corridoio, tutti erano ormai a dormire!
Adesso che fare pensai! corsi nella mia camera e mi infilai dentro; mi sedetti a pensare: eravamo di nuovo nell’incubo! no, non ci voleva……Aprii la finestra e vidi che la loro camera era tre balconcini dopo la mia: dovevo constatare di persona, non potevo rimanere nel dubbio. Scavalcai il primo muretto, poi il secondo e mi ritrovai nel loro terrazzino; la tenda della finestra era mezza aperta e luce del comodino lasciava vedere abbastanza bene l’interno. Maledizione no, non volevo che accadesse di nuovo: mia madre nuda in ginocchio, Ciccetto in camicia senza pantaloni e senza mutande; mia madre aveva il suo membro in bocca e stava praticandogli un bocchino; lui aveva la faccia godente e soprattutto soddisfatta! Si, c’era riuscito a sedurre mia madre.

Vedevo la testa di mia madre ritmicamente andare avanti e indietro in un movimento costante ed armonico, mentre con la lingua percorreva ogni centimetro della sua asta e con la mano accompagnava tale movimento. La faccia di Ciccetto mostrava chiaramente che le sensazioni che provava erano stupende. La mano dell’uomo accompagnava la testa di mia madre a prendere quel cazzo sempre più dentro, fino alle tonsille! Mia madre continuò ancora per un po’ quel movimento lento con la testa, facendo ben aderire le labbra al cazzo di Ciccetto. Con la lingua lo pennellava e mentre veniva su lo succhiava. Arrivata in cima alla cappella la baciava con le labbra e la leccava con la lingua. E poi ricominciava. Ormai si vedeva chiaramente che mia madre era una vera esperta nel fare pompini. I capelli le cadevano giù oscurandole la visuale e rendendole difficoltosa l’operazione. Ciccetto presto se ne avvide e li raccolse con le mani, mentre mia madre continuava a spompinarlo. Dopo un po’ Ciccetto estrasse il suo cazzo dalla bocca di mia madre e la fece mettere sul letto alla pecorina, quindi messosi dietro di lei e poggiata la sua trivella sul suo ostio vaginale, con una lievissima forza, la penetrò; inizio quindi a montarla con ritmo e decisione, da vero maschio, muovendo ritmicamente il bacino dietro di lei; ad ogni colpo di reni, il suo fallo la penetrava a fondo dentro la vagina fino all’utero e la forza trasmessa da ogni colpo di reni si trasmetteva al suo corpo che sobbalzava in avanti, secondo un ritmo armonico e costante; ad ogni colpo di reni di Ciccetto mia madre sobbalzava in avanti, le sue grosse mammelle sobbalzavano anch’esse in avanti ed anche le collane che portavo al collo e gli orecchini di perle e diamanti sobbalzavano, in un gioco ritmico e costante! Con le mani Ciccetto le accarezzava tutto il corpo, soffermandosi a palparle le tette. Anche se dalla finestra non si sentiva nulla, vedevo dall’espressione del viso di mia madre e dai suoi movimenti, che stava godendo come una cagna in calore. Ad un tratto Ciccetto estrasse il suo cannolo dalla vagina di mia madre e la fece distendere sul letto, quindi le alzò le gambe allargandogliele per bene e mettendo in vista oltre che la gran fica pelosa superrotta, anche il buco del culo. Quindi mise la mano di mia madre sulla vulva e lei iniziò a sgrillettarsi freneticamente; subito dopo sputo sul suo buco del culo e le poggiò il grosso glande contro. Dopo un minimo sforzo vidi il suo telescopio entrare completamente dentro l’ano di mia madre inculandola; iniziò a muoversi ritmicamente. Mia madre completamente fuori di se continuò a sgrillettarsi finchè raggiunse l’orgasmo; Ciccetto, dopo qualche minuto raggiunse anche lui l’orgasmo, estrasse il pene dal buco del culo e, allargatale la fica le sborrò sulla vulva; subito dopo iniziò a spalmarle lo sperma dentro la vulva ed allargato l’ostio vaginale, che in mia madre, anche a seguito dei parti, è abbastanza ampio, gli infilò con le dita parte dello sperma in vagina. Quindi si distese su di lei iniziandola a baciare alla francese. Mi allontanai disgustato, ma contemporaneamente eccitato! Avevo appreso un’altra cosa su mia madre e cioè che praticava rapporti contro natura. Si, si faceva anche inculare e a giudicare con quanta facilità, Ciccetto, che comunque aveva un cazzo abbastanza grosso, l’aveva sodomizzata, doveva essere abbastanza dilatata! Sicuramente era stato il Direttore a romperle il culo! Tornai in camera nostra con un mucchio di domande per la testa e tante paure. Pensai e ripensai e poi decisi. Si, l’avrei affrontata, volevo che lei sapesse che io sapevo, volevo sapere tutto di lei……..
Verso le tre di notte si apri la porta ed entrò lei; era visibilmente sconvolta.

Mia madre: ancora sveglio sei?

Io: si mamma, ti aspettavo; come mai così tardi?

Mia madre: si, abbiamo fatto tardi in discoteca. Io vado a farmi una doccia.

Entro nel bagno chiuse la porta senza chiave; dopo pochi istanti sentii il rumore dell’acqua.

Usci poco dopo con una tovaglia bianca avvolta nel corpo, ormai senza trucco, ma ancora con gioielli.

Mi feci forza, non fu facile, ma dovevo farlo.

Io: mamma che succede?

Mia madre: ma niente tesoro, abbiamo perso un casino di tempo prima di partire, poi là ci siamo scatenati e non ci siamo accorti del tempo che passava; alla fine un altro casino di tempo per tornare.

Io: mamma, dimmi cosa succede? per favore?

Mia madre: te l’ho detto tesoro, abbiamo perso tempo prima per partire, siamo arrivati già tardi, poi abbiamo ballato e poi, per tornare, abbiamo perso ancora tempo. Mi dispiace se sei rimasto sveglio, ma io non ti avevo detto di aspettarmi; se avevi sonno, potevi dormire, non mi sarei offesa!

Io: mamma dimmi cosa ti succede, per favore, non fare finta di non capire, ti prego; per me non è facile chiederti queste cose!

A quel punto mia madre capì e si stravolse in faccia per la vergogna, arrossendo come un adolescente.

Mia madre: ma di cosa parli? Cosa vuoi dire?

Io: mamma ti prego, parliamone, farà bene ad entrambi, parlo di te e della tua vita! Mamma, dimmi cosa ti succede? per favore? Anche questa sera mamma, non sei arrivata in camera a quest’ora perchè hai perso tempo per la discoteca! Parliamone ti prego.

A quel punto mia madre non ebbe più dubbi sul fatto che sapessi tutto, si stravolse in faccia ancora di più per la vergogna, si lanciò verso di me abbracciandomi fortemente e scoppiò in un pianto irrefrenabile!

Mia madre: perdonami ti prego, muoio dalla vergogna per quello che ho fatto, per quello che sono diventata, perdonami, mi vergogno troppo!

Continuava a piangere come una bambina e ad abbracciarmi forte; anche io l’abbracciai!

Io: dai mamma non piangere, calmati, ne parliamo con calma, dai! Dai su, non fare così, ti prego, sai che facciamo, per rilassarci entrambi adesso ci facciamo una cannina, che ne dici? Però smetti di piangere.

Mia madre si calmò un po’ e si asciugò le lacrime con un fazzoletto, poi singhiozzando a tratti, riprese a parlare.

Mia madre: ma si, facciamoci quello che vuoi, in questo momento non me ne frega niente delle convenzioni, ma prima ho bisogno di bere.

Iniziai a preparare la canna mentre mia madre stappava una bottiglia di Cristal e ne beveva due bicchieri. Ci sedemmo in poltrone ed accesi la canna, mentre le spiegavo come si fumava. Mia madre bevve un terzo bicchiere di champagne, poi un quarto, quindi prese la canna che le avevo passato e aspirò con forza dopo essersi asciugate le ultime lacrime.
Aspiro una, due, tre volte e trattenne il respiro. Io la guardavo e pian piano sentivo crescere in me un’attrazione sessuale verso di lei che, lentamente, si sostituiva alla pena che poco prima avevo provato! Contemporaneamente la rabbia per come lei era diventata, si trasformò in accettazione ed in curiosità. Dopo avere aspirato profondamente per la quarta volta la passò a me ed io incurante che il filtro fosse inumidito dalla sua saliva aspirai e volontariamente cercai di bagnare il filtro più che potevo con la mia saliva; gliela passai di nuovo sapendo che sarebbe venuta a contatto con la mia saliva! Lei aspirò nuovamente: una, due, tre volte e trattenne il respiro! L’alcool ed il fumo le salirono rapidamente in testa.

Mia madre: mamma mia come mi è salito al cervello! Però cavolo è una bella sensazione!

Io: mamma dai distenditi sul terzo lettino che ti faccio un bel massaggio come quando ero piccolo, che ne dici; ho visto che nel bagno c’è un olio per massaggi che mi sembra speciale; ti faccio un massaggio così tu ti rilassi e mi racconti tutto dall’inizio. Che ne pensi?

Mia madre: ok sei un tesoro, mi serve proprio un bel massaggio.

Detto questo si distese prona sul lettino abbassandosi l’asciugamano indietro fino a coprirle solo il culo e mostrando le spalle e la schiena nude.

Mia madre: ti da fastidio se tengo i gioielli, ho dimenticato di toglierli?

Io: no mamma nessun problema, ma adesso rilassati.

Mia madre era nuda sul lettino, in posizione prona, con un asciugamano che le copriva il culo. Vedevo quelle spalle piene di nei, scoperte, che emanavano odore e desiderio. Presi l’olio e lo versi abbondante ed iniziai a massaggiarla; mia madre si rilasso quasi subito ed io iniziai ad avere peccaminosi pensieri……..

Mia madre: bene, sei bravissimo tesoro, continua così, meno male che ci sei tu a consolare la tua mamma.

Io: allora mamma, raccontami tutto, vedrai poi ti sentirai meglio e decideremo insieme su come affrontare tutta questa situazione.

Mia madre: cosa vuoi sapere? Chiedimi pure ogni cosa!

Io: la cosa migliore è che tu mi racconti tutto dall’inizio, i tuoi primi amori………, sfogati e tira fuori tutto quello che hai dentro, non sono qui per giudicarti, ma per ascoltarti ed aiutarti. Tranquilla mamma, non ti giudico! Adesso parla tu però, raccontami del tuo primo amore.

Mia madre: non è facile per me parlare a mio figlio, ma ci proverò, intanto tu continua a massaggiarmi così, è bellissimo e quest’olio, avevi ragione, è spettacolare, versamene ancora addosso, mi piace, mi dà calore! Allora dicevamo, si il mio primo amore lo conobbi all’età di ventidue anni; era un collega di banca arrivato a Palermo da pochi mesi; era simpatico, un po’ misterioso, un uomo più grande, quarantacinquenne, peraltro sposato. Era estate e fu subito passione; siamo stati insieme per tre mesi; lui era di Firenze e poco dopo dovette tornare a casa, ma trovavamo il modo di vederci ogni tanto….. poi si stancò di me e mi tradì con un’altra. Ci lasciammo e non ci sentimmo mai più!

Io: ma è stato con lui che hai avuto le prime esperienze intime? Non è stato durante la prima notte di nozze?

Intanto il massaggio si era fatto più intenso ed io ero eccitatissimo. Mia madre si tolse l’asciugamano mettendo allo scoperto il culo.

Mia madre: questo asciugamani levalo, non serve, così mi puoi massaggiare anche la schiena che la sento a pezzi, tanto non penso che ti imbarazzi a vedere tua madre nuda, no?

Feci scolare dell’olio sul culo di mia madre e ripresi il massaggio lungo la schiena e dopo un po’ sui glutei evitando di avvicinarmi all’ano. Sentivo che a lei piaceva essere toccata, lo sentivo dal tono dei muscoli, dalla pelle d’oca, da come pian piano aveva modificato il tono della voce.

Mia madre: si, cosi, perfetto, continua: allora dicevamo, si è stato con lui che ho avuto le prime esperienze sessuali, è stato l’uomo con cui ho fatto l’amore per la prima volta. Non sono arrivata vergine al matrimonio, se è questo che volevi sapere e tuo padre non è stato quello che mi ha avuto per primo!

Io: parlamene, dimmi come è andata!

Mia madre: certo tesoro. La prima sera che ci mettemmo insieme non facemmo l’amore, ma facemmo, diciamo, altre cose, tu mi capisci?

Io: si ti capisco, ma per liberarti di quello che hai entro devi dirmi tutto, con i termini giusti.

Mia madre: ok, ci provo, dunque naturalmente ci baciammo per un po’, come dite voi ragazzi, abbiamo limonato; poi lui mi mise la mano là, mi capisci vero, sul fiore, iniziando a stimolarmi. Fu una sensazione bellissima, mai provata: Ho sperimentato un orgasmo che mi ha quasi fatto perdere i sensi. È iniziato con una sensazione pulsante, poi la testa ha cominciato a girare e il corpo a tremare senza controllo. È stato come un’eruzione vulcanica, ma là, nel fiore; poi sono quasi collassata al suo fianco, incapace di muovermi, pensare e parlare. Dopo è toccato a me fare godere lui, con la mano; gli ho fatto una sega finchè è esploso sporcandomi tutta.

Il racconto ed il massaggio mi avevano portato in uno stato di massimo eccitamento. Non resistevo più e quando mia madre, forse involontariamente, forse volontariamente, allargò un po’ le gambe, mi avvicinai all’ano con i massaggi: versai dell’olio a livello del coccige e lo vidi scolare tra le natiche fino all’ano, quindi ripresi il massaggio allargando un po’ le natiche. Sentii con le dita il suo ano e lo accarezzai con le dita, come se fosse una distrazione, solo per pochi secondi.

Mia madre: dopo tre giorni mi portò a casa sua e lì persi la verginità! Perdere la verginità è stata una cosa veloce. Avevo appena cominciato a prendere la pillola perchè ero terrorizzata dall’idea di rimanere incinta e che questo mi potesse rovinare la vita, perché questo era il messaggio con cui ero cresciuta a casa. Non avevo paura di cosa avrei provato, più che altro ero spaventata dal fatto di non essere brava a farlo. A dispetto dei suoi sforzi per non farmi male, me ne fece parecchio; uscì anche molto sangue.
Quando sono tornata a casa mi sono sentita in colpa perché non era stato come immaginavo fosse perdere la verginità. Ho pianto un po’ e poi ho deciso che non c’era nient’altro da fare in proposito. Non potevo cambiare quello che era già accaduto. Nei mesi successivi lo facevamo circa due volte alla settimana.

Io: hai avuto rapporti orali con lui?

Mia madre: si anche e completi; a lui piaceva sia leccarmi il fiore, sia venirmi in bocca.

Io: mamma a te piace quando ti vengono in bocca?

Mia madre: si mi piace, ma non amo ingoiare!

Detto questo mia madre visibilmente eccitata si girò passando in posizione supina e coprendosi la vulva con l’asciugamani, ma mostrandomi il resto del suo corpo; restai paralizzato alla vista delle sue tette!

Mia madre: ti imbarazza vedermi nuda? in fondo ti ho fatto io! dai continua il massaggio, senza imbarazzi; ti ho allattato, conosci bene i miei seni, dai tranquillo!

Feci colare dell’olio sulle tette ed iniziai a massaggiarle le mammelle; mia madre adesso era visibilmente eccitata, teneva gli occhi socchiusi e parlava con la voce tremante. Le sue tette erano sode e calde, le areole rugose ed i capezzoli duri e tesi

Mia madre: dopo che ci lasciammo conobbi tuo padre; all’inizio della nostra conoscenza, prima di stare insieme, fui colta dall’angoscia di non essere vergine e questo mi metteva in imbarazzo verso di lui; non sapevo come dirglielo e soprattutto non sapevo come l’avrebbe presa. Avevo contattato anche una ginecologa che si era fatta molte proprietà praticando aborti clandestini e riparando imeni fratturati; presi un appuntamento per programmare l’interevento di riparazione, ma poi alla fine non ci andai, avendo deciso che era meglio affrontarlo. All’inizio non la prese bene, ma poi se ne fece una ragione e tutto andò tranquillamente, ci sposammo ed il resto della storia la conosci, fino a due anni fa quando conobbi Alessio, il mio istruttore. Già in quel periodo con tuo padre avevamo rapporti sporadici una volta ogni cinque, sei mesi ed io iniziavo a sentirmi una donna inutile. Lui ha risvegliato in me la voglia ed il desiderio. Siamo stati a letto una volta, ma è stato indimenticabile.

Io: e poi veniamo ai nostri giorni, col Direttore e oggi Ciccetto. Sai che ho visto tutto una sera quando sotto casa ti ha baciato e poi quella sera al circolo.

Mia madre: allora se sai tutto perchè raccontarti no?

Io: devi raccontarmi tutto, devo dentirlo dalla tua voce, sappi che da quella sera, per me, non è stato più lo stesso, sai? intanto perchè mi tornano in mente le scene più sconcertanti viste quella sera!

Mia madre: quali scene in particolare, adesso sei tu che devi parlare, raccontami pure, giuro che non ci resterò male!

Io: in particolare mi tormenta la scena in cui tu sei in ginocchio, nuda davanti al Direttore, con la bocca aperta in attesa che ti eiaculasse in bocca……… e subito dopo il Direttore che, raggiunto l’orgasmo, esplose venendo copiosamente sulla tua lingua, ricoprendola di sperma….. e poi tu……. si vedeva lontano un miglio, dalla tua faccia, che pur non amando il sapore dello sperma, lo hai ingoiato per dimostrare che eri completamente sottomessa a lui!

Mia madre: ho dovuto farlo, per la carriera………

Oltre alle scene, anche le frasi che tu dicevi e che non ti aspetti di sentirle da tua madre, frasi volgari pronunziate durante il godimento; me le ricordo bene le frasi e la tua espressione mentre le pronunziavi: ah che bello, dai fottimi, fottimi, sono la tua troia, la tua cagna in calore,……………, baciami dai, baciami con la lingua, ne ho voglia……………., ah così ancora, si dai chiavami, sfondami l’utero dai……………, ah si mi piace alla pecorina, dai fottimi, fammi sentire troia……., perchè non ti ho incontrato prima?…………, dai più veloce, fottimi come dio comanda, dai………., ah si come godo, uhhhsssss che bello, dai montami come si fa con una vacca, spaccami la fica………….., amore voglio che te ne vieni, dai, vienimi dentro, ne ho voglia……………, fottimi come si deve, dai lo voglio sentire dentro il ventre il tuo cazzone, dai fottimi come sai fare, si così, dai ancora, più veloce, dio come godo………., mi sento una troia in calore……….., siiiii godo, godo, ancora………, voglio che te ne vieni, dai, vienimi dentro, trattami da puttana, vienimi dentro, voglio il tuo sperma dentro di me, dentro la vagina di questa tua troia……………, dai mi piace quando mi sborri dentro e sento il tuo liquido caldo che mi inonda………., su, voglio che te ne vieni, dai sborrami in bocca, la tua troia è pronta, voglio sentire che sapore ha la tua sborra……… dai voglio che te ne vieni, dai vienimi addosso…… si certo che ho goduto! non hai sentito che sono venuta…….. è stato bello.

E poi le frasi volgari rivolte a te da lui, un estraneo! Che diritto aveva avuto di dirti queste parole? Frasi del tipo: vedo che stai godendo puttana che sei!…………, sei una troia da quattro soldi!…………., voglio sentire che grugnisci come una scrofa mentre godi………….., cerca di venirtene presto puttana……….., vengo, vengo, ti sto riempiendo brutta zoccola……….., brutta cagna, apri la tua lurida bocca da pompinara, apri la bocca al massimo……… la lingua, escila tutta fuori, così, siiii…………..

E poi c’erano i pensieri che mi tormentavamo: se una donna sposata tradisce il marito è una puttana; tu, mia madre, avevi tradito tuo marito; quindi eri una puttana! Si, tu, mia madre, eri una puttana! questo mi torturava la mente. Come ti sei ridotta mamma, a farti trattare da puttana dai tuoi colleghi……

A questo punto mia madre eccitatissima toglie l’asciugamani mettendo in mostra la sua vulva boscosa.

Mia madre: questo levalo che non serve, c’è caldo e poi non è il caso di vergognarci tra di noi: le frasi le puoi capirle, è la passione, è normale scambiarsi epiteti del genere tra amanti! Per quanto riguarda quello che pensi, il discorso non fa una piega purtroppo! Ma adesso basta parlare, sono stanca, massaggiami ancora, mi stai facendo rilassare moltissimo tesoro, sei veramente bravo, così si fa, continua e non ti fermare! tesoro vedo che ti piace toccarmi, vero?

Io: si mi piace farti il massaggio mamma.

La guardai aveva le areole corrugate ed i capezzoli duri come chiodi, la vulva semiaperta.

Mia madre: ora sono io che ti farò qualche domanda! Per esempio dimmi, ti da fastidio sapere che sono stata usata da altri maschi, pensi che sia sporca, che sia una puttana? Hai detto prima che se una donna sposata tradisce il marito è una puttana; tu pensi che io sia una puttana, dimmelo e devi essere sincero, pensi che sia una puttana?

Io: ma dai mamma, che dici, certo mi da fastidio avere visto quello che ho visto, ma ormai è successo, sono cose che possono capitare in un momento di debolezza!

Mia madre: voglio sapere se pensi che sia una puttana, sincerità, un si o un no.

Io: si

Mia madre: dillo per intero, devi dire mamma penso che tu sia una puttana!

Io: si mamma, penso che tu sia una puttana!

Mia madre: continua, tira fuori tutto quello che ti turba, offendimi pure se pensi che sia necessario per stare meglio!

Io: mamma, come hai potuto fare la puttana per avere la promozione, sei una troia!

Mia madre: si vero sono una troia! ma tu sei dispiaciuto che io sia una troia? Lo sei veramente? Oppure no? chissà, magari ti piace, pensaci bene, forse poi non è così male avere la mamma puttana, no?

Io: hai ragione mamma, in realtà sono felice che tu sia una puttana, mi piace averti visto mentre altri maschi ti sbattevano come una cagna. E’ stato eccitante vederti godere per il tramite di altri maschi! Starei ore a guardarti mentre ti sbattono come una troia!

Adesso eravamo entrambi eccitatissimi ed una nube di desiderio proibito stava per avvolgere i nostri corpi!

Mia madre: adesso mentre continuiamo a parlare voglio che mi tocchi qui, nella fessura! dai tesoro, non essere timido……mi fa piacere, dai, il massaggio deve essere completo! Non dirmi che ti vergogni di tua madre!

A quel punto mi avvicinai alla sua vulva boscosa e con le dita della mano destra allargai le grandi labbra ed iniziai a massaggiare l’interno! La sua fica era bagnata e caldissima, liscia e scivolosa! Non potevo crederci, stavo masturbando mia madre.

Mia madre: ah si, così, mi piace, continua, sei bravo…………

Continuai mentre mia madre raccontava con voce sempre più tremula le sue vicende, come il Direttore l’aveva sedotta promettendogli una facile promozione, fino a quella della sera con Ciccetto che già conosciamo……. di Ciccetto però ne parlò bene, ne parlò come di una persona innamorata di lei, ma i discorsi presto furono messi da parte, per altri più pregnanti interessi……..

Mia madre: gioia mia adesso con le dita toccami il grilletto! Non dirmi che non l’hai mai fatto con Serena! Così uhh che bello, schiaccia con più forza, continua a toccarmi………

Avevo localizzato subito il clitoride di mia madre, abbastanza grosso rispetto a quello di Serena, la mia ex e lo gingillavo in modo energico…..

Io: mamma, mi piacerebbe baciarti il fiore!

Mia madre: ma certo gioia, anche a me piacerebbe, mi piacerebbe moltissimo, dai non fare il timido, baciami come vuoi tu….

Non me lo feci dire due volte, mi avvicinai alla vulva di mia madre, era abbastanza boscosa, allargai le grandi labbra e notai le piccole labbra ben sviluppate, corrugate, che delimitavano un ampio foro nella cui sommità si ergeva il clitoride; era già abbastanza umida, mi accostai percependo a pieno il tipico odore della fica, avvicinai la bocca ed uscita la lingua iniziai a leccarle la vulva! Un sapore fortemente acidulo mi riempì la bocca, il tipico gusto della vulva, un po’ più intenso di quello che ricordavo dalle esperienze passate! la mia lingua leccava le grandi e le piccole labbra di mia madre, per poi soffermarsi sul clitoride che veniva leccato e succhiato avidamente; leccavo e contemporaneamente bevevo la sua colata calda e filante che abbondante scolava dalla vagina. Lei ansimava e si contorceva come una zoccola.

Mia madre: madonna, lecchi la fica da dio………. poche volte me l’hanno leccata così…………. si ancora, continua, madonna che bello! continua ne ho voglia, baciamela ancora in questo modo meraviglioso….

Mi alzai e mi tolsi la maglietta. Lasciai la sua vulva e mi accostai ai grossi seni: aveva le areole corrugate ed i capezzoli tesissimi: avvicinai la mia bocca alle sue tette ed iniziai a baciarle, prima delicatamente sulla cute, poi sulle areole e sui capezzoli, che sentivo durissimi; sollevai appena di qualche centimetro la testa quel tanto che bastò per afferrare con le mie labbra uno dei suoi capezzoli e trascinarlo tutto nella mia bocca, con la lingua schiacciai il capezzolo contro il palato cominciando a succhiare. Con voracità passai da una tetta altra. Mia madre continuava a mugugnare come una cagna in calore; continuai a leccare ed a succhiare come un matto.

Mia madre: ah che bello, vieni, avvicinati, dammi un bacio, ne ho voglia.

Mia avvicinai alla sua bocca vogliosa e percepii il suo alito desiderabile, quindi accostai le mia labbra alle sue e lei subito apri la bocca permettendo alla mia lingua di entrare dentro; iniziammo a limonare come pazzi: assaporavo la saliva abbondante che produceva mentre ci leccavamo a vicenda le lingue, l’assaporavo, mi piaceva la sua saliva, la volevo, la volevo bere, ero assetato di lei e della sua calda saliva ed ingoiavo tutto quello che potevo. Ci baciammo a lungo con le lingue, le leccai il viso, il collo e poi ancora le tette! Presi la sua lingua dentro la mia bocca e la succhiai avidamente, le riempii la bocca della mia saliva facendogliela ingoiare in grande quantità!

Mia madre: non ti fa schifo che in questa bocca siano entrati vari cazzi.

Io: no mamma anzi, mi piace ancora di più e poi non solo cazzi mamma, anche schizzi di sperma!

Mia madre: si hai ragione, la troia di tua madre ne ha succhiato di cazzi e ne ha bevuto di sperma negli ultimi tempi….. baciami ancora ne ho voglia, con la lingua. Fammi sentire ancora una volta una puttana….. dai offendimi come fanno tutti gli altri, dimmi quello che pensi, che sono una prostituta, una bella di notte………

Io: penso che adesso tu debba fare la troia, che poi è la cosa che sai fare meglio, mamma.

Sentite le mie parole, con lo sguardo da zoccola, avvicinò la sua mano sul mio petto e la lasciò scorrere sul mio torace nudo. Le sue dita giocarono con i miei capezzoli; continuò a scendere fino a raggiungere i miei jeans e mi palpò il promontorio che si era creato, quindi mi slacciò la cinghia dei pantaloni e fece scorrere la zip. La sua mano si posò sugli slip che coprono il mio indurito cazzo, lo accarezzò. Poi le sue dita si infilarono negli slip. Incontrarono il mio cazzo e lo circondano.

Mia madre: però, sei ben messo, non credevo avessi un cazzo di tali dimensioni tesoro, vedo che ti sei eccitato, fammi vedere, vieni qui, ora ci pensa la tua mamma! adesso sono abbastanza zoccola per te?

Io: ancora non lo sei abbastanza, oggi devi superare te stessa, ti devi dare da fare! voglio che me lo succhi, prendilo in bocca puttana, dai mamma, fammi vedere che zoccola che sei!
Mi ricordai che non mi lavavo dalla sera prima e provai un po’ di imbarazzo. Ma quel leggero fetore tipico dell’asta dopo diverse ore dall’ultimo lavaggio, non sembrò allontanarla, anzi avvenne il contrario. Il mio uccello era diventato enorme come non mai. Il glande era grosso, liscio e violaceo. Iniziò a masturbarmi guardandomi con lo sguardo da prostituta preciso a quello che avevo visto poche ore prima dalla finestra: quindi lo prese in bocca, iniziando a succhiarlo: da come lavorava di bocca era evidente che ne aveva assaggiati di falli. Introduceva lo zufolo sette, otto volte in bocca, in fondo, fino all’ugola, poi lo tirava fuori e lo leccava avidamente. Mentre suonava il piffero, io le portai la mano sulla guancia aiutandola nei movimenti e dandole quel ritmo particolare che serve in questi casi! mi portai alle sue spalle, la feci indietreggiare facendole sporgere tutta la testa indietro, le feci aprire la bocca e le sputai dentro, poi glielo rimisi dentro spingendolo fino all’ugola; adesso mi muovevo io avanti ed indietro, mentre lei faceva tipici rumori con la gola. Mentre la pompavo, con le mai le palpavo le tette facendomi strada tra le collane. Ero indeciso se sborrarle in bocca e farla ingoiare, oppure infilargliela davanti! Presi la decisione, anche perché mancava poco; mi fermai e tirai fuori il mio sfollagente dalla sua bocca; non ero ancora venuto, ma la sua lingua era piena di una secrezione filante, molto odorosa e ricca di spermatozoi, il secreto prostatico, che è il primo ad uscire. Ingoiò quel po’ di sostanza come se nulla fosse.

Mia madre: fammelo succhiare ancora un po’, ti supplico, mi piace il sapore del tuo cazzo, dai sono assetata, ho voglia di bere!

Io: no mamma adesso ho voglia di chiavarti, dai apri le cosce, ubbidisci!

Mia madre spostò il suo bacino sul bordo del letto ed allargò le cosce più che poteva. Una folta foresta di peli nascondeva la sua vagina. Mi avvicinai a lei e posizionai la mia trivella contro il suo ostio vaginale e misi le sue cosce sopra le mie spalle. Feci una lieve pressione ed il mio glande si fece strada verso l’interno. Mia madre sollevò il bacino quel tanto che bastò a far scivolare il mio cannolo nella profondità della sua vagina. Iniziai a montarla come si fa con una vacca: inevitabilmente iniziò ad ansimare come una zoccola. Io sembravo impazzito: mentre la cavalcavo iniziai ad insultarla; non potevo crederci, stavo fottendo con mia madre, la stavo montando, avevo il mio cazzo dentro la sua vagina, la stessa attraverso la quale ero uscito venendo alla luce!

Io: : dai godi sporca troia e mentre ti chiavo pensa a tutti quelli che ti hanno fottuta negli ultimi tempi……….. guardami mentre ti fotto, pezzo di puttana in calore, lo sai che sei una grande troia, una adultera di merda, una sgualdrina, una che è stata adoperata da altri maschi al di fuori del sacro vincolo del matrimonio! sei solo una puttana, una zoccola, una succhiacazzi! Ricordati che sei arrivata al matrimonio già adoperata!

Continuai a montarla a ritmo frenetico.

Mia madre: si, ancora, continua così. Dai, fai impazzire la tua mammina. Dio come sei bravo. Mi piace molto il modo in cui mi stai chiavando……… ah che bello, dai fottimi, fottimi, sono la tua troia, la tua cagna in calore, la tua escort……………, mentre mi chiavi ti supplico, baciami con la lingua, ne ho voglia……………., ah così ancora, si dai, chiavami, sfondami l’utero dai, fammi godere……………,

Io: dai continua ad ansimare, sei un grande troia, lo sai che nel cesso ho sentito i tuoi colleghi che ti offendevano, dicevano che sei una pompinara, una che va col primo che capita, una troia………dopo Ciccetto toccherà a loro, ricordatelo!

Mia madre: adesso voglio che mi fotti alla pecorina, come fanno gli altri, mi piace molto!

La feci mettere sul letto alla pecorina, quindi mi posizionai dietro di lei e le poggiai il mio gronco sul suo ostio vaginale e con una minima forza, la penetrai; sentii il mio cazzone scivolare dentro la sua vagina bollente, bagnatissima e dilatata; quando chiavavo con Serena, sentivo la sua vagina stringersi attorno al mio cazzo, ma con mia madre nulla di tutto questo, era troppo dilatata, in parte ciò era dovuto ai parti, in parte ai cazzi che aveva preso ultimamente! Ricominciai quindi a montarla con ritmo e decisione, da vero maschio, come si fa con una troia in calore, muovendo ritmicamente il bacino dietro di lei; ad ogni colpo di reni, il mio fallo la penetrava a fondo dentro la vagina fino a sbatterle sul collo dell’utero e la forza trasmessa da ogni colpo si trasmetteva a tutto il suo corpo che si contorceva e che sobbalzava in avanti in modo ritmo e costante; ad ogni colpo mia madre sobbalzava in avanti, le sue grosse mammelle sobbalzavano anch’esse in avanti ed anche le collane che portavo al collo e gli orecchini di perle e diamanti sobbalzavano in avanti, in modo ritmico e costante! Con le mani le accarezzavo tutto il corpo, soffermandomi a spremerle le mammelle.

Mia madre: ah si mi piace alla pecorina, dai fottimi, fammi sentire la tua troia……., così , dai, più veloce, si ancora, fottimi come dio comanda, madonna come godo, uhhhsssss che bello, dai montami come si fa con una vacca, spaccami la mia vagina adoperata……….. dai lo voglio sentire dentro il ventre il tuo cazzone, fottimi, si così, dai ancora, più veloce, dio come godo………., madonna mia, mi sento una troia in calore……….., siiiii godo, godo, ancora………

Io: ti piace come ti sto fottendo, brutta troia? ti sto sbattendo come una puttana da strada! puttana che non sei altro mamma! sei proprio una gran troia!

Mia madre: si, sei fantastico, fottimi ancora dai, più veloce, più veloce, così dai ……….

Di tanto in tanto mia madre ormai completamente fuori di se girava la testa verso di me ed uscita la lingua dalla bocca, si leccava le labbra per dirmi che aveva desiderio di avere la mia lingua in bocca ed io l’accontentavo subito limonandola a dovere.
Dopo poco mia madre inarcò al massimo delle possibilità la schiena all’indietro, contrasse tutti i muscoli del suo corpo ed aperta la bocca vogliosa assunse l’espressione da orgasmo e venne, emettendo un urlo di godimento lunghissimo e totalmente disinibito, da vera troia!

Mia madre: adesso voglio che te ne vieni, dai, vienimi dentro, ne ho voglia……………, dai tesoro vienimi dentro, trattami da puttana, vienimi dentro, voglio il tuo sperma dentro di me, dentro la vagina della tua mamma, di questa tua troia……………, forza, non deludermi, sborrami dentro, voglio sentire il tuo sperma caldo che mi riempie……….,

Subito dopo anche io raggiunsi l’orgasmo, un orgasmo violento e le eiaculai dentro copiosamente, allagandole la vagina di sperma, che si riempì completamente. Mentre sborravo, provai sensazioni indimenticabili ed impossibili da descrivere. Stavo sborrando dentro la vagina di mia madre!
Immediatamente dopo estrassi il membro dalla vagina di mia madre e prima che potesse muoversi dalla posizione a quattro zampe, ancora inappagato, iniziai a leccarle ed a succhiarle l’orifizio anale che, in mia madre è non più vergineo e che permetteva alla mia lingua di entrare quasi tutta nel canale anale; subito dopo medio e indice di entrambe le mani scivolarono fino al buco del culo e, divaricatolo, lo tennero spalancato. Mia madre capì chiaramente che stava per essere sodomizzata, ma non tentò di fermarmi, anzi si rilassò!

Mia madre: è stato bello, sei stato meraviglioso ed instancabile, un vero toro da monta ed io la tua vacca in calore! mi sento come se mi fosse passato un treno si sopra……. ma adesso che fai, mi lecchi l’ano? Dio che bello, continua a leccarlo, cosi………. si, ficcami dentro le dita che mi piace! Vedo che ti piace il mio buco del culo! Per tua fortuna non sono vergine di culo, me lo hanno già rotto! Così potrai fare il porco come fanno gli altri maschi depravati quando vengono con me a letto!

Io: mamma, ma chi te lo ha rotto il culo?

Mia madre: è stato il Direttore dopo qualche giorno che stavamo insieme; non avevo mai avuto rapporti anali prima di quella sera; mentre facevamo l’amore, lui mi mise alla pecorina iniziandomi a lubrificare il buco del culo con dell’olio di vaselina; capii chiaramente che stavo per essere sodomizzata; poco dopo infatti sentii l’enorme e dura cappella appoggiarsi al mio ano; fui colta dal terrore, anche perchè, come avrai visto la sera al circolo, il Direttore è scicchigno, il suo pene ha le dimensioni di un braccio; non volevo assolutamente e tentai di divincolarmi, ma lui accarezzandomi i capelli, molto dolcemente mi disse: “dai amore, non ti farò male; rilassati e cerca di collaborare!” Un cazzo che mi parve grosso all’inverosimile e duro come un palo di legno, mi sfondò impietosamente il culo, penetrando rapidamente dentro il retto; le pareti intestinali che mai, fino a quel giorno, erano state violate, dovettero cedere all’improvviso, lacerandosi in più punti; un getto di sangue iniziò a colarmi giù per le cosce; il fortissimo dolore, dovuto a quel violento atto di sfondamento, mi fece cacciare un poderoso urlo; giuro che mi sentii spezzata in due da quell’enorme mazza, la sentivo affondare sempre più profondamente nell’intestino; il Direttore iniziò quindi a muoversi ritmicamente dentro di me, sbattendomi sonoramente avanti e indietro. Tesoro però devo confessarti che il dolore proveniente dal culo, ormai irreparabilmente rotto, nonostante fosse fortissimo, gradatamente si riduceva, trasformandosi in godimento crescente, sempre più crescente; ad un tratto raggiunsi l’orgasmo e subito dopo anche lui lo raggiunse e mi sborro nel retto copiosamente.

Dopo avere ascoltato il suo racconto, nuovamente eccitatissimo, mi dedicai nuovamente al suo buco del culo, lo osservai e vidi che rispetto a quello vergineo di Serena, questo era più scuro, ricoperto da pelle molto più rugosa e leggermente dilatato; annusai l’odore che emanava l’ano, forte, tipico, caratteristico! Chi è dedito a leccare l’ano della compagna, prima di incularla, potrà capire cosa intendo, l’odore tipico del buco del culo; lo dilatai con le dita, notando che i tessuti non opponevano la minima resistenza e lo leccai nuovamente avidamente, ingoiando la saliva dopo che la stessa si era insaporita; dopo pochi secondi che leccavo, tenendolo sempre dilatato con le dita e mantenendo anche le chiappe ben aperte, gli poggiai la mia cappella infuocata e con una leggerissima spinta gliela infilata nel canale anale.

Io: mamma, ti faccio male?

Mia madre: ma che dici tesoro, sei magico, ma non ti fermare, infilamelo dentro dai, lo voglio dentro tutto fino ai coglioni.

Con una spinta lenta ma decisa, la mia verga si fece strada nel suo retto fino alla radice. Cominciai quindi ad incularla, aumentando man mano il ritmo e palpandole a piene mani le grosse tette sobbalzanti. Lei rimase senza fiato, stava impazzendo con quel cazzone che le dilatava il culo.
Essendo venuto da poco, l’inculamento durò a lungo; il mio pitone, nonostante le notevoli dimensioni, sembrava navigare nel canale anale di mia madre e questo mi confermava l’intensa attività cui era stata sottoposta quella parte negli ultimi tempi! Mentre la inculavo mia madre iniziò a sgrillettarsi come una forsennata, come aveva fatto la sera con Ciccetto!

Mia madre: ahhh che bello, mi piace prenderlo nel culo, godo come una vacca, dai tesoro inculami a fondo, sono la tua troia da letto, pensa a quanti cazzi ho preso da dietro, la tua mammina si è fatta inculare da altri maschi lo sai vero?……… Su, voglio che te ne vieni, dai sborrami nel retto, la tua troia è pronta, voglio sentire il calore della tua sborra dentro il mio intestino………

Poco dopo venni e le sborrai copiosamente dentro il retto: sentii l’uccello esplodere dentro il suo culo con una serie di getti di sperma che, in rapida successione, attraversandomi l’uretra, mi regalarono fitte di indescrivibile piacere, piacere reso ancora più intenso in quanto il mio cazzo era dentro il culo di mia madre!

Io: mamma, vengo vengo……….. ti sto eiaculando dentro………

Mia madre: così, vienimi dentro tesoro, mamma mia, ma questa è una colata di lava bollente, ma quanto sperma avevi nelle palle, madonna che calore che sento nel culo!

Dopo l’inculamento ci staccammo e ci coricammo a letto, supini, io con la sul suo caldo seno; mia madre sudata ed esausta prese una sigaretta dalla borsa e l’accese; con la mano involontariamente sentii che dalla sua fessura usciva un rivolo di sperma….. nella stanza calò un po’ di imbarazzo……..

A questo punto, erano circa le quattro di notte; parlammo ancora un po’

Mia madre: sono esausta, ma contenta, anche se so che domani mattina mi pentirò di quello che ho fatto con te! ma adesso non voglio pensarci, vieni tesoro, abbraccia la tua mamma che ne ha bisogno, fammi sentire che mi vuoi bene, che sono importante per te!

Io: sono qui mamma, lo sai che ti voglio bene, non pensare a niente, siamo qui, tu ed io e siamo felici……….

Parlammo per un po’………

Mia madre: che pensi di me e di noi? abbiamo avuto un rapporto incestuoso, lo capisci? Però mi è piaciuto, non voglio pensare a domani, ma solo ad oggi………. ma tesoro, dimmi l’avevi già fatto vero?

Io: si mamma, con Serena.

Mia madre: era vergine?

Io: no mamma, l’aveva già fatto con il suo primo ragazzo!

Mia madre: come vedi succede, è successo a me di non arrivare vergine al matrimonio ed erano altri tempi!

Io: si succede, ma non pensiamo più a niente adesso mamma, ti voglio bene!

Detto questo mi alzai su un fianco e mi sedetti di fianco accanto a lei che restò nuda su letto; iniziai a guardarla, era bellissima, nuda, ormai senza trucco, ricoperta da gioielli che le davano luminosità! poi con la mano delicatamente iniziai ad accarezzarle i suoi capelli, quindi con il dito indice le sfiorai dolcemente le labbra; mi avvicinai a lei e ricominciai a baciarla in bocca, prima delicatamente, poi in modo voluttuoso, con la lingua. Lei non si oppose!

Mia madre: che fai? hai ancora voglia? ma sei insaziabile….

Io: si, mi è venuta voglia di farlo ancora, ti desidero mamma, ti voglio ancora!

Ripresi nuovamente ad accarezzarle ed a palparle il seno.

Mia madre: baciami ancora, ne ho voglia.

Iniziammo a pomiciare avidamente come due matti, con la lingua; mia madre poco dopo senza più alcun pudore prese in mano il mio bastone, nuovamente duro come una barra d’acciaio e lo avvicinò alla bocca ed uscita la lingua, cominciò a leccarmelo; leccava il glande ripetutamente e velocemente per poi passare la lingua tutta in fuori lungo tutta l’asta, per tutta la lunghezza, dal basso all’alto; a quel punto non potendo più resistere, ansimando, le afferrai la testa poggiandole il mio cannolo sulla sua bocca peccaminosa!

Io: dai mamma, succhiamelo, succhiami la verga, voglio che me lo succhi ancora! Fammi vedere quanto sei troia!

Lei pienamente concorde, allargate le labbra, lo accolse in bocca; iniziai quindi a muoverle nuovamente la testa in modo ritmico, prima lentamente e poi sempre più velocemente, stantuffandola come si deve. Osservavo la mia enorme mazza di carne scomparire nella bocca di mia madre e ricomparire immediatamente dopo, secondo un ritmo frenetico; sentivo il rumore della suzione che diventava un frastuono da conato di vomito quando il glande le passava tra le tonsille schiacciandole l’ugola contro il velopendulo. Dopo circa dieci minuti che lavorava di bocca come una maiala, sentii la mia proboscide pulsare, mi fermai; estrassi la mia verga dalla sua bocca e mi portai alle sue spalle come fatto prima, quindi la feci indietreggiare nuovamente facendole sporgere tutta la testa indietro, le feci aprire la bocca e glielo rimisi dentro spingendolo dentro; ripresi a muovermi avanti ed indietro, mentre lei emanava rumori con la gola. Mentre glielo sparavo in gola pompandola come una vera zoccola, con le mai le palpavo le tette, spremendogliele a tratti come se dovessi mungerla, a tratti gliele succhiavo con avidità, facendomi strada tra le collane. Ero deciso a venirgli in bocca, a trattarla senza il minimo rispetto, per umiliarla, per punirla dei suoi comportamenti adulterini, come si fa con una come lei, con una prostituta! Arrivai al culmine dell’eccitamento perdendo completamente il controllo!

Io: mamma, sto per venire, preparati che ti voglio sborrare direttamente nella gola, stai pronta, vedi di non affogarti e di ingoiare tutto il mio sperma……….sto arrivando mamma stai pronta, si così brutta zoccola in calore, puttana che non sei altro, troia, cosi siiiiiiiiiii ah vengo, vengo…….

Raggiunto l’orgasmo le eiaculai uno due getti direttamente nella gola, quindi estrassi leggermente il pene tenendolo però sempre dentro il suo cavo orale, lei istintivamente aprì la bocca ed io completai l’opera: una enorme quantità di sperma denso e caldo si riversò copiosamente dentro la bocca di mia madre, sotto forma di fiotti abbondanti ad elevata pressione, che si susseguirono in rapida successione, uno dopo l’altro, per un tempo che sembrò interminabile…

Io: Ingoia, ingoia, brutta vacca, fai la porca come hai fatto con gli altri, così ingoia tutto……

Subito dopo mia madre si mise in ginocchio sul letto e lo riprese in bocca ripulendomelo di ogni straccia di sperma, mi sbocchinò ancora per un po’, poi lo tirò fuori.
Ci staccammo e ci coricammo a letto, questa volta entrambi in posizione fetale, di fianco uno dentro all’altro, con me che l’abbracciavo stretta sul mio petto, lei stretta tra le mie braccia, io con le braccia attorno a lei, stringendole il seno! mia madre era sudata, esausta, soddisfatta, serena. Prese un’ultima sigaretta dalla borsa e l’accese.

Mia madre: che pensi tesoro?

Io: non penso a niente mamma, solo che vorrei chiederti di smetterla con Ciccetto, se posso permettermi!

Mia madre: tesoro, non posso risponderti adesso, non lo so, non so se sono innamorata di lui, non so se è solo attrazione fisica! Solo il tempo potrà dirlo!

Io: ho capito mamma, non è finita, tornerai da lui!

Mia madre: adesso non lo so, non voglio pensarci, sono stanca, voglio dormire, tienimi stretta a te tesoro, non parliamo più, buona notte, ti voglio bene!

Non parlammo più, nella stanza calò il silenzio, finì la sua sigaretta e si addormentò, nuda tra le mie braccia, come un’amante si addormenta tra le braccia del suo uomo, dopo l’amore. Io non riuscii a dormire, pensai tutta la notte e cercai di vegliare il sonno di mia madre!

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3 thoughts on “A letto con mia madre

  1. Giorgio65

    Certo deve essere eccitante vedere la propria madre troia e vacca chiavata da altri, venire a sapere che è stata adoperata da altri prima del matrimonio e poi sbattersela come si fa con una cagna in calore……….. Spero ci sia un seguito con lei magari impegnata in sesso di gruppo………..

     
    1. Marcello62

      Il momento più traumatico è stato all’inizio, vederla che si baciava con la lingua con un altro, poi il resto è venuto via via da se………..

       

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