'; Lingua di fuoco | Racconti erotici

Lingua di fuoco

Lingua di fuoco

Ho iniziato una “relazione” concun collega di mio padre. Ha 40 anni e io 21. E non è proprio una relazione: lui mi scopa, mi scopa quando vuole, svuota i suoi coglioni dentro di me, e mi lascia andare via. È un legame strano, ma io lo so che lo faccio impazzire. Lo so che non può fare a meno della mia fighetta.

È divorziato e vive da solo. E io rimango spesso a casa sua. È alto 1, 84 esattamente 12 cm in più di me, e questo è un vantaggio perché può prendermi come vuole rigirarmi, mettermi in braccio mentre mi scopa.
E in un anno abbiamo provato moltissime cose. L’ultima volta mi ha bendato, mi ha chiesto solo di fidarmi e mi è presentato con un altro uomo. Non l’ho visto, era un estraneo, ma so benissimo il suo sapore. Era alto anche lui, abbastanza muscoloso, e con pochi peli. Hanno deciso di scoparmi in due e io bendato mi stavo facendo fottere da un uomo a cui avevo dato la mia verginità e da uno sconosciuto.
Questa cosa mi eccitava da morire. E ultimamente i miei ormoni mi hanno reso una cagna in calore, sono sempre voglioso di piselli, sempre pronto a soddisfare il mio uomo, a ingoiare sborra calda e a gemere come una troietta ad ogni colpo di minchia. Sono assetato, goloso di cazzoni.
E quei due uomini mi eccitavano come un maiale.
All’inizio mi hanno messo in ginocchio, dovevo succhiare entrambi. Ho iniziato prendendo le loro cappelle insieme in bocca, ma poi mi sono concentrato su un cazzo alla volta. Ho capito subito sarebbe stato del sesso violento, selvaggio perché entrambi spingevano il cazzo fino in gola tenendomi la testa come a soffocarlo. C’era saliva ovunque : sulle loro cappelle, sulle palle, sul mio collo. È bendato i miei sensi si amplificano, sentivo l’odore del loro cazzo sudato, Delle loro palle e della saliva che scendeva ai lati della mia bocca, succhiano con gola, facendo piccoli gemiti da troia. Sentivo il loro fiato ansimare e tenendomi la testa, continuavano a ripetermi: così, da brava bambina, succhia. Non ti fermare. Sei una cagna in calore.

La mia voglia saliva sempre di più.
Sentivo il buco del culo pulsare. Li voleva li voleva dentro.
Ad un certo punto lo sconosciuto mi ha messo a 90 gradi e mentre continuavo a ingoiare il cazzone del mio uomo lui con la lingua mi bagnava il buco. Colpi decisi proprio e poi spalmava la saliva per bene con un dito. Il mio uomo tolse il cazzo dalla bocca si avvicinò, mi baciò e mi disse all’orecchio: sicuro lo vuoi fare? Sei sicuro di volerti concedere ad un altro? A quel punto in preda all’eccitazione, capii che ci teneva, voleva essere sicuro di essere solo lui il mio uomo e risposi: decidi tu per me, sono tuo, sicuro mi vuoi condividere? Sorrise mi diede un altro bacio e disse: vediamo cosa sai fare con due maschi.
Allora sentii una cappella calda poggiata sul buco. Potevo immaginare fosse grande. Senza troppa esitazione lo sconosciuto mi penetrò con forza. Aveva un cazzo molto largo. Sentii un bruciore che mi prendeva tutto fino allo stomaco. Ma volevo resistere, volevo godere, allora mi chiami con la testa bassa e il culo alto e iniziai a stantuffoare quel cazzo enorme, ero io che guidavo , avanti e indietro, gemendo come una cagna, facevo entrare tutto quel cazzo fino alla radice e lo tiravo fuori. Sentivo lo sconosciuto ansimare mentre diceva: così, troia, ci sai fare, sei vogliosa e assetata come una piccola puttana. Mi piacevano quelle parole.
A quel punto presi per mano il mio uomo e dissi: voglio che mi scopi. Lui allontano lo sconosciuto, mi portò a letto e dopo essersi disteso mi fece sedere sul suo cazzo di schiena. Mi penetrò in un colpo solo e tenendomi sollevato dalle cosce iniziò a trapanarmi con forza. Godevo come un maiale. Ansimavo come una puttana. Lo sconosciuto si avvicinò salendo sul letto in piedi, mise il cazzo davanti la mia bocca ma a quel punto tolsi la benda, volevo guardarlo negli occhi mentre prendevo la sua nerchia in bocca. Lui rimase all’inizio un po’ interdetto. Era un bell’uomo.
Poi sorrise e mi spinse il cazzo giù in gola. Succhiavo da brava puttana, fino alla radice, ingoiando le palle, leccando le cosce. Lo sconosciuto era soddisfatto e sentivo il suo pisello gonfiarsi pronto a scoprire di sborra. Proprio nel momento in cui sentii il suo cazzo più gonfio strinsi le palle e un filtro enorme di sborra calda inondo la mia bocca. Tirò fuori il cazzo ancora gocciolante e io lo ripresi subito in bocca perché non volevo perdermi una sola goccia.
Il mio uomo da sotto era venuto sborrandomi il culo e con le mano aveva preso un po’ di sborra che usciva dal buco ancora grondante e con le dita me la portò alla bocca dicendomi: prendi il mio seme cosi, mentre mi toccava le dita fino in gola.

Siamo rimasti a letto così per un po’ io nel mezzo e loro sudati con i loro cazzoni mosci che mi sfioravano accanto a me. Continuavo a toccarli e ridevamo parlando di quanto sono voglioso e insaziabile. È vero non lo nego.
Ma mi piace. Mi fa sentire vivo saper soddisfare le voglie di due uomini così. Virili, grandi, mascolini.
Sono una cagna, e so fare bene quello che faccio.

Abbiamo fatto la doccia in tre. Ci hanno tenuto a lavarmi, mi sfioravano mi toccavano con i loro piselli senza penetrarmi. Mi lavavano soltanto, le spalle, in culo, il pisello. Volevano solo avermi lì, pulito in mezzo a loro.
Spompinai ancora una volta quei due cazzoni sotto la doccia, ingoiai il Moro seme caldo e uscimmo.
Era stato abbastanza, potevamo tornare al mondo normale.

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