Chi l’avrebbe mai detto ? (gli incontri successivi)

Chi l’avrebbe mai detto ? (gli incontri successivi)

Mi capitava a volte di ricevere dei suoi messaggi in cui scriveva di aver bisogno dei miei servizi ed io nel limite del possibile cercavo di assecondarlo.
Capitava che prima di passare al sesso mi facesse sbrigare piccole faccende di casa con indosso lingerie sexy sotto un piccolo grembiule da cameriera e a lui in vestaglia di seta seduto su un’ampia e comoda poltrona piaceva osservarmi.
Mi indicava dove spolverare in modo da trovarmi ad assumere pose che gli permettessero di godere della vista dei particolari più interessanti esposti al suo sguardo lussurioso.
Finite le incombenze domestiche immancabilmente mi faceva avvicinare e dopo avergli aperto la vestaglia mi permetteva di farlo godere con la mia bocca,le mie mani e il mio culetto.
Questo era il premio per il lavoro svolto che io assaporavo entusiasta e grato.
Capitava anche che se commettevo degli errori mi facesse mettere sulle sue ginocchia per sculacciarmi ma una volta scontata la punizione mi permetteva comunque di occuparmi di nuovo del suo benessere.
A volte mi chiedeva di assisterlo mentre faceva il bagno nella sua ampia vasca.
Gli preparavo il bagno con l’acqua alla temperatura ideale,versavo il bagnoschiuma e dopo che si era immerso gli portavo un bicchiere di vino bianco e gli caricavo la pipa che amava fumare nella rilassante atmosfera della vasca.
Mentre lui si godeva quegli istanti di pace io preparavo l’accappatoio e le cose che sarebbero servite quando sarebbe uscito.
Sbrigato quel compito lui mi passava la pipa da riporre e alzatosi in piedi mi diceva di lavarlo.
Io passavo la spugna con la schiuma delicatamente sul suo corpo indugiando sui punti che sapevo a lui piaceva che stimolassi.
Sul cazzo inutile dirlo dritto e duro mi dedicavo con particolare attenzione passando più e più volte la mano insaponata su e giù e tra le cosce dall’ano ai testicoli.
Dopo averlo lavato accuratamente si accomodava ancora nella vasca e capitava che mi permettessea di entrare insieme a lui , mi faceva sedere in braccio e mi baciava la bocca mentre le sue mani scorrevano lungo il mio corpo per finire ad afferrarmi il culo , cercare il buco per penetrarlo con le dita insaponate.
Poi mi faceva sollevare leggermente in modo che potesse puntare la cappella al pertugio e senza sforzo entrava scivolando tutto dentro di me.
Iniziava così una sorta di danza ritmata dai nostri movimenti in sincrono.
Lo sentivo uscire per poi rientrare mentre il nostro ansimare aumentava di intensità.
Dopo parecchi minuti di questa altalena del piacere mi faceva girare e mettere a pecora. Mi afferrava deciso i fianchi e affondava di nuovo la sua asta in me. Questa volta i suoi movimenti erano più potenti e accompagnava ogni sua spinta con apprezzamenti pesanti su di me , su come mi volesse troia.
Non smetteva di sbattere il suo cazzo dentro il mio culo , ogni volta che il suo corpo colpiva le mie natiche faceva un rumore come di uno schiaffo sulla pelle bagnata e lui grugniva mi invitava a ripetere che ero la sua puttana e che nessuno mi aveva mai fatto godere come lui e che ero sua , di sua proprietà , poteva fare di me ciò che voleva.
Quando era prossimo all’orgasmo serrava ancora di più le sue mani sui miei fianchi fino a che mentre un ultima oscenità usciva dalla sua bocca il suo cazzo riversava in me un’ondata di sborra calda e densa che mi riempiva le viscere.
Uscito da me raccoglieva con le dita il rivolo di sperma che colava dal mio ano aperto in modo impudico e me le offriva da leccare per sentire il suo sapore.
Poi mi faceva sedere accanto a se e mentre mi baciava in bocca prendeva a segarmi il cazzo e quando ero vicino all’orgasmo voleva che mi inginocchiassi di fronte a lui e gli sborrassi sul suo membro di nuovo in erezione. Poi dovevo leccare la mia stessa sborra dalla sua asta e dalle palle e fargli un pompino che lo portava ad una seconda eiaculazione , questa volta nella mia bocca.
Conclusi quegli intensi momenti di sesso ci sciacquavamo sotto il getto della doccia e una volta usciti dalla vasca mi preoccupavo di asciugarlo e di aiutarlo ad indossare l’accappatoio dopo di che ricompostomi a mia volta e riordinata la stanza da bagno mi accomiatavo da lui senza prima che mi regalasse un bacio ed una vigorosa pacca sul culo ed un……..”alla prossima mia adorabile puttanella”
In uno dei nostri ultimi incontri venne ad accogliermi alla porta come al suo solito con indosso la sua amata vestaglia di seta e dopo avermi fatto entrare mi disse di indossare la divisa da sexy cameriera e di farlo con molta cura perché attendeva degli ospiti e non voleva che gli facessi fare brutta figura. La mia reazione fu di meraviglia mista a preoccupazione.
L’espressione del mio volto tradiva le mie emozioni e lui messosi di fronte a me con le mani sulle mie spalle e guardandomi negli occhi mi chiese…….”che ti prende , hai qualcosa in contrario?” ed io………”no , è che non me l’aspettavo e non so se saprò essere all’altezza”.
Lui di rimando……”tu non devi ne pensare ne decidere , questo è compito mio. Se ti do la possibilità di servire dei miei cari amici è perché ti ritengo capace di farlo e dovresti essermi grato per la fiducia che ripongo in te”.
“si hai ragione , perdonami se ho dubitato ma è di me stesso non certo delle tue decisioni che ho avuto poca fiducia”.
“ora smettila e va a prepararti che fra poco saranno qui i miei ospiti”.
Andai così nella stanza dove ero solito cambiarmi ed indossai ciò che mi era stato richiesto e che trovai sistemato con cura sul letto ( reggicalze e calze a rete , un paio di coulotte di pizzo e ed un grembiulino da cameriera bordato di pizzo e che copriva giusto il mio sesso , il ventre e parte del petto lasciando parzialmente esposti i capezzoli. Questa volta c’erano anche delle eleganti scarpe col tacco a spillo di un colore rosso acceso.
Una volta pronto mi recai in salotto dove il mio padrone mi attendeva e dopo avermi squadrato diede la sua approvazione.
Nel mentre suonò il campanello e fui invitato ad andare ad accogliere i nuovi venuti.
Aperta la porta mi apparvero due uomini tra i sessanta e i settant’anni , uno di media statura corporatura normale mentre l’altro un po’ più alto e decisamente in carne.
Timidamente li invitai ad entrare e li guidai in salotto dove il mio padrone li attendeva.
I tre si salutarono in modo caloroso dimostrando notevole confidenza tra loro.
Presto la loro attenzione fu indirizzata su di me e mentre mi osservavano con interesse da capo a piedi i due si complimentavano con l’amico per la sua abilità nella scelta della servitù.
Finiti i convenevoli si accomodarono attorno ad un tavolino basso da salotto il mio signore sulla sua poltrona preferita , gli altri due sul divano.
Io ero già stato istruito sui mie compiti per cui mi diressi in cucina dove misi sul fuoco l’acqua per il tè nell’attesa che bollisse preparai il vassoio con le tazze e i biscotti di contorno.
Una volta versato il tè tornai in salotto e lo servii.
Lui mi fece accucciare ai suoi piedi sul tappeto e i tre iniziarono a gustarsi la calda bevanda e i biscotti conversando amabilmente.
Non mancavano i riferimenti alla mia persona ed a quanto avessi imparato bene ed in fretta quale fosse il mio ruolo e ad accettare i compiti assegnatimi ubbidiente e con la volontà di farlo al meglio.
A quei commenti io arrossivo abbassando lo sguardo.
Finito l’intermezzo all’inglese lui decise che era giunto il momento di omaggiare i suoi ospiti per la visita e li invitò a usare i miei servizi , sarei stato a loro completa disposizione.
I due si alzarono e mi invitarono a fare altrettanto.
Mi trovai così in mezzo a loro che iniziarono a palparmi tastandomi il culo e infilando le mani nelle mutandine.
Quello più in carne mi mise la lingua in bocca mentre con una mano mi prendeva in mano il cazzo. L’altro nel frattempo iniziava a spogliarsi e una volta liberatosi dei vestiti si chino dietro di me , mi scosto le coulotte , mi fece inarcare leggermente la schiena e si mise a baciare e leccare la mia rosellina.
L’altro si staccò da me per spogliarsi anch’esso ed una volta nudo mi si avvicinò di nuovo e posatami una mano sulla testa mi spinse verso il suo membro divenuto duro nel frattempo.
Anche l’altro dopo essersi preso cura del mio buchetto si alzò permettendomi di accucciarmi.
Mi trovai così con due cazzi in piena erezione e gocciolanti fluido precum di fronte al mio viso.
Li presi entrambi in mano ed inizia con un massaggio ai testicoli e poi alle aste e mentre ne stringevo una prendevo in bocca l’altra e viceversa dividendo equamente l’uso delle mani e della bocca tra i due cazzi.
Potevo sentirli godere e ascoltare i loro commenti mentre il mio padrone si segava in disparte beandosi della scena che si andava svolgendo davanti ai suoi occhi.
Dopo un po decise che era giunto il momento di intervenire attivamente e ci guidò tutti in camera da letto. Mi prese e mi spinse sul letto a pancia all’aria. Si chinò , mi sfilò le coulotte ed il grembiule e indicando il mio culo con un gesto della mano disse……”chi vuole favorire ?”. Il primo a proporsi fu quello grosso. Si avvicinò a me , mi prese per le gambe e mi trascinò col culo al bordo del letto quindi si mise in ginocchio , strusciò il suo cazzo bagnato di fluido e saliva contro le mie palle per poi scendere e premere contro il mio ano già pronto dopo il servizio ricevuto in precedenza e come fosse una figa aperto dal desiderio. Non gli ci volle molto e con una spinta decisa mi fu dentro. Potevo vedere le smorfie di godimento sul suo viso mentre sudava e ansimava muovendo il suo cazzo a stantuffo con deciso impeto.
Gli altri due dopo aver osservato per alcuni istanti l’operato del ciccione e essendosi congratulati con lui per l’impegno profuso si dedicarono a me e mentre uno iniziava a farmi un pompino l’altro si posizionava sopra di me offrendo le sue palle alla mia bocca. Io cominciavo a non capire più niente tanto era forte quella nuova esperienza. Avevo un cazzo che mi scopava il culo , una bocca che mi spompinava e due grosse palle piene che chiedevano di essere ingoiate.
Presi a leccarle e in seguito me le misi in bocca e succhiai.
I gemiti , gli ansimi e i grugniti di godimento si mischiavano con i suoni , lo sciacquettio del cazzo che mi scopava e lo sculacciare delle palle con il risucchio delle bocche sui cazzi fradici.
Stavo vivendo una fantasia o era la realtà ?
Per un attimo persi ogni riferimento fino a quando un grugnito potente mi riportò al presente. Era l’omone che si era preso il mio culo che stava per sprigionare il suo orgasmo e così fece accompagnando gli ultimi potenti colpi dei lombi con abbondanti schizzi di sborra fino a svuotarsi completamente dentro di me.
Nel frattempo il suo compare avendo intuito che stavo per venire a mia volta aveva preso a segarmi con forza e mi accompagnò fino a che venni spruzzando il mio seme sul mio ventre e sulla sua mano.
Io non avevo smesso di succhiare palle e uccello del mio padrone accucciato sopra di me.
Colui che mi aveva masturbato dopo avere strusciato il suo membro sul mio ventre inzuppandolo del mio seme prese il posto di quello grasso.
Fui fatto mettere a pecora carponi sul letto , il mio padrone si girò a sua volta offrendomi di nuovo il suo bastone da succhiare mentre l’altro mi prendeva in piedi dietro di me.
Tra il seme del ciccione che ancora usciva dal mio culo aperto ed il mio che ungeva il cazzo del mio nuovo amante la scopata risultava particolarmente agevole e produceva un suono come di sciabordio che rendeva il tutto ancor più eccitante.
Io ripresi ad occuparmi del membro che avevo sotto di me e non ci volle molto perché portassi il mio signore all’orgasmo che bevvi goloso senza perderne una goccia.
Quello dietro di me diede ancora qualche colpo deciso quindi estrasse il suo cazzo e presolo in mano venne abbondantemente sul mio culo e tra le mie chiappe.
Il mio ultimo compito fu quello di ripulire i tre cazzi con la lingua , cosa che feci diligentemente.
Mi venne concesso quindi di andare a ricompormi e fui lasciato libero di andarmene.
Lascia i tre amici senza dire una parola ma convinto di avere reso il mio padrone orgoglioso di me e con il sapore in bocca e l’odore sulla pelle di quell’esperienza così intensa.

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One thought on “Chi l’avrebbe mai detto ? (gli incontri successivi)

  1. marco franceschi

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